[ Usare un fixed-width font per leggere la versione testo ] [ Per i numeri precedenti: ] [ news:it.hobby.satyra oppure e-mail: struscia(at)wildcard.it ] [ Raccolta dei numeri precedenti: ftp://ftp.wildcard.it/struscia ] _____ _____ ____ __ __ _____ _____ _____ ____ / ___/ /_ _/ / __ \ / / / / / ___/ / ___/ /_ _/ / __ \ / /__ / / / /_/ / / / / / / /__ / / / / / /_/ / /__ / / / / _ _/ / / / / /__ / / / / / / __ / ___/ / / / / / \ \ / /_/ / ___/ / / /___ _/ /_ / / / / /____/ /_/ /_/ /_/ \____/ /____/ \____/ /____/ /_/ /_/ L A N O V I Z I A Struscia la Novizia TG Satirico del Zuse (-: « What a WonderFoul World » :-) puntata nº 50 --- Dom 18 Mar 2001 ("Io i Ricci ce li ho in testa.") Ciber-aperiodico di Inforiduzione [aut. min. non conc.] PRE-EDITORIALE: IL MESTIERE DEL MESE: Vince il titolo di "Cool job of the month" ("Il mestiere del mese"), il Sig. Kolte Lino, italo-svizzero, da trent'anni arrotino di Novi Ligure. Kolte Lino ha passato la sua vita al servizio dei cittadini novesi, affilando forbici, cesoie ma soprattutto coltelli da cucina, rimanendo sempre nell'ombra, incurante che poi altri, approfittandosene, potessero raggiungere la notorietà alle spalle del suo operato. Omar ed Erika sono soltanto l'ultimo anello della catena. Il Sig. Kolte Lino è il vero artefice del loro successo. Ma cosa fa adesso il Sig. Kolte Lino? Ha imparato la lezione. Ha abbandonato la sua trentennale attività di ambulante per aprire un negozio da artigiano, dove, pur proseguendo il vecchio mestiere di arrotino, si produce anche in novità originali con cui può aggredire nuovamente il suo segmento di mercato, atrofizzato ormai da quando Omar ed Erika hanno esaurito la loro personale campagna di marketing pro-prodotti in acciaio per i figli. Tra le sue novità, Kolte Lino presenta invece il prodotto di *punta* per gli innamorati: una margherita con petali in acciaio, molto taglienti, su cui sono raffigurati i volti di Omar ed Erika. Se ne deve strappare uno alla volta, dicendo contemporaneamente: «L'ama... Non l'ama... Lama... Non lama... L'ama... Non l'ama... Lama... Non lama... L'ama... Non l'ama... Lama!». EDITORIALE: Struscia la Novizia, numero 50. Il primo del 2001. Il primo del nuovo Millennio. Ma a quanto lo vendono il Millennio usato? Non è che qualcuno lo rottama, e poi si piglia i contributi? Numero 50. Struscia la Novizia andrebbe festeggiata a dovere. 50 è una cifra tonda... ma non abbastanza. Il "5" ha ancora troppi spigoli. Così, mentre i mesi passano e rimandiamo i festeggiamenti al numero 80, che è un po' più tondo... Ecco che Struscia numero 50 è pronta per voi, nella solita confezione senza cellophane perché all'ambiente ci teniamo, tanto che la carta igienica usata non la buttiamo, ma la laviamo per riciclarla. Cosa è successo questo inverno? La televisione ci ha regalato la felicità di veder terminare la trasmissione "Il Grande Fratello", mentre "Survivor", che ne doveva proseguire il tedio, non ha preso nella gente deludendo le aspettative di chi l'aveva realizza (altra felicità!). Pensate, i protagonisti de "Il Grande Fratello" erano così abituati alle telecamere che, per evitare shock per astinenza improvvisa, essi sono rimasti nelle principali trasmissioni anche dopo. Ragazzi, a Canale 5 devono avere degli psicologi davvero bravi... Ma che cosa è stato mai "Il Grande Fratello"? Cosa ci ha lasciato? Una decina di ragazzi erano costretti a vivere senza mai uscire di casa. Era forse un documentario su quanto sia sedentaria la vita moderna? Mah... Un ragazzo ed una ragazza hanno fatto l'amore quasi davanti alle telecamere. Contemporaneamente, Alessia Marcuzzi è rimasta incinta. È così forte il potere della televisione? Mah (al quadrato)... Io lo so. Sì, io so cosa è stato davvero "Il Grande Fratello". È stato un esperimento. Sì, un grandioso e spettacolare esperimento. Ma non come lo intende la Bignardi. È stato un esperimento di selezione naturale, ma al contrario. Tanto che, ad un certo momento, è andata via una persona, ed è arrivata Daria, un cane. Questa è la vera essenza de "Il Grande Fratello". Questo ne è il messaggio, chiarissimo; l'unico, ma assolutamente corretto; questo è ciò che rimane a tutti noi che per mesi lo abbiamo subìto: «Stai attento: se hai troppo a che fare con la televisione, regredisci». Struscia la Novizia: perché la quiete è soltanto l'intervallo tra due tempeste. E serve soltanto per mandare in onda la pubblicità. Struscia la Novizia: perché, se il caffè fa digerire, deve pur esistere un antidoto. Struscia la Novizia: perché l'uomo di oggi è disperso, ed ha bisogno di una luce. Per capire, ad esempio, perché cavolo sulle automobili ci siano gli alzaCRISTALLI ed i tergiCRISTALLI, ma finestrini e parabrezza siano in volgare vetro, tanto che i signori ai semafori si chiamano lavaVETRI, non lavacristalli. Se si chiamassero lavacristalli, dovremmo pagarli di più? Struscia la Novizia: perché, se il riso soffiato è buono, e se il vetro soffiato è bello ... perché io, se m'han SOFFIATO l'autoradio, sono incazzato col mondo? Struscia la Novizia: perché, a RadioRai, la SIAE paga anche fino a 40mila lire al minuto per i diritti di autore sui testi comici. Certo, paga a 90 giorni... Ma la bravura sta appunto nel far ridere a distanza nel tempo. Se riesci a pensare ad una battuta che la gente capisca soltanto dopo tre mesi, sei a posto. È anche nell'ottica di sperimentare ciò, che questo numero di Struscia si occuperà anche e soprattutto delle notizie di tre mesi fa. Natale compreso. Struscia la Novizia: perché, se Dio avesse mai immaginato che l'uomo sarebbe potuto arrivare a scrivere Struscia, probabilmente per quella storia di Eva e della mela avrebbe anche chiuso un occhio... I VERI PISTOLA ARRIVANO DALL'AMERICA: In manette tre dirigenti del Ministero dell'Interno, per corruzione in un'inchiesta della Procura di Milano. L'accusa è grave: i tre, tra cui un viceprefetto, avrebbero ricevuto svariati regali e chiesto 750 milioni di lire per favorire la commercializzazione in Italia di una pistola, elettrica, di produzione americana. Avranno fiutato l'affare: in fondo, adesso, sono tutti che vogliono abolire le armi convenzionali con le pallottole all'uranio impoverito. «Fanno male alla salute», deve aver detto qualcuno. E grazie! Quelle di piombo fanno bene alla pelle, allora? Combattono mica la comparsa delle eruzioni cutanee? Aiutano forse a prevenire la carie? Facilitano per caso l'eliminazione dell'acido urico? Insomma, questi tizi devono aver detto: «Se la gente non vuole le pallottole troppo pericolose, ecco il business: vendiamogli le pistole elettriche, che possono anche soltanto stordire!». Dov'è il business? È geniale! Se tu non ammazzi il tuo nemico, quello sopravvive, giusto? Bene. Se sopravvive, vorrà vendicarsi, giusto? Bene. E cosa fa chi si vuole vendicare? Si compra una pistola! Elettrica, magari! A-Aaahhh! Ecco il vero affare! Tenere in vita tutti, per alimentare la vendita delle armi! Assolutamente geniale, bisogna ammettere... E così, sono finiti in manette Alberto Maddalena, vice prefetto, dirigente del servizio di polizia amministrativa e sociale (da cui dipende l'ufficio per il rilascio delle autorizzazione alla vendita in Italia delle armi), Luigi Taviani, dirigente della Polizia di Stato, e Romano Celeste, primo dirigente del Ministero dell'Interno. Capito, signora? Mica gli ultimi arrivati... Mica l'ultimo degli 'mbecilli... È tutta gente laureata, questa... D'altro canto, per fiutare l'affare che si diceva prima, o sei Einstein, o hai studiato per diventarlo. La pistola per cui sono state pagate mazzette, pensate, è in grado di tramortire una persona sparando a cinque metri di distanza una scarica elettrica a 50mila volt. Sì, signora. A cinque metri, la possono tramortire con una scarica a 50mila volt. Sentito bene? CINQUANTAMILA VOLT! Roba da matti, dico io... Insomma, una volta, nel far-west, c'erano i duelli: i due pistoleri si affrontavano l'uno di fronte all'altro, nella piazza del paese, ed il più veloce a scorgere le mosse dell'avversario e ad estrarre la pistola e sparare, vinceva. Nel futuro, mi auguro di no, ma magari i duelli ci saranno ancora. Però, ci sarà una differenza: nel far-west vinceva il più veloce; nel futuro vincerà quello che riesce a fare fuori l'altro risparmiando di più sulla bolletta dell'ENEL. TOSCANA FOR SICILIA: Una storia incredibile a Palermo: un bimbo di 5 anni esce dal coma grazie al film "La vita è bella". Una notizia ancora più incredibile: un adulto di Treviso guarda una puntata intera di "C'è posta per te" senza subire danni permanenti al suo sistema nervoso! No, dai... Verità a parte, la notizia del bambino siciliano è straordinaria: il piccolo era in fin di vita da circa un mese, ed è riuscito a riprendersi solo guardando il film di Benigni, la sua passione. Suo papà ha portato la videocassetta in ospedale e, appena hanno cominciato a scorrere le prime immagini, il bimbo ha appoggiato i gomiti sul letto e si è messo a guardare il film. Ora, a distanza di qualche settimana, il bimbo sta bene, parla e cammina. Ma continua a vedere, anche due volte al giorno, "La vita è bella". Per la lieta occasione, hanno intervistato Benigni, e lui ha così risposto al giornalista: Giornalista: - Allora, signor Benigni, ha saputo del miracolo siciliano? Benigni: - Sì, sì, mi hanno riferito. Bello, vero? G.: - Sì, infatti. Una cosa straordinaria! Ma lei se la sarebbe mai aspettata una cosa del genere? B.: - Sì, direi proprio di sì. G.: - Ma... e come poteva immaginarselo mai che sarebbe accaduto? Voglio dire, non è che i bambini guariscano dal coma tutti i giorni, anzi! E meno che mai guardando un suo film in TV... B.: - Be', vede, io è da anni che so di possedere poteri paranormali, in grado di ridare la vita a chi non ce l'ha, o di prolungarla, guarendo persino la persona medesima, se ella è indisposta... G.: - Accidenti! Questa sì che è una notizia! Ma come può dirlo? Come se ne è accorto? B.: - Come so di avere questi poteri, di guarire la gente e di prolungare la vita? Lo so da quando, tanti anni fa, sulla Rai, ho partecipato al programma televisivo di Raffaella Carrà. Già allora non è che fosse giovanissima, insomma, no... ci siamo capiti, vero? Aveva già passato tutti i tagliandi, aveva già un sacco di chilometri, e da parecchio era fuori garanzia... ci siamo intesi, no? Be', sprezzante del pericolo, io le sono saltato addosso, siamo finiti per terra, l'ho toccata e palpeggiata ovunque... Signori, ho compiuto il miracolo: dopo tanti anni, Raffaella Carrà è ancora viva! [ Cosa analoga è successa con Massimo Ceccherini e Megan Gale a Sanremo 2001... ma i toscani son davvero tutti così? Non è che pure a Dante Alighieri piaceva toccare il culo a Beatrice? ] SENZA PAROLE: Più della metà degli italiani ha difficoltà a leggere un giornale. Secondo un rapporto sul nuovo analfabetismo in Italia, la maggior parte degli abitanti del Bel Paese è incapace di comprendere grafici e testi scritti. Be', non che voglia ancora una volta dare la colpa alla scuola... Però dovete ammettere che, dopo anni passati alla lavagna a comprendere una cosa come «il logaritmo neperiano di ics al quadrato meno uno è uguale a due per il logaritmo in base naturale del prodotto di ics meno uno per ics più uno»... per forza! Se scrivo «Metà degli italiani non sa leggere», è una frase troppo semplice! Non la capirò mai! Ma l'avete mai letto un giornale? A scuola ti fanno studiare il latino, poi compri la "Gazzetta dell'Intelligente", e subito ci trovi la pagina degli annunci di richiesta di lavoro: «Cercasi project manager», «Assumesi software developer», «Ricercasi Unix-senior in C++ language», «Scovasi SAP manager for domain administration», «Impiccasi esperto in marketing del self-provisioning», «Risorgesi manager for sales-team»... A scuola studi l'italiano, e come sono i titoli dei giornali? «E l'Italia andò alle elezioni». Iniziano con la congiunzione. Da studente impari la grammatica, e gli annunci sui quotidiani come sono? «A.A.A.A.A.A.A.A.A.A. Affittasi altre lettere dell'alfabeto». È italiano questo? Sarebbero gli italiani che non sanno leggere? 'Un so mica... per me, sono i giornalisti che 'un sanno scrivere! Che poi... a me questa cosa fa morire: il concetto è che, come abbiamo detto, da recenti statistiche si evince che «Più della metà degli italiani ha difficoltà a leggere il giornale». Ma... mettersi gli occhiali? No, va be', dai... E accendere la luce, almeno? No, no, basta battute, dai... Diciamo che la notizia sia vera. Ora, come te la dicono questa cosa? Te la scrivono sul giornale! Ma come, dico io! Siamo analfabeti, e ce lo scrivete? Ma te l'hai mai visto qualcuno che vada in giro e, come incontra un sordo, gli parli e gli dica: «Ma lo sa che metà degli italiani è sorda?». L'avete mai visto? Sì, ma solo in un caso: solo quando quel tizio vuol fare uno scherzo. Ne segue la deduzione logica: tutto ciò vuol dire che i giornalisti mi stanno pigliando per il culo. Intanto, tra un quotidiano e l'altro, il mondo della scuola discute sulla questione "interrogazioni", messe sotto accusa dal Ministro della Pubblica Istruzione. Secondo Tullio De Mauro, non bastano a valutare gli alunni. Dio mio, come è moderno questo Ministro! Come sa di nuovo, questo Ministro! Io sono d'accordo con lui. Le interrogazioni non bastano più. È proprio ora di inventare le prove scritte. Sì, sì! E non è mica finita qui! Pensate, l'anno prossimo introdurrà anche l'esame alla fine dell'ultimo anno. Che uomo! Che uomo! Ah, De Mauro! Lui, sì, che deve essere stato uno studente modello! Come le studia lui...! NON ANDRÀ ALLA CASA DELLO STUDENTE: Gran Bretagna. Tutti pazzi per William. Raddoppiano le iscrizioni nell'università scozzese di Saint Andrews, frequentata dal Principino d'Inghilterra. E il Preside corre ai ripari, temendo indiscrezioni scandalistiche sulla vita del rampollo dei Windsor. Chi farà rivelazioni ai giornali sulla vita privata di William sarà espulso dalla scuola. «Sono esenti dal provvedimento - ha tenuto a precisare il Preside - coloro che faranno rivelazioni ai giornalisti italiani. Tanto in Italia più della metà della popolazione legge a fatica la stampa...». Il sogno di arrotondare la paghetta con qualche scoop, quindi, sfuma. Ma a rischiare non sono solo i signorini della prestigiosa università. Misure disciplinari saranno adottate anche nei confronti dei dipendenti colpevoli di aver fatto filtrare qualche indiscrezione. Mi immagino, che so, la professoressa di inglese che corregge il compito di William sul treno, tornando a casa. Scrive "4" sul primo foglio, salta su il giornalista che spiava da dietro il sedile, e le chiede: «Allora, possiamo dire che questa è la prima insufficienza del Principino?», e la professoressa, per salvare la situazione (e il suo posto di lavoro): [accento inglese] «Oh, ma no, anzi! William è così bravo, appena arrivato, che ho subito segnato un appunto per ricordarmi di promuoverlo direttamente al 4º anno!». E lo stesso sarà per i bidelli: «Mi scusi, lei che fa il bidello nella facoltà dove studia il Principino, ha qualche particolare piccante da raccontarci?». [Accento inglese] «Be', sa, non dovrei dirlo... ma l'ho visto chiudersi in bagno e fumarsi una sigaretta...». E poi, accortosi di essersi lasciato sfuggire un'indiscrezione, per tamponare dirà: «... Insomma, voglio dire... non che ci sia niente di male... ma quando hai avuto una mamma che si chiamava come una marca di sigarette... non le sembra un po' di cattivo gusto?». Boh... Leggevo questa notizia, e mi è tornata alla mente l'altra, quella in cui si parla di William innamoratosi di una modella per posta elettronica. E se per corrispondenza l'ha conosciuta, non può che trattarsi di una modella: Miss Iva [...: "missiva"]. [... Attimo di sconforto per la schifanditudine della battuta...] E così ho pensato che, in fondo, i tempi sono profondamente e radicalmente cambiati. Ora 'sti ragazzi si innamorano on-line. Non si toccano più. Si cliccano. Dopo aver fatto l'amore, non si accendono più la sigaretta: si connettono direttamente al filtro. Alla ragazza di turno, non chiedono più il numero di telefono: chiedono il nome utente e la password. Pure le frasi cambiano: «I love you», una volta, non era un virus. Ai miei tempi, la maturità era un po' la soglia tra l'età in cui ci si provava ma non ci si riusciva, e quella in cui finalmente le ragazze iniziavano a starci. Ora c'è il computer, freddo calcolatore, inno alla razionalità. Ma ai miei tempi si seguivano di più gli istinti animali. Così animali, ma così animali, pensate, che succedeva che, magari, a scuola eri un asino, ma poi incontravi una mucca pazza, e diventavi subito un maiale! NON SI USA PIÙ DIRE «SPORCO»?: Il razzismo non è una prerogativa solo del nostro calcio. In Danimarca, un tifoso dell'Aarhus dovrà pagare una multa di 5000 corone, oltre un milione di lire, per aver minacciato di morte il giocatore ghanese del Silkeborg Attram. Ah, che bambini che sono! Qui in Italia sì che siamo dei duri: c'è il Governo che ci minaccia di mantenere Giulio Andreotti in vita... Salendo sul pullman della squadra avversaria, il tifoso ha insultato Attram definendolo «negro». Attram si è difeso, tirandogli un casco di banane in testa. «Casco essere obbligadorio - ha aggiunto poi il calciatore -; l'esisdenza degli sdronzi, no». Il tifoso ha ribattuto: «A cocco bello...!», e Attram: «Cocco? Cocco bello? Eccoti cocco fresgo!», e gli ha tirato due noci in faccia. Ieri sera ho rivisto in TV il tifoso razzista dell'Aarhus: non mi sembrava molto cambiato, a dire il vero, ma... quando l'ho visto guardare l'ora sul suo orologio e poi chinarsi sul tappeto in direzione del Medio Oriente, ho capito che forse forse, sotto sotto, un poco era rinsavito... TEST-ICOLO: CONOSCI TE STESSO, TI PRESENTO IO: [ Quarta puntata dell'identikit del proprio ego. Omaggio (fuori stagione) al Natale. ] 1. Stai ascoltando il tuo nuovo compact-disc appena ricevuto in dono per Natale, quando improvvisamente ti rendi conto che potrebbe trattarsi di un CD pirata. Cosa te lo fa pensare? a. Il brano di apertura, cantato da Claudio Bisio ed Angelo Branduardi, è "Capelli", di Niccolò Fabi. b. Le dieci canzoni dell'album sono numerate con l'ordine seguente: 7, 5, 9, 2, 4, 1, 6, 3, 10, 8. c. La bonus track finale è "Vaffanculo" di Masini, reinterpretata da Cristina D'Avena. 2. Quale tra i seguenti si avvicina di più al regalo più brutto, inopportuno o imbarazzante che hai mai ricevuto come dono a Natale? a. Un film in DVD, ma tu non hai il lettore DVD. b. Un buono da 100.000 lire per il rifornimento di carburante, ma tu non hai l'automobile. c. Un reggiseno di pizzo, ma tu non hai le tette. 3. La notte tra il 24 ed il 25 dicembre, mentre eri davanti alla TV e seguivi il tuo programma preferito, "Se vi hanno portato un regalo di Natale, restituitelo al vostro amico Natale", è capitato qualcosa che potrebbe rovinare la dolce atmosfera della Festività. Cosa? a. Ospite d'onore del programma TV che stai guardando è Piero Angela, il quale sta spiegando che le renne non possono volare. Nessuna esclusa. E quindi non volano neanche le renne di Babbo Natale. Così, ora, tu sei preoccupato che non ti venga recapitato alcun regalo, perché sotto casa tua non si trova parcheggio neppure durante le Feste. b. Hai calpestato per sbaglio un elfo di Babbo Natale, dopo che invano aveva tentato di farsi riconoscere, mentre tu lo deridevi: «Ah! Ah! E dove sono gli altri 6 nani? Ti sembro forse Biancaneve?», e, facendo la caricatura della donzella che balla nel bosco... splat! Tanto che la Befana, per portarti tutto il carbone che meriti, ha chiesto all'Alitalia il noleggio di una scopa quadrireattore. c. Un losco figuro è sceso giù dal camino, vestito da Babbo Natale, ma invece che lasciare doni, ha tentato di portarsi via la tua argenteria, i quadri di valore, e il televisore. Tu gli hai contestato che nella letterina che gli avevi inviato non gli avevi certo chiesto più spazio. E lui allora ha abusato di te. Non è colpa sua se nella tua letterina avevi chiesto una cura contro le emorroidi. (Punteggi: a=5, b=10, c=15.) · Profilo a (se hai totalizzato fino a 30 punti): Nella tua vita, fatta ogni anno di 364 delusioni, il Natale è per te l'unica festa davvero importante. Peccato che la tua anoressia non te la faccia godere appieno. Verrai investito da una slitta trainata da alcune renne imbizzarrite. Ti ricovereranno all'ospedale, dove per lo shock ed i mesi di coma ti cresceranno capelli e barba bianchi. Al tuo risveglio, verrai scambiato per Babbo Natale. Ma sarà a Ferragosto. Ed allora capirai che in tutta la tua vita non ti sarai mai sentito a tuo agio come in quel momento. Non avrai più problemi di denaro, in futuro. Sì, perché i problemi la gente ce l'ha se ha tanti soldi, e non sa come nasconderli o farli fruttare senza rischi. Tu, ripeto, non avrai più problemi legati ai soldi. È un periodo fortunato per l'amore. Dunque, vediamo... 3... 2... 1... Ecco, il periodo fortunato è appena finito! Ora inizia il periodo sfortunato per l'amore. E quindi anche per la tua ragazza e l'idraulico, innamorati persi, che a causa del periodo sfortunato verranno da te colti in flagrante mentre fanno l'amore. Non disperarti. Ricordati che, comunque, ti è andata bene. Potevi appartenere al profilo b. · Profilo b (se hai totalizzato più di 30 punti): Tu non hai grande sensibilità per l'atmosfera natalizia. A dir la verità, del Natale non te ne frega niente. L'unica cosa che in questo periodo attira la tua attenzione è la pubblicità dei Baci Perugina, dove sono anni ormai che la bambina continua a dire «La mamma è buona: tanti baci. La sorellona buona buona non è: un solo bacio. Al nonno: tanti baci...». Quella bambina lì ormai c'avrà diciannove anni, avrà appena iniziato l'università. Sua sorella... tutti da anni sanno che non è una persona affidabile («buona buona non è»), e nessuno le ha dato modo di redimersi. Ecco, tu, nella vita, ti senti come la sorellona della bimba dei Baci: marchiata a fuoco come poco di buona, senza possibilità di redenzione. Quando verrà la tua ora, sulla tua lapide non metteranno più fiori, ma un solo, unico Bacio Perugina. La tua reputazione verrà salvata soltanto dal guardiano del cimitero, che è molto ghiotto di dolci. Il lavoro va bene. Infatti il tuo capoufficio è molto soddisfatto di tutti i tuoi colleghi. Il tuo licenziamento contribuirà a rafforzare gli affari della ditta. La tua salute non è male, per essere un mammifero che respira smog mentre nuota in un oceano di onde elettromagnetiche. La vita media si è molto allungata. Ma tu ti sei sempre considerato un tipo fuori dalla media. Amen. LETTERE AL DIRETTORE: E-mail to: struscia@wildcard.it . Un lettore dei newsgroup (un newsreader... per chi la capisce...) mi fa notare che nella scorsa Struscia ho detto che, nella trasmissione Sarabanda di Enrico Papi, il concorrente toscano Coccinella ha vinto oltre 1 miliardo e 700 milioni, mentre la sua reale vincita sarebbe di 1 miliardo circa, o poco più, mentre il premio restante è stato rimesso in palio per le puntate successive. Chiedo umilmente scusa. Davvero, sono rammaricato per l'errore. Visto l'ingente ridimensionamento della cifra, penso proprio che non chiederò più a Coccinella di offrirmi una coca al bar. Il Direttore (per gli amici: Dir e:\tore). OMNITIM: Nella battaglia pubblicitaria che gli spot televisivi ci propinano senza sosta, è emerso un dato interessante: Telecom Italia Mobile, primo gestore della telefonia radiomobile GSM nel nostro Paese, surclassa quello che è storicamente il suo primo concorrente, Omnitel Pronto Italia. A seguire, vi svelo come. Analizziamo nel dettaglio l'ultimo spot televisivo della TIM. Mentre Edoardo Bennato rispolvera un suo successo di molti anni fa, il trio delle ragazze TIM in barca approda sulla riva di un'isola deserta, un angolo di paradiso che non è segnato sulle carte. Da lì mandano SMS e saluti, e se la godono senza faticare. Il messaggio che viene trasmesso al pubblico è il seguente: tre ragazze in vacanza da mesi sbarcano su un'isola su cui l'uomo non ha mai messo piede. Non c'è traccia di tecnologia, né tantomeno di antenne cellulari. Non vi è alcuna stazione radio base GSM. Ciononostante, cinque tacche anche sull'isola deserta! I loro tre telefonini funzionano perfettamente, tant'è vero che li usano come se niente fosse. Ovvero: puoi anche passare la vita in vacanza, con gli amici, fare il disoccupato cronico senza lavorare, essere scemo (leggi: avere il quoziente di intelligenza di Gaia)... il tuo GSM TIM non ti abbandonerà mai, rimanendo funzionante anche laddove giureresti di non poter mai trovare campo. Analizziamo ora nel dettaglio, invece, l'ultimo spot TV Omnitel. Mentre ascolta "Sky" di Sonique, una ragazza in tuta fa jogging in una strada della metropoli. Ad un certo punto vede il grattacielo più alto di tutti, e ci si arrampica sopra. Dopo immani sforzi, arriva alla cima, è sudata e si spoglia, dopodiché lì finalmente chiama un elicottero che la viene a prelevare. Il messaggio che viene trasmesso al pubblico è il seguente: Megan Gale, dall'Australia, viene in Italia, ma non le piace la musica locale. Deve usare il suo telefonino Omnitel, ma quest'ultimo non prende. Decide allora di arrampicarsi sul punto più alto della città, e, dopo immani sforzi, arriva in cima. Per la fatica si spoglia, mentre finalmente il suo cellulare segna una tacca. Così riesce a chiamare qualcuno che la riporti in Australia, dove i telefoni sono un po' più comodi da usare. Ovvero: i GSM Omnitel non prendono mai, e ti devi fare un culo così per trovare un punto in cui abbiano un po' di campo. E oltretutto fai una pessima figura con i VIP stranieri in visita in Italia: la musica italiana non piace, la tecnologia anche meno. Submessaggio: l'uso dei cellulari Omnitel è riservato a superatleti con il pallino dello sport ed un fisico a prova di ebola. Sì, perché, se una donna normale può anche scalare un grattacielo, qualunque donna italiana (ripeto: QUALUNQUE DONNA ITALIANA), arrivata in cima sudata, se si toglie i vestiti, con la corrente d'aria che c'è lassù, ci rimane secca dopo tre squilli. RICORRENZE: Domani, 19 marzo, è la Festa del Papà. Se la vostra ragazza decide di festeggiarvi, preoccupatevi. Motto sportivo del mese: «Squadra che vince, non si cambia. Squadra che puzza di sudore, sarebbe meglio di sì». Zuse (in collaborazione con Nevia), Struscia la Novizia, Genova «Mi hanno detto che utilizzare preservativi deteriorati, bucati o lacerati fa rimanere incinta la ragazza con cui li usi. Così, per Natale, ne ho regalato sei scatole ad una coppia di miei amici che da due anni cerca di avere un figlio» (Zuse)