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Ciber-aperiodico di Inforiduzione [aut. min. non conc.] EDITORIALE -- «MA COM'È BELLO LO SCIOPERO DEI GIORNALISTI!»: Nell'era della tecnologia, dell'informazione abbinata alla telematica, della new economy in cui il Gatto e la Volpe sono dovuti diventare hacker per continuare a truffare la gente, nell'epoca in cui non si compra più il salame suino ma si compra il salame suinternet, forse le facoltà umane più nascoste e misteriose e meno razionali hanno una nuova, inaspettata occasione di dimostrarsi in tutte le loro più recondite potenzialità. Se ne è avuta una prova importante domenica scorsa, durante il Gran Premio di Formula Uno tenutosi ad Imola, quando la Rai, stupendo tutti, ha deciso a sorpresa di sperimentare il suo nuovo sistema di telecronaca telepatica di una gara automobilistica. Il risultato ha sorpreso tutti: l'Auditel ha infatti rivelato che gli ascolti non sono calati in modo significativo rispetto ad un altro Gran Premio commentato in voce. Questo può voler soltanto significare che gli italiani sono diventati telepatici, e che l'esperimento della Rai ha funzionato. E che, allora, probabilmente avrà un seguito. Inquietante! Questo sì che potrebbe essere inquietante! Mettiamo che anche la Mediaset si metta a trasmettere per via telepatica: succederà che di notte, dormendo, mi accadrà di sognare Alessia Merz, e proprio sul più bello... paparapaparapà, pubblicità! Signori e suonerie, ecco a voi Struscia la Novizia, una voce nella notte quando l'orologio segna le 2 del pomeriggio. Struscia la Novizia: perché quando ci si innamora non si capisce più nulla. E Struscia vuole darvi l'illusione di innamorarvi. Senza però darvi l'opportunità di ciulare. Struscia la Novizia: perché qualche cosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure. Ma in quel momento Francesco De Gregori era ispirato da un rotolo di carta igienica. Struscia la Novizia: perché, quando pochi giorni fa ho dormito in campagna, il mattino dopo ho trovato un millepiedi in una scarpa, ed ho pensato: «Be', al giorno d'oggi già è difficile trovare casa, figuriamoci trovare tutto un condominio!». CHISSÀ SE S. PIETRO GLI APRIRÀ LE PORTE DEL PARADISO, O SE GLIELE FARÀ SALTARE CON DELL'ESPLOSIVO...: Stati Uniti. È morto il pentito di Mafia Tommaso Buscetta, storico accusatore in uno dei processi che vide come imputato anche Giulio Andreotti. Buscetta, che si trovava in America in regime di protezione sotto falsa identità, è stato ucciso da un tumore. L'efferato delitto ha gettato nel panico l'F.B.I.: a quanto pare, i tumori riescono a rintracciare le persone anche sotto falsa identità. Ed adesso si indaga sul mandante di quel tumore, ma le speranze di risalire alla cosca di appartenenza sono fievoli. Insomma, a Washington questa sconfitta brucia. Non sono riusciti a proteggere un pentito da un tumore. E, sinceramente, c'è proprio da stupirsi: ma come? Ma non si è sempre detto che la Mafia è un _cancro_ della nostra società? Il Senatore a vita Giulio Andreotti, intervistato, ha detto: «Pregherò per la sua anima». Sì, ma per l'anima de li mortacci sua! COUNTRY ROAD: La segnaletica stradale, in Italia, è sempre molto divertente. Agli incroci è normale incontrare il segnale di STOP immediatamente dopo le strisce pedonali. Fateci caso. Se c'è una riga bianca trasversale che indica il limite a cui fermarsi quando il semaforo è rosso, subito prima ci sono ancora le strisce pedonali. Come a dire: «Se investi qualcuno che stava attraversando, non andartene subito: stazionaci sopra per mezzo minuto, così almeno lo finisci e non sta a soffrire agonizzante in mezzo alla strada, che oltretutto se quello si muove è più difficile da schivare per i mezzi che seguono». Ma, oltre ai casi generali come questo, esistono perle particolari che si possono riscontrare solo in un posto specifico. Ad esempio, solo di recente è stata corretta la segnaletica che per anni ha indicato come arrivare a Montegrosso d'Asti provenendo da Isola d'Asti (due paesi del Piemonte che avevano paura di non appartenere a nessuna provincia, e così se la sono incorporata nel nome...). Per anni, infatti, innanzi ad un bivio che dava origine a due strade, sono rimasti due cartelli: "Per Montegrosso, freccia a sinistra", e "Per Montegrosso, freccia a destra". Ma si può? È come se il mio dottore mi dicesse: «Senti, per curarti il raffreddore devi prendere due cucchiai di sciroppo al giorno a stomaco vuoto», e, subito dopo, dicesse: «Guarda che ogni volta che prendi una medicina devi prima mangiare». Aò, decidite! Nel caso di Montegrosso d'Asti, in effetti, entrambe le strade portano nello stesso paese, ma dopo un po' di incidenti in cui la gente affettava in due il veicolo per essere sicura che almeno metà arrivasse a destinazione, è rimasta l'indicazione solo sulla via principale. Ma la chicca più recente è quella di mercoledì 5 aprile 2000, ore 18:15. All'uscita del casello autostradale di Genova Ovest, il pannello elettronico di segnalazione avvertiva: «Dal 30 marzo casco obbligatorio per tutti i ciclomotori». Ora, che tu le segnali a fare? Sei all'uscita dell'autostrada, dove è notorio che i ciclomotori non possono circolare. Dire «casco obbligatorio per tutti i ciclomotori», in autostrada, è un po' come costringere un non vedente a dirmi di che colore sono vestito; è come obbligare un vegetariano ad inghiottire una bistecca; è, ecco, è come dire «mettiti il preservativo», ma poi non c'hai la ragazza per usarlo. Che me lo metto a fare il casco sul ciclomotore in autostrada? Ah, forse è per non farmi riconoscere se la Polizia mi blocca... ma allora il pannello elettronico non poteva consigliare un più pratico passamontagna? PER LA SERIE: «I DOCUMENTARI DI PIERO & ANGELA»: «È PRIMAVERA, E SBOCCIANO I FIORUCCI»: Milano. Centro città. In una delle maggiori (e quindi - si sarebbe portati a pensare - anche più evolute) metropoli italiane, nell'anno Duemila, quando ormai la par-condicio tra i sessi dovrebbe essere totale, quando ormai le differenze e le barriere tra uomo e donna dovrebbero essere state definitivamente debellate, accade che, a due passi dal Duomo, tra portici ed isole pedonali, si trovi uno dei luoghi più sessualmente discriminatori della storia dell'Umanità. Il Fiorucci Megastore. Entrare da Fiorucci, a Milano, significa sottoporsi a pura discriminazione sessuale. Esistono infatti tre diversi canoni comportamentali nominali, a seconda delle distribuzioni ormonali del proprio metabolismo e degli schemi di psicologia collettiva adottati dal conformismo di massa: femmina, maschio con maschio, maschio con femmina. · La donna entra da Fiorucci e non ne esce finché non è aumentata di peso di almeno un dieci-quindici percento. Non perché ci siano cose buone da mangiare, ma perché anche peluche, mollette per capelli, profumi e bigiotteria sono dotati di massa gravitazionale oltreché di prezzo. Infatti, il bisogno di appagare la propria femminilità è proporzionale all'appagamento già raggiunto. Dalle proprie amiche. Da segnalare il numero di «Uuuhh, che carino!» al minuto, mai inferiore (anzi, spesso ben superiore!) a quello riscontrato al reparto maternità quando la caposala apre la tendina dietro alla quale, nelle culle, riposano sereni i neonati. Curiosamente, pare che moltissime siano le cose che, più sono piccole, più piacciono alle donne. Gli ipodotati possono così tirare un sospiro di sollievo. (Avranno un posto assicurato sugli scaffali Fiorucci.) · L'uomo che entra da Fiorucci con altri amici maschi ha intarsiata sulla faccia la disperazione del capobranco fuori dal branco, incapace di trovare la soluzione definitiva alla madre di tutti i problemi dell'uomo duro moderno: «Cosa le regalo per il nostro anniversario?». E così si ritrova a naufragare tra le massime sublimazioni dell'inutilità produttiva sapientemente disposte su attraenti scaffali, piccole antenne emettitrici d'emozione, surrogati d'affetto che, a differenza del cioccolato, non fanno ingrassare (avete mai provato a rosicchiare un orsacchiotto? Con tutto quel pelo, fa ben schifo! Non so quante calorie faccia un peluche, ma state certe che le vomiterete tutte!). E, mentre affoga in quell'oceano rosa, può andare incontro alla derisione dagli amici, nel frattempo impegnati ad aiutare le altre donne lì presenti a rendersi definitivamente conto che l'uomo non è un animale abbastanza interessante neanche per un documentario di Quark. · Infine c'è l'uomo che entra da Fiorucci trascinato dalla donna che sta accompagnando. Lui voleva entrare lì a fianco, alla Mondadori, ed andare a sfogliare gli ultimi libri della collana di informatica. Ma la collana si è come per un sortilegio trasformata in un cappio, al collo, e lui ora subisce passivo quello che i suoi sensi gli trasmettono di quel posto misterioso ed incantato, così ricco di tesori preziosi da scoprire (per lei), ma così opprimente, "flat" e tediamente barboso (per lui). Quando un ragazzo ed una ragazza stanno insieme, è normale avere molte cose in comune. Ad esempio, è normale avere i certificati anagrafici in Comune. Ma, così come lo stadio è un ambiente costruito appositamente per la natura maschile, così Fiorucci è stato progettato a consumo esclusivo dell'animo femminile. E non ci sarà mai verso per lei di convincere lui che quel detrite frattale in simmetrica plastica rosa laggiù chiamato "Farfallina a molla per treccine" possa avere più valore di un tacchetto consumato sotto la suola delle scarpe del proprio attaccante del cuore. Insomma, diciamocelo chiaramente: la felicità di lei vuol dire felicità di lui. Se lei è felice, anche lui è felice. Ma, cacchio, questa cosa vale anche se lui aspetta fuori! Entrare da Fiorucci, a Milano, è un po' come accendere il televisore senza aver letto prima la guida ai programmi TV. Non sai bene cosa ti aspetti, finché, girando, non trovi un argomento comune a tutte le trasmissioni. E, da Fiorucci, tu trovi esattamente questo: ogni cosa, ogni piccola cianfrusaglia così come ogni grande oggetto, ha un'unica missione ufficiale che attribuisce il senso della sua esistenza. Essere a forma di cuore. Ogni cosa, ogni prodotto in vendita, ogni gioiello in esposizione, TUTTO è a forma di cuore. Ciondoli a forma di cuore (e questo sarebbe ancora permesso), cuscini a forma di cuore (che poi ti voglio vedere a trovare delle federe che ci vadano bene!), sgabelli a forma di cu...ore (certo, perché è risaputo che le chiappe siano a forma di ventricolo, no?), portachiavi a forma di cuore, magliette con cuori ricamati sopra, bottigliette di profumo a forma di cuore... e poi, se guardi bene, anche portapenne a forma di aorta (per penne ad inchiostro rosso, ovviamente), gomitoli di lana avvolti come le coronarie, fermacarte a forma di valvola tricuspide. Dopo due minuti che sei da Fiorucci, ti aspetti di essere urtato all'improvviso da qualche barella che attraversa di corsa la stanza per un'emergenza... insomma, e che è? Un negozio o un reparto di cardiochirurgia del Policlinico? Le commesse sono commesse, o infermiere di cardiologia? Lo scontrino vale come ticket sanitario scalabile dalle tasse? E, soprattutto, non è che, se davvero ti viene un infarto mentre sei da Fiorucci, quelli ti pigliano e ti fanno un trapianto con, che so, un peluche a forma di cuore? Ti strappano dal petto il tuo, e ti ci impiantano un tappetino per il mouse a forma di cuore... A me questa cosa fa un po' paura. Perché si sta sconfinando un po' troppo oltre il consueto e il consentito. Mi viene da chiedermi se, tra qualche tempo, non andrò dal macellaio, e lui sul bancone avrà messo in vendita borsette a forma di fegato, portafogli a forma di stomaco, catenine girocollo a forma di salsiccia, quadernoni di suino con i fogli a forma di fette di prosciutto crudo... Entrerò per fare la spesa e riempire il frigorifero, e ne uscirò con qualcosa di totalmente diverso. Qualcosa come: «Senta, a me serve solo un etto e mezzo di mortadella...». E lui: «Con o senza maniche?». «Boh, e che ne so? Lei cosa consiglia?». «Guardi, i giubbetti in mortadella mezze maniche andranno molto di moda il prossimo autunno...». «Allora me ne dia uno taglia 42, è per la mi' morosa...». Ma dico io, i negozi "normali" dove tu andavi a comprare un regalino di valore per la tua fidanzata non esistono più? Entri da Fiorucci, e ti ritrovi dentro la fiera campionaria degli oggetti più assurdi. Ma... «Sono così carini!». E perché? Perché sono a forma di cuore! Tu piglia una cacca di cavallo a forma di cuore, e poi mi dici se ancora la trovi carina! Certo, da Fiorucci c'hanno anche lo sgabello a forma di cuore. E tu che fai, lo regali a lei per il suo compleanno? Tu fammi uno sgabello a forma di cacca di cavallo, e poi vedi se ti ci siedi ancora sopra! E poi vediamo se è ancora carino! L'è uno sgabello, mica un anello d'oro e diamanti di Valenza! Faranno lo slogan: «Uno sgabello è per sempre». Be', (in un certo senso) lo è anche la cacca di cavallo. «UNA VITA DA VOCALYST»: Radio Ulna, la radio del cuore, e pure del midollo osseo, è lieta di presentare, in anteprima per Struscia la Novizia, «Una vita da vocalyst», ovvero: «L'intervista alla lettera "i"». Questa intervista andrà in onda su Radio Ulna non appena i lettori di Struscia se la saranno dimenticata (così sembrerà tutto materiale nuovo). - Signore e signori, per la serie "Le grandi penitenze dell'uomo bianco: dire fare baciare lettera testamento", abbiamo quest'oggi scelto la lettera. E, in particolare, un'intervista con un "personaggio" a dir poco particolare ed unico, che nessuno mai prima d'ora, in Italia, era riuscito a portare, da solo, al microfono di una radio: la lettera "i". - Glielo dica, Signor Giornilista, Glielo dica! - Guardi che si dice "giornalista"... - Sì, eh, ma sa.. Io sono la lettera "i"... a me le altre vocali stanno un po' antipitiche... - "Antipatiche". Ma, va be'... Dunque, ci parli un po' di lei... Cosa fa la lettera "i" nella vita? - Sa... sono piuttosto timida... ho un complesso... e, come lettera "i", nel mio complesso sono una vocalyst... - Ah, complimenti! È un gruppo musicale numeroso, immagino... - Certo. In totale le vocalyst sono "a", "e", "i", "o", ed "u". Di recente, poi, andiamo in giro in tournée, e così si è aggiunta la 6ª vocalyst, la "Y", che in città si parcheggia pure bene... - Immagino siate molto affiatate... - Sì, ma solo sul lavoro. Siamo in consonanza perfetta... Nella vita di tutti i giorni, caro Signor Giornilista, le cose sono ben diverse... Vede, io sono molto timida; la lettera "a", invece, è così aperta... È la più aperta di tutte. Ed anche la più lussuriosa. Se lei ne trova due o tre insieme... «Ah! ah! aaaahhh!»... Mio dio, pensi, in confidinza le dirò che quella non ha aspettato neanche il nostro primo concerto per darla al nostro produttore... - Be', ognuno è libero di fare le proprie scelte, non le pare? - Sì, ma quella neanche sceglie chi farsi! ... (Se li fa tutti e basta!) - E delle altre vocali... ehm, vocalyst, che mi dice? - Dunque: c'è la lettera "e", che è sempre molto attiva: vuol fare tutto lei: e questo, e quello, e quell'altro... Solo che, poverina, ha fatto un lungo viaggio di recente, ed ha acquisito uno strano accento: adesso dice di esser diventata una "è", voce del verbo essere. È così convinta di essere una voce del verbo essere che, il prossimo film che gireranno sulla grammatica italiana, le faranno doppiare la terza persona singolare dell'indicativo presente. - Dev'essere un compito molto impegnativo... - No, Signor Giornilista, non è affatto un compito impegnativo. L'indicativo presente del verbo essere, come compito, già ce lo davano in seconda elementare... - Va bene... E poi? - Be', la 3ª vocalyst sono io, la lettera "i". Sono timida, magrolina, e ciononostante pare che io, anche a distanza, riesca a fare del male agli inglesi... - In che senso, scusi? - Non so, chissà perché... ma gli inglesi, quando vedono una lettera "i", dicono «Ahi!». - Lettera "i", è sicura di essere nel pieno possesso delle sue facoltà mentali? - Non so... Ma sono peggio io che rispondo così, o lei che intervista gente come me? - Lasciamo perdere. Le altre vocalyst? - Be', c'è la lettera "o". "O di Oristano". È sarda. Ed è la più vanitosa. Fa tanto la maiuscola... è tutta tonda, per me è rifatta! Pensi, ultimamente se la fa con una "Q" maiuscola... sa, le piacciono le lettere con quel bel gambo lungo che pende... - Lei ce l'ha il fidanzato? - Ce l'avevo. Ora non ce l'ho più. Ora "pende" anche lui... - Ha, come dire... "cambiato musica"? - No, no, ha soltanto cambiato genere. Prima femmine, adesso maschi! Più cambio di genere di così! Pensi, lei non ci crederà, ma quel cornuto mi ha messo le corna con un marinaio! Ma si può? Io lo sapevo, li ho visti una volta nella macchina di lui... Li ho visti, e non mi dovevo fidare... - Perché, cosa facevano in macchina? - Oh, niente di particolare. Ma erano nell'automobile del marinaio. E la sua automobile, l'automobile del marinaio, non era una Lancia. Capito? Non mi dovevo fidare... - E se fosse stata una... Marea? - Ecco, lo vede? Se non era una Lancia, ma era una Marea... vuol dire che ha tolto anche l'ultima lettera "i" che gli restava... E infatti mi ha lasciato! - Mamma mia, stento a seguirla... Ad ogni modo, mi rendo conto che ho toccato un tasto dolente, vero? Torniamo al suo complesso, allora: continui pure con l'ultima vocalyst... - L'ultima vocalyst ufficiale, la "u", è la mia unica vera amica. È fedele, al mattino va a prendermi il giornale, ha sempre voglia di giocare, non sporca... l'unico problema è costituito dalle notti di Luna piena... - Perché? Forse mi immagino che, essendo una "u", le piaccia ululare alla Luna...? - No, vede, semmai è il contrario: quando non c'è la Luna, i ladri se ne approfittano, perché in casa non ci suona l'antifurto...: «Uuuuuuuhhhhhh!». - Ho capito. Senta, io so che lei è venuta qui in radio, in realtà, per un motivo ben preciso: fare un appello agli italiani. È così? - Sì, Signor Giornilista, è proprio così. Sono venuta in radio per dire questa cosa, e la ringrazio dell'opportunità che mi dà: «Italiani, per favore, vi prego, vi imploro, vi scongiuro! Siate un po' meno puntigliosi! Siate più tolleranti, e meno precisini! Non cercate sempre di rendere tutto perfetto! Non insistete sempre nel trovare un ordine a tutte le cose! Vi imploro! Si può vivere bene anche senza la precisione assoluta!». - Be', è un appello un po' insolito... c'è una ragione precisa? - Ecco, vede come sono gli italiani? Sempre a fare i precisini... sempre ad andare a cercare il dettaglio... insomma, sempre a mettere i puntini sulle "i"! E quindi, sempre a riempire me di puntini, neri, ovunque... Il mio fidanzato mi ha lasciata perché - tutti a mettere i puntini sulle "i"... - e a me continuavano a spuntare brufoli... ma adesso, basta! Italiani, basta mettere i puntini sulle "i"! Che, poi, spendo tutto il mio stipendio in Clearasil! - Però adesso la vedo una pelle bella liscia... Ah, ma allora, contro i brufoli funziona davvero! - No. È meglio l'acido solforico. Il Clearasil io me lo mangio. C'è chi affoga la disperazione nel cioccolato. Io mi strafogo di Clearasil... A proposito, Signor Giornilista, lei che è così informato, lo sa perché i brufoli vengono? - No, perché? - Perché hanno avuto un'erezione cutanea... - Mamma mia... - E, sfregandoli, non è mica pus quello che esce... - Per favore...! Ma lei non era timida? Va be', prima di essere arrestati dalla buoncostume, salutiamo la lettera "i", che ha accolto, malgrado i gusti ben più sani del pubblico, il nostro invito a venir... ehm, a raggiungerci qui in radio. Grazie di essere stata con noi. - Si (s)figuri. E NEL VUOTO COSMICO NON SI PUÒ NEANCHE SUONARE IL CLACSON...: Che succede nel cielo sopra di noi? Le stelle non stanno a guardare. La sonda Soyuz ha riagganciato e ridato vita alla stazione spaziale Mir. La vecchia stazione orbitante russa ormai da 14 anni nello spazio... Chissà che insonnia per chi le dorme vicino... No, s'è letto male: la vecchia stazione orbitante russa ormai da 14 anni nello spazio è stata raggiunta poche ore fa dalla navetta, che trasportava due astronauti e tutto il necessario per riparare gli infiniti guasti della Mir, ormai disabitata dall'agosto scorso e condannata a morire. Verrà ristrutturata, per quanto possibile, grazie all'intervento di capitale privato, e potrebbe presto diventare una meta turistica, una sorta di lussuoso ed esclusivissimo albergo. E, considerando lo splendido panorama e la percentuale di oceani che si può osservare da lassù, non potranno che chiamarlo con un solo nome: "Hotel Mir a Mare". In realtà, però, da come male se ne parla, sembra che la stazione russa possa essere molto più vecchia di quello che è. Tanto che, pare, tre curiosi individui, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, già duemila anni fa, potrebbero averla vista brillare nel cielo, averla scambiata per una cometa, ed averla seguita fino ad una mangiatoia, dove era appena nato un bimbo al quale avrebbero portato in dono, appunto, oro, incenso e Mir. (E, a proposito di comete...) Noi siamo abituati a considerare lo spazio come un vuoto siderale, ma, a quanto pare, sembra che ci sia molto più casino di quello che si pensi. La vecchia battuta di Corrado Guzzanti e dei Fichi d'India, «Secondo te, c'è vita nell'Universo?» «Ma, sì, un po' al sabato sera...», pare ora trovare una clamorosa smentita. Nel cosmo non c'è soltanto vita: c'è un casino infernale! Tanto che due gruppi di astronomi dell'Università del Michigan, grazie ad Ulysses, la sonda spaziale lanciata nel 1990 da NASA ed Agenzia Spaziale Europea, hanno scoperto una cometa con una coda lunga mezzo miliardo di chilometri. Capito? Una coda lunga più di tre volte la distanza tra la Terra ed il Sole. E poi noi terrestri ci lamentiamo di qualche oretta di coda al sole di Ferragosto al casello di Melegnano? Nello spazio c'hanno un traffico che la Tangenziale di Milano nell'ora di punta, a confronto, è il deserto del Ghibli. Povera Mir... La stazione russa è 14 anni che gira in orbita attorno alla Terra perché ancora non ha trovato parcheggio... Ora capisco perché gli alieni sono sempre rappresentati come omini verdi: a farsi ogni volta una coda di mezzo miliardo di chilometri, diverrei verde dalla rabbia anch'io! DELL'ELMO DI SCIPIO S'È CINTO LA TESTA, MA LE MANETTE GLI HANNO CINTO I POLSI: I Carabinieri hanno arrestato un romano di 39 anni che si dedicava ad un hobby molto particolare. Rubava bandiere per passione, per arricchire la sua già notevole galleria di stemmi e stendardi di tutte le nazionalità. Ma ora non avrà più tempo ne modo di dedicarsi al suo passatempo preferito. I militari dell'Arma lo hanno colto in flagrante mentre cercava di portarsi a casa il tricolore issato sul proprio pennone. Ora, ma ce la vedete voi una persona di quarant'anni che si arrampica su per un pennone, come fanno i Mahori per andare a raccogliere le banane o le noci da cocco, e va a fregarsi una bandiera...? Ma via, dai! Capisco scippare una medaglia d'oro, che ha magari un certo valore... Ma una bandiera, che te ne fai? La usi come lenzuolo nel letto? Mi immagino il maresciallo: «Appuntato?». Appuntato: «Cosa?». Maresciallo: «Come, cosa?». Appuntato: «Cosa dovevo appuntare?». Maresciallo: «Ah, sì, quello: sul nostro pennone c'era una bandiera, ora non c'è più». Appuntato: «L'ho appuntato sul taccuino, signore!». Ecco perché il tizio finora l'aveva fatta franca... Ma poi sono intervenuti gli ufficiali di più alto rango... Tenente: «Maresciallo, che cosa vede sul pennone?». Tenente: «Nulla, tenente!». Infatti era un nullatenente, un disoccupato, appeso al posto della bandiera. Ed ecco che l'hanno subito acchiappato! Lo hanno condotto in Caserma per l'interrogatorio: «Cosa ci faceva lei sulla punta del pennone?». «Controllavo perché non usciva l'inchiostrone». «Ah, e così facciamo pure gli spiritosi...». Allora l'accusato si deve essere messo a piangere, e tutti i militari gli hanno offerto un fazzoletto per soffiarsi il naso, ma lui ha rifiutato: «Grazie, ho il mio», ed ha tirato fuori dalla tasca un fazzoletto di nove metri per cinque a tre bande colorate. Appuntato: «Ma che bello, dove l'ha comprato quel fazzoletto?». Accusato: «Me l'ha regalato mia moglie quando ho avuto l'ultimo raffreddore: sa, starnutivo così tanto che me lo ha comprato bello grosso...». Stavano per rilasciarlo, ma, quando già era sulla porta, sapete com'è finita? Che i Carabinieri, efficienti come sempre, lo hanno bloccato intimandogli la resa: «Arrenditi! Sei circondato!», e lui, inevitabilmente, ha alzato bandiera bianca. Ma poi si è infilato in tasca anche quella. Zaaac, colto in flagrante! COME DISCUTERE EFFICACIEMENTE UNA TESI: Standing ovation per Kathleen Turner alla prima del suo nuovo spettacolo teatrale, a Londra, ispirato al film "Il laureato". La rappresentazione era molto attesa soprattutto per la scena di strip-tease, in cui la quarantacinquenne attrice statunitense è rimasta senza veli. Meno male che lo spettacolo era ispirato a "Il laureto". E se si ispirava a "Al re e all'imperatrice piace farlo sulla lavatrice", cosa facevano vedere? La legatura in diretta delle tube di Falloppio? Nella scena clou, la bionda Kathleen ha lasciato disinvoltamente cadere l'asciugamano che l'avvolgeva, incantando con la sua ancor fiorente nudità il pubblico. Il tutto, comunque, con eleganza e in una sensuale penombra (dove mi auguro che "penombra" non stia per "ombra di un pen...ehm"). Per la prima, il pubblico era selezionatissimo: alla scena di nudo, tra i più colti è subito scappata spontanea la citazione a Dante Alighieri: «Ooohh, guardate, la selva oscura!». Tra gli attori presenti nelle prime file, anche Hugh Grant, che a fine spettacolo ha dichiarato: «Rispetto la scelta di Kathleen». Un po' come se mi chiedessero: «Ti piace questa torta al cioccolato?», ed io rispondessi: «Ammiro le ricette di Suor Germana». È una risposta? Poteva dire: «È nuvolo, ma migliorerà in mattinata», che avrebbe espresso un concetto più profondo. La verità ve la dico io: a Hugh Grant lo spettacolo è piaciuto, ma era incazzato come Umberto Bossi quando gli fanno ascoltare una cassetta di Nino d'Angelo, perché lui, Hugh Grant, l'hanno beccato mezzo spogliato mentre era appartato con una prostituta, ed ha fatto scandalo; Kathleen Turner, invece, si esibisce nuda davanti a centinaia di persone, e la gente la applaude e le paga pure il biglietto! CAUSALE DEL TRASPORTO: «RESO RIPARAZIONE»: Ronaldo si è rotto. Un'altra volta. E sempre nello stesso punto. Fosse un qualunque altro prodotto del consumismo moderno, lo avremmo gettato immediatamente nell'immondizia. Ma Ronaldo, no. L'hanno pagato una fortuna. Non ha neanche la garanzia, né il bollino di qualità. Non ha mai funzionato. Come lo aggiustano, si rompe di nuovo. Fosse un frullatore, un computer, un'automobile o qualunque altra cosa, sarebbe già finito nella spazzatura da un pezzo, altro che ISO 9000... Ma Ronaldo, con la sua pettinatura da palla da bowling e i suoi incisivi castoreschi, è sempre Ronaldo. Il calciatore più pagato per non giocare, lo sportivo più amato dalle cliniche private francesi, è tornato sotto i ferri. Si vede che, con le elezioni alle porte e tutti i politici che dicono di voler "scendere in campo", ha pensato che non ci fosse più bisogno di lui... Ma cosa è successo veramente? Mercoledì sera, all'Olimpico, dopo essere appena rientrato in campionato in seguito al primo infortunio, dopo appena sette minuti di gioco contro la Lazio, Ronaldo si è rotto i legamenti del ginocchio destro. Per la seconda volta. Ed è stato subito ricoverato a Parigi, forse perché, come al solito, in Italia tutti gli ospedali lo rifiutavano: «Spiacente, non c'è più posto, provate da un'altra parte...». Il medico che lo ha operato è stato lo stesso del primo intervento: «Già qui? - ha detto stupito - Guardate che il primo tagliando lo faccio fare soltanto almeno dopo 3.000 chilometri... e sugli incisivi di Ronaldo ci sono moscerini per molti meno chilometri...». I tifosi interisti si sono subito preoccupati: «Come faremo adesso?». Ma Moratti li ha immediatamente rincuorati: «Non vi preoccupate. Siamo senza Ronaldo? Pazienza! Ron non è l'unico cantante disponibile; quanto ad Aldo... be', chiederemo di giocare a Giovanni e Giacomo!». Povero Moratti... È rimasto talmente colpito da questo nuovo infortunio del suo giocatore di punta, che ora, con il fatto di avere un Lippi in panchina, crede di dover riorganizzare l'assetto della Nazionale Cantanti e Artisti della Televisione. Come cambiano i tempi... Una volta uno rompeva uno specchio e doveva aspettarsi sette anni di sfighe; adesso giochi sette minuti e devi aspettarti la rottura del ginocchio... Meno male che non fanno, come protesi, le rotule in vetro riflettente... Ad ogni modo, Ronaldo non deve lamentarsi: gli poteva anche andare peggio. Ronaldo, infatti, se l'è cavata con poco: giocava a pallone, e si è rotto un ginocchio. Pensate se avesse giocato a ginocchione: si sarebbe rotto una palla! LETTERE AL DIRETTORE: E-mail to: struscia@wildcard.it . Elisabetta Carrara, in riferimento al punto 1 dell'articolo «I SACRAMENTI SI DANNO, SI RICEVONO, MA SI TIRANO ANCHE» sul precedente numero di Struscia (quello sul Coro della Radio Svedese), fa sapere che: > precisazioni dalla Svezia... > qui hanno un numero indefinito di quotidiani, e la reklam ti arriva > come giornale, tanto che alla fine della settimana ti serve il > carrello per buttare via tutto, e un posto a parte in casa per > raccoglierli (per chi ha una casa...) Come dici tu in un'altra e-mail, la Svezia è (io non lo sapevo) famosa per la sua innata monotonia. Questo significa che, evidentemente, non accade mai nulla di rilevante. È logico allora che, se non ci sono notizia, per riempire lo spazio dei vari giornali occorre infilarci dentro un mare di pubblicità... Mi immagino una tipica notizia svedese: «Incredibile fatto di cronaca avvenuto ieri pomeriggio in una salumeria di Stoccolma: in virtù di un prossimo rinnovo locali, il prosciutto è stato svenduto con ben il 25% di sconto. La clientela è inorridita per l'efferatezza del folle gesto. La Polizia indaga per scoprire chi abbia effettivamente deciso di rinnovare i locali, ma le Autorità assicurano: "Il prosciutto è di ottima qualità, e la cortesia del negozio è ineccepibile"». Se, quando mi hanno rubato l'automobile, fossi stato in Svezia, probabilmente avrei potuto leggerne la notizia soltanto nella Bibbia, alla voce "Apocalisse, catastrofi durante la". > I canali si', sono davvero 3 in svedese, ma la tv trasmette in > lingua originale, cioe' inglese, cinese, italiano,somalo..... Non è detto sia un bene. Io da Parigi riuscivo a vedere RaiUno e RaiDue. Ma ti assicuro che, quando sei convinto di essere scampato a tutte le magagne tipiche italiane, accendi il televisore in terra straniera e ti ritrovi davanti Luca Giurato, be'... non è bello. Affatto! Sono sopravvissuto soltanto perché per fortuna a Parigi c'è di meglio da fare che guardare la TV italiana. Ma se in Svezia non accade mai nulla, mio dio... Ritrovarsi Luca Giurato sullo schermo può costituire la peggiore di tutte le condanne! > l'audience c'e', almeno italiana, visto che i programmi in svedese > son condotti da bionde stangone... :o) ... che evidentemente usano la _lingua_ sbagliata... Mi immagino quei programmi... e mi chiedo come, nonostante il rigido clima nordico, vadano in onda così poco vestite... nel senso che, se una bella figliola è in tanga, dico che è una bella "tangona". Se poi addirittura è una "stangona", vuol dire che addosso non ha neanche quello! In pratica, si riesce a vedere se sono bionde anche quando sono calve. Il Direttore (per gli amici: Dir e:\tore). ECONOTUA: MAI CROSOFT (= INTERNET EXPLODER): ( Qual è la differenza tra il vivere da poveri e il vivere da ricchi? La differenza è che: a casa mia mi servo delle finestre per fare corrente; a casa di Bill Gates la corrente serve per aprire le Windows. ) Stati Uniti d'America. La Microsoft, la più grande azienda di software del mondo, è stata condannata. O, forse, è più corretto dire che: «La Terra, il più piccolo pianeta su cui si è mai insediato Bill Gates, lo ha rigettato». Gli avvocati della multinazionale ce l'hanno messa tutta, ma la difesa ha iniziato a vacillare quando, in una presentazione al computer, il programma che illustrava l'organizzazione aziendale si è piantato ed è uscito il messaggio: «Questo programma ha eseguito un'operazione non valida e verrà terminato». I giudici sono rimasti molto colpiti: «Ma come, esegue una sola operazione illegale, e viene terminato immediatamente? Mio dio, viene ammazzato senza un regolare processo? Spiacenti, signori avvocati, ma qui la Microsoft si vuole sostituire persino alla Giustizia Americana, e questo non è più tollerabile!». Le ripercussioni della notizia hanno fatto il giro delle borse di tutto il mondo. Le azioni Microsoft sono crollate, e si sono trascinate dietro un calo generalizzato di tutti gli indici. Per reazione, i piccoli risparmiatori hanno alzato i medi. Cosa accadrà adesso che le accuse di monopolio del settore informatico sono risultate più che fondate? La multinazionale di Bill Gates sembra inevitabilmente destinata allo smembramento. Mmmm, "Smembramento"... La stessa cosa che Hillary Clinton avrebbe voluto fare ad un altro famoso Bill, dopo l'affare Lewinsky... Tra l'altro, non so se lo sapete, ma potrebbe essere in previsione il remake di un recente film di Batman, nel quale, questa volta, nei panni di Cat Woman ci sarebbe proprio Monica Lewinsky. Sì, chi meglio di lei potrebbe interpretare la Donna Gatto, visto che le piacciono così tanto gli uccelli? HASTA LA NOTIZIA: Michela M-M, dal pianeta Terra, scrivemi: > Ciao Zuse, > sono una tua appassionata lettrice: leggo Struscia dall'NG > it.hobby.satyra... dopo aver smesso di ridere, la giro anche a una > piccola mailing-list satirica (o vorrebbe esser tale) con pochi > iscritti che si chiama, guarda caso, striscia la vista.... Mi è toccato chiamare questa rubrica con il nome complementare... Un saluto a tutti. Siate buoni, e dividetevelo in parti uguali. :-) > e che abbiamo creato su ispirazione di un sabato sera dentro un > fumosissimo pub. Guarda che in certi frangenti quello che bisogna fare non è creare mailing-list, ma chiamare i pompieri... > Se ci citi su struscia, nelle lettere al direttore, giuro che mi > metto a piangere dalla contentezza! :-DDDDD Visto? Sono così bravo che, per non farti piangere, NON ti/vi ho citato nelle lettere al direttore... > Si', pero' mi mettero' a piangere solo quando avro' finito di > ridere, non prima!!!! :-))) Considerando che ce la si può fare addosso quando si ride parecchio, e piangendo escono liquidi ulteriori dalle ghiandole lacrimali... ... be', altro che disidratazione! Sarai la mia prima lettrice liofilizzata della storia di Struscia. Attenta che il tuo fidanzato non sia allergico alla polvere, altrimenti è un casino...: «Eeee... Eeee... EEEETCIÙ!! ... Ooopsss! Michela! Michela! Michelaaaaa!». Ti spargerebbe su tutto il pavimento, e poi l'unico modo per rimetterti insieme sarebbe... scoparti. Che strano... Un mio amico palestrato dice che, quando scopa le ragazze, le toglie d'insieme. Si vede che conosciamo gente diversa. Distinguo i saluti... un attimo... ecco fatto! Distinti saluti. Il Direttore (per gli amici: Dir e:\tore). RICORRENZE: Il 13 aprile ha compiuto gli anni Santi Licheri, il giudice con il più alto numero di onomastici nell'arco dell'anno. La riflessione della settimana: «Nel libro "Alice nel paese delle meraviglie" c'era un coniglio che andava sempre di gran fretta. Ora, so che tempo fa è stato girato un film a luci rosse dal titolo "Alice nel paese delle pornomeraviglie". Be', non so a chi sia toccata la parte del coniglio, ma di sicuro non deve essere stata una parte molto divertente...». Come dicono nei film hard cinesi ambientati nei giorni festivi, domenica plossima ci sono le elezioni. Mi raccomando, comportiamoci da cittadini diligenti e coscienziosi. Non lasciamoci sfuggire una così ghiotta occasione di guadagnare qualche soldo presentandoci come scrutatori. (In fondo, tutti i partiti e gli schieramenti politici in lizza promettono nuovi posti di lavoro. Ma questi non si ottengono eleggendo uno specifico partito una volta sola. Un posto stabile da scrutinatore è redditizio solo se, nel tempo, si tiene un numero sufficiente di votazioni. E, come al solito, da noi in Italia siamo ancora troppo indietro: facciamo sì e no un'elezione all'anno... troppo poco! Troppo poco!) Detto della settimana: «Se qualcuno ruba un fiore per te, sotto sotto può essere addestrato a commettere reati molto più redditizi». Zuse, Struscia la Novizia, Genova «Hai le tette così grosse, ma così grosse, che hai i capezzoli a forma di ripetitore televisivo!» (dedicato a Debora, centralinista R. DJ)