[ Usare un fixed-width font per leggere la versione testo ] [ Per i numeri precedenti: ] [ news:it.hobby.satyra oppure e-mail a zuse(at)pluto.linux.it ] [ Per i numeri precedenti assai: http://www.campanella.org/struscia ] [ Raccolta completa: ftp://ftp.wildcard.it/struscia ] _____ _____ ____ __ __ _____ _____ _____ ____ / ___/ /_ _/ / __ \ / / / / / ___/ / ___/ /_ _/ / __ \ / /__ / / / /_/ / / / / / / /__ / / / / / /_/ / /__ / / / / _ _/ / / / / /__ / / / / / / __ / ___/ / / / / / \ \ / /_/ / ___/ / / /___ _/ /_ / / / / /____/ /_/ /_/ /_/ \____/ /____/ \____/ /____/ /_/ /_/ L A N O V I Z I A Struscia la Novizia TG Satirico del Zuse (-: « What a WonderFoul World » :-) puntata nº 42 --- Dom 27 Feb 2000 ("Io i Ricci ce li ho in testa.") Ciber-aperiodico di Inforiduzione [aut. min. non conc.] EDITORIALE: Ho un'amica che ha conosciuto un personaggio famoso. Lui l'ha baciata su una guancia, e lei ha detto che non si laverà più la faccia. Un'altra mia amica ha conosciuto un altro personaggio famoso. Lui le ha fatto il baciamano, e lei ha detto che non si laverà mai più le mani. Io ho conosciuto una VIP molto nota ed importante. Ci ho fatto l'amore. Non mi farò mai più il bidet. Signore e saldatori, e anche saldamucche, ecco a voi Struscia la Novizia, una voce nella notte, soprattutto nell'unica notte in cui anche il cane del vostro vicino aveva deciso di dormire. Struscia la Novizia: perché Sanremo dura soltanto una settimana, e nel resto dell'anno bisogna pur prendersela con qualcos'altro. Domenica In, per esempio. Struscia la Novizia: perché, se c'è qualcosa di peggio, non è un giornale satirico. AL GORE DI CAPRIO [titolo da leggersi in napoletano]: Parliamo di Leonardo Di Caprio, signore. Sì, proprio lui, il nipote mai riconosciuto di Peppino di Caprio, l'attore di Hollywood che quando sale su una nave tutti si toccano, l'unica persona al mondo che non potrebbe mai guidare la Fiat Barchetta fuori dalle pozzanghere, l'uomo che - affondando - ha fatto piangere gli italiani parecchio prima che Luna Rossa - vincendo - facesse piangere Paul Cayard. Leonardo Di Caprio, l'unico divo a cui dicono sempre: «Ma tu, con quel cognome, devi essere italiano...». E perché mai, dico io, "Leonardo" ti sembra un nome venezuelano? Leonardo Di Caprio, proprio lui, il biondo protagonista, dopo "Titanic", del film "The Beach" (e per forza... se si è salvato dal naufragio del transatlantico, come minimo la naturale continuazione è l'approdo su una spiaggia... "The Beach", appunto; poi probabilmente continuerà in una puntata di "E. R. Medici in Prima Linea", perché lo ricovereranno al Pronto Soccorso; poi lo dimetteranno, e allora girerà "Torna a casa Lassie"... che c'entra questo? Be', è il ritorno a casa dell'attore... e non ditemi che quando recita non è un cane...!). Se ancora non si è capito di chi si sta parlando... Di Caprio, appunto, si è schierato politicamente, sostenendo la campagna elettorale di Al Gore. Il vice di Clinton, infatti, è in corsa per la Casa Bianca, e potrebbe guadagnare diversi punti grazie al pubblico appoggio dell'idolo di milioni di ragazzine. Ma perché mai Di Caprio avrebbe simpatia per Al Gore? Il motivo sembra molto semplice: entrambi sono grandi appassionati di ecologia. Be', che dire... Io Al Gore non lo conosco molto bene... Dire "ecologista" di qualcuno che tenta di estirpare il "Pannocchione" Bill dalla Casa Bianca... è un po' come strappare il grano dal Mulino Bianco... mah... Però, suvvia, Di Caprio non me la racconta giusta... O Leonardo, se tu davvero sei un ecologista, si può sapere perché hai lasciato affondare in mare una nave da crociera da centoventicinquemila tonnellate di stazza? ABBI DUBBI: Ma... i vampiri analfabeti... possono firmare con una croce? CHE DIFFERENZA C'È TRA CHI NAVIGA SU LUNA ROSSA E CHI NAVIGA SU INTERNET? LA DIFFERENZA È CHE, SE TI BAGNI, NEL PRIMO CASO È NORMALE; NEL SECONDO, INVECE, STAVI GUARDANDO UN SITO PORNO: Ancora USA. Bill Clinton ha dichiarato guerra agli hacker. I pirati dell'informatica che hanno provocato diversi giorni fa il blocco dei più grandi siti della Rete dovranno vedersela con il Presidente degli Stati Uniti. Mamma mia, che paura! Me lo immagino come uno sceriffo da far-west virtuale che viaggia nei meandri della Rete, scova i malfattori e, come direbbe un pistolero dal sangue freddo: «Ora voi verrete con me, senza fare storie, o altrimenti vi farò assaggiare il piombo della mia sputafuoco...». Voce da lontano: «Presidente, per tirare fuori l'arma dalla fondina, non serve calarsi i calzoni!». Presidente: «Ah, grazie... dicevo: venite con me senza fare storie, o vi darò in pasto... a mia moglie Hillary!». Sceriffo informatico, mah... lo chiameremo Bit Clinton. Il 15 febbraio, alla Casa Bianca, si sono riuniti gli esperti della sicurezza e i dirigenti delle società tecnologiche. «Cercheremo di sviluppare sistemi di difesa più potenti», ha detto Clinton, che si è già impegnato a stanziare quattromila miliardi di lire per rafforzare l'apparato di protezione della rete. Le informazioni vanno protette. I dati personali vanno tutelati. «Non è ammissibile - ha detto Clinton - che alle soglie del Duemila, ad esempio, un uomo abbia un'avventuretta con una sua collaboratrice, e subito la notizia si sparga in tutto il globo...». Si è parlato molto di Internet, la rete per la quale il Presidente americano mostra però grandi ammirazione e rispetto. Per la prima volta nella storia, infatti, un capo della Casa Bianca si è fatto intervistare on-line. Sul sito della CNN è comparso il volto di Clinton dallo studio ovale. I navigatori hanno potuto fargli domande scritte sugli argomenti più diversi, dal Medio Oriente a Hillary. Però, alla fine, sembra che gli hacker siano riusciti a beffare, anche stavolta, gli informatici della CNN e della Casa Bianca, inserendosi nelle risposte di Clinton e riuscendo a modificarle. Questo, almeno, è quanto sarebbe accaduto secondo la versione ufficiale della Difesa Americana. In realtà, quando durante la videoconferenza Clinton ha iniziato a balbettare, ansimare e la sua scrivania si è mossa come se sotto ci fosse qualcuno... è possibile che, in quel momento, il video NON fosse alterato da alcun hacker. In fondo, ormai, lo sanni tutti: nonostante Bill Clinton cerchi di far apparire il contrario, a lui, più che del Pentagono, interessa il triangolo... L'ASOLA OLTRE LA MANICA: Inghilterra. Tony Blair, P.M. inglese (non nel senso di Pubblico Ministero, ma di Primo Ministro), ha consigliato alla Regina Elisabetta di tenersi stretta il trono, e di non lasciarlo quindi a suo figlio il Principe Carlo. A detta dei Laburisti, Carlo mette bocca anche in questioni politiche, un comportamento che potrebbe degenerare una volta diventato sovrano. Oddio, non c'ha mica tutti i torti il Primo Ministro... Carlo, se diverrà re, vuole farsi chiamare Giorgio. Come minimo, se diventa re, poi gli prenderà la smania di cambiare il nome di tutti i suoi sudditi... «Tu, Micheal, ti chiamerai John. Tu, Philip, d'ora in poi il tuo nome è Harrison. Chi si chiama Jennifer si chiamerà Jodie, e chi ora è Thomas diverrà Simon». E così via... un casino... Capisco la paura del Primo Ministro... «Tu, Tony Blair, d'ora in poi ti chiamerai Little Tony...»! Insomma, per i Laburisti è meglio la Regina Elisabetta, che, ultrasettantenne, secondo indiscrezioni di palazzo potrebbe forse abdicare nel 2002. Addirittura, lo scettro potrebbe passare direttamente al nipote, il figlio maggiore di Carlo, ossia William; almeno finché il padre non gli cambia nome. Cosa potrebbe accadere, in quel caso? Ci sarebbe, sul trono, un salto generazionale di oltre cinquant'anni. I Reali sfilerebbero su automobili coupé invece che su carrozze coi cavalli. Nelle cerimonie di corte si ballerebbe la techno-music al posto dei walzer. Nelle cene di palazzo si servirebbero più hamburger che caviale, e lo sport più esclusivo della nobiltà non sarebbe più il polo, ma diverrebbe la Playstation. Anche le marce tradizionali ed i detti più popolari si trasformerebbero radicalmente, modificandosi nel profondo per abbracciare il nuovo e la tecnologia che avanza, finché tutti gli inglesi andrebbero in giro fischiettando il nuovo inno nazionale: «Dio salvi la Regina. Su file». VOLA AL CINEMA. MA CON IL BITCH JET: Due fine settimana fa volevo a tutti i costi andare a vedere il film, finalmente uscito anche nelle sale italiane, intitolato "The Blair Witch Project". Come forse tutti voi saprete, questa pellicola è stata girata con un budget limitatissimo: appena 60 milioni di lire circa. Che è esattamente il budget medio di un film a luci rosse. Perché dico questo? Perché purtroppo ho avuto un week-end molto impegnato, così, non potendo assistere alla proiezione per intero, ho visto una versione stringata e riassunta, a metà tra il trailer e la versione integrale. Insomma, "The Blair Witch Project", in versione accorciata e compressa, si intitola "The Bitch Jet" ("L'aereo delle putt... - ehm - prostitute"). Non so se la trama sia rispettata esattamente, però, devo dire... bello! Peccato che la versione accorciata sia vietata ai minori di 18 anni. PSICOLOGIA DELLA DOMENICA: Se allo stadio urli «Arbitro cornuto!», tutti lo fischieranno. Se allo stadio gridi «Arbitro cornuto, per merito mio!», tutti ti applaudiranno. E ADESSO LA PUBBLICITÀ: Ci avete mai pensato a come funziona la pubblicità in TV? Visto e considerato quanto costa mandare in onda uno spot, e visto quanta fatica costa farne uno (e raramente ci si riesce) che raccolga l'interesse di chi lo vede, secondo me le uniche aziende davvero furbe da questo punto di vista sono quelle che producono le pile, quelle per i telecomandi dei televisori. Pensateci bene: a loro mica serve fare pubblicità. Sfruttano quella degli altri. Perché in genere le pubblicità sono brutte, monotone, noiose e ripetitive, così la gente si stufa e quando le vede cambia canale. E ogni volta consuma le batterie al telecomando, batterie che poi deve ricomprare... Per dire... Io, fossi nella Duracell, invece che aver fatto per anni quello spot dei pupazzetti che si muovono ad oltranza, avrei fatto le cose molto più economiche: una semplice scritta bianca su fondo nero, che dice: «Questa è la classica pubblicità noiosa. Quindi, potete anche cambiare canale. Ma attenti, perché in questo modo farete il nostro gioco». LETTERE AL DIRETTORE: E-mail a zuse@pluto.linux.it . Tano L., di OrisTANO, decide che la fantasia non è tutto nella vita, e scrive: > Aiò Zuse ! > Unica domanda: hai visto Sanremo ? No, sorry. È parecchio che non ho apparizioni mistico-sacre. Su Sanremo non voglio dire nulla. Non voglio esprimere opinioni, che intanto s'è già detto e scritto troppo. Non voglio dire che anche in questa edizione del Festival ci sono stati diversi Big di rilievo, sono apparsi ospiti di grande fama internazionale, e gli intermezzi comici sono stati piacevoli. Varietà, risate, ma soprattutto, come ogni Festival della Canzone Italiana che si rispetti, tanta musica. Peccato, soltanto, per qualche rifiuto eccellente. Claudio Baglioni, grande amico di Fabio Fazio, non ha voluto partecipare. Qualcun altro, invece, avrebbe voluto esserci, ma ha dovuto rinunciare per motivi di salute: Massimo di Cataldo, secondo alcune voci, si sarebbe buscato un brutto raffreddore, sfociato poi in influenza con febbre alta; ovviamente non poteva cantare se ogni due secondi tossisce, starnutisce, ed è così mal preso che i suoi fan adesso affettuosamente lo chiamano Massimo di Catarro. Non voglio dire che i Fichi d'India meritavano più spazio, ma purtroppo le dimensioni dello studio erano quelle che erano, e coabitarlo assieme alle tette della Marcuzzi è stata dura. Non voglio dire che come Presidente della Giuria di Qualità è stato scelto il Grande Vecchio, Mike Bongiorno, l'uomo con la lucidità mentale della salamandra sotto spirito, colui che per tutta la vita ha fatto fare il notaio al baffuto Signor No, e solo adesso ne va parzialmente a ricoprire le funzioni. È stata una curiosa, anche se fuori luogo, parentesi naturalistica, che ci ha ricordato come Mike Bongiorno discenda dalle scimmie, e come l'uomo moderno discenda da Mike Bongiorno. Non voglio dire che la conduzione è stata faziosa, perché dovrei dire che è stata anche teocolosa. E non vorrebbe dire nulla. Non voglio dire che Ines Sastre è molto bella, ma deve avere qualche rarissima alterazione genetica dei suoi dati anagrafici, tanto che, quando prova a cantare, emerge improvvisamente il suo secondo nome, la cui radice geografica è meno spagnoleggiante e più africana: "Èundi". Quando canta, il suo nome completo diventa: Ines Èundi Sastre. Non voglio dire che Luciano Pavarotti è una delle più belle voci della lirica contemporanea. Ma non quando parla normalmente. E sembra che per salire sul palco dell'Ariston si sia cuccato un miliardino di lire. Per forza! Sai quanti gradini bisogna salire per arrivare sul palco? Ad occhio e croce si parla di duecentocinquanta milioni a gradino. Più che ragionevole per Pavarotti: è il costo medio dell'affitto di una gru edile. Non voglio dire nulla di tutto questo. Allora, caro Tano (e meno male che non ti chiami Tene... altrimenti, caro Tene...), ti proporrò soltanto una breve ma specifica riflessione. Io non so perché San Remo è stato fatto santo. Forse è il protettore dei cantanti, o forse dei timpani di chi li ascolta. Fatto sta che, pare, moltissime categorie di persone abbiano un loro santo protettore. I centauri hanno un loro protettore. I malati hanno un loro protettore. I lavoratori hanno un proprio specifico protettore. Pure i piloti d'aereo hanno un loro protettore. E via di questo passo. Allora, mi chiedo: ma, le prostitute, hanno anche loro un protettore? Il Direttore (per gli amici: Dir e:\tore). RICORRENZE: Questa settimana, a causa del Festival di Sanremo, nessuno ha compiuto gli anni. Tutti i VIP hanno rimandato il proprio compleanno per non rischiare picchi negativi d'ascolto. Proverbio della settimana: «Al cuor non si comanda. E infatti l'infarto quando arriva arriva». Zuse, Struscia la Novizia, Genova «Ma... anche Eva indossava il costume adamitico?» (Andrea `Zuse' Balex)