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E a sentir parlare di "baco del millennio", mia nonna aveva subito pensato che qualcuno avesse scoperto un nuovo rivoluzionario sistema per produrre la seta: «Ai miei tempi, la si filava a mano, altro che queste tecniche moderne...». In tutto il mondo era stata diffusa l'allarmante ipotesi che mia nonna, nata nel '26, potesse arrivare nel 2000 all'età di -14 anni (come fosse nel 1900). Non capisco: perché allarmante? Ti dicono che ogni cento anni la tua età si azzera. È un po' come rinascere, ripartire da capo. Saremo tutti Arabe Fenici che ad ogni secolo riemergono dalle proprie ceneri. Cosa c'è di allarmante? (Risposta: che rinascerebbe anche Luca Giurato!) Centinaia di siti Internet si erano messi a distribuire ogni sorta di informazione ed avvertimento, le aziende avevano investito miliardi per mettere al sicuro i propri sistemi informatici dal baco che non perdona, da quell'animaletto virtuale fetente simile al Tamagotchi, ma con una piccola differenza: il Tamagotchi dovevi accudirlo altrimenti soffriva; il baco, se non lo segui, poi è lui a far soffrire te. Se è vero che, come dice qualcuno, tra Babbo Natale e il lavoro in ufficio non c'è alcuna differenza, perché in entrambi i casi tu fai tutto il lavoro ed un grassone vestito bene si prende il merito, una cosa analoga accadeva a Capodanno, momento storico che molti impiegati e tecnici erano stati costretti a rinunciare a festeggiare, magari con una bella bottiglia di spumante annata 2099 (Pinot di Pinot, anche l'etichet è corrot), per rimanere a presidiare il proprio posto di lavoro e poter intervenire tempestivamente in caso di guasto ai centralini telefonici, interruzione della corrente elettrica, tilt degli impianti semaforici, lavatrici che centrifugano al contrario e si svitano, autoradio che si sintonizzano da sole su Radio Maria, Radio Maria che cambia frequenza per non farsi trovare, aerei che passano sopra Ustica senza precipitare perché i sistemi di guida dei missili balistici si inceppano e non riescono ad abbattere i velivoli... E poi, Capodanno è arrivato. E cos'è successo? Niente. Nulla. Nothing. Il vuoto. L'oblio. In altre parole, un'emerita mazza. A parte qualche infinitesimo disguido a qualche sistema minore, presto risolto, non è successo proprio un cactus. Tutti i sistemi hanno continuato a funzionare, la corrente elettrica non se n'è andata, i telefoni hanno fatto il loro dovere, e lo stesso i semafori, le lavatrici, le autoradio. Forse pure i sistemi di guida dei missili. Sospiro di sollievo nelle fabbriche di armi elettroniche militari di tutto il mondo. Gli stessi giornalisti, che con questa storia del baco avevano montato parecchio la notizia, si sono poi costruiti anche l'antinotizia, perché devono tirare a campare anche loro anche dopo il 31 dicembre 1999, no? E così, tutti a chiedersi: «Ma come mai il tanto temuto baco dell'anno a due cifre non è arrivato? Com'è che il Millennium bug non s'è fatto vivo? Chi l'ha visto? L'ha rapito l'Anonima Sequestri? È stato incluso nel programma di protezione testimoni? Ha visto un delitto e adesso gli hanno cambiato identità? Magari non si chiama più "baco del Duemila", magari ora vive a Lipsia, il suo nome è Johann Sebastian Baco, è quasi cieco e compone musica...». La verità, cari miei, è molto più semplice, ma i giornalisti non l'hanno voluta dire perché non faceva abbastanza sensazione, e quindi non avrebbe fatto guadagnar loro la tredicesima presso il direttore del loro giornale. In realtà, l'infausto Millennium bug non si è verificato perché, essendo appunto un baco informatico, non può vedere le date a quattro cifre, ma soltanto a due. Altrimenti non sarebbe un baco. Vede le date a due cifre. Sapeva che doveva entrare in azione nel 2000, ma lui ha visto "00" ed ha pensato di essere nel 1900, così, senza neanche svegliarsi, si è rimesso a dormire. Fffiiuuuu!!! Pericolo scampato! Signore e sinapsi, ecco a voi Struscia il Duemila. Perché il mondo non è finito, e quindi i vostri creditori si stanno già fregando le mani. Struscia il Duemila: perché, informazione gratuita, l'utente potrebbe avere il divertimento spento. Struscia il Duemila: perché, per via del baby-boom previsto per questo gennaio dopo che milioni di coppie hanno copulato nove mesi fa per far nascere il proprio bimbo nei primi del 2000, i padri in attesa non fumatori devono avere almeno qualcosa da leggere. Struscia il Duemila: perché l'Epifania tutte le feste se le porta via; ma la Befana si porta via anche la scopa. E chi pulisce? LA MIA FAMIGLIA ED ALTRI ANIMALI: [ A proposito di "E chi pulisce?"... ] Da piccolo, come molti bambini, sono sempre stato restìo a lavarmi; mi scocciava perdere tempo a strofinarmi per pulirmi, visto che poi intanto mi sarei sporcato di nuovo... e così, una sera, stupii mia madre con la mia logica bastarda: Zuse: «Mamma, dove hai messo il mio pigiama?». Mamma: «Era sporco, te l'ho cambiato». Zuse: «Ah, ok. E queste lenzuola qua?». Mamma: «Le lenzuola erano sporche, te le ho cambiate». Zuse: «Ah, ok. Ma, Mamma, allora, se non hai cambiato figlio, vuol dire che sono pulito!». ARISmegaTON: Mentre prende sempre più corpo l'ipotesi che il personaggio femminile che ammalierà tutta l'Italia dal teatro Ariston il prossimo febbraio, dopo Laetitia Casta, sarà l'australiana Megan Gale (ne abbiamo mai parlato?), ovvero un'altra modella - dopo la Casta, la Herzigova, la Mazza... -, il Bel Paese si interroga se proprio quel palco possa reggere anche qualche chiletto di più delle sempre scheletriche top-model. E così, ecco allora la notizia: non è ancora ufficiale, ma potrebbe essere annunciata già il 10 gennaio, nella conferenza stampa organizzata dalla RAI per presentare il prossimo Festival di Sanremo: Luciano Pavarotti potrebbe affiancare Fabio Fazio nella conduzione del Festival della Canzone Italiana edizione 2000, ricoprendo cioè il ruolo che fu del Nobel Renato Dulbecco l'anno passato. E meno male che ricopre solo il ruolo di Dulbecco, e non ricopre nient'altro, altrimenti... addio scienziato! Non è comunque escluso che Sua Colesterolità Big Luciano, oltre che nel debutto come conduttore, si cimenti anche in una sua esibizione canora. In pratica, potrebbe vestire i panni sia del presentatore che del cantante. Be', grosso com'è, non dovrebbe avere alcun problema a vestire tutti quei panni. Il problema, semmai, per lui, è vestirne uno solo. Pochi sanno che il grande tenore, quando era ancora così piccolo che, nelle recite a scuola sui testi di Collodi, gli facevano fare la parte di Mangiafuoco (quando crebbe, alle medie, gli toccò la parte della balena che aveva ingoiato Geppetto...), dovette imparare i numeri romani solo per calcolare tutte le "X" della sua taglia XXXXXXXXXXXXXXL. No, va be', dai, non siamo così cattivi... In fondo, Pavarotti non è così grosso, dai... Non è così immensamente largo... Non è poi così cosmicamente sterminato... Però, gli piacciono le comodità. Considerando il suo appartamento di Montecarlo, che è a due passi da Sanremo, potrà presentare il Festival sul palco dell'Ariston direttamente dal salotto di casa sua... (Se invece avesse dovuto partecipare, che ne so, ad una trasmissione televisiva a Milano, per lui sarebbe stato peggio, perché avrebbe dovuto viaggiare per spostarsi. Sì, perché, se non si sposta, il segnale mica passa...) AMICO TRENO, TU TREMI: Una volta lo chiamavano "amico treno"... Ma scusatemi tanto, io pago sempre il biglietto a lui... che amico è? Se sei mio amico, qualche volta io pago il biglietto a te, qualche altra lo paghi tu a me. Giusto, no? Se ti pago sempre io il biglietto, abbi almeno la bontà d'animo di non farti chiamare "amico treno", cacchio! Be', che siate o meno d'accordo con me, forse la penserà come me quel migliaio di pendolari della Ciociaria che rischiano di finire a letto con l'influenza per l'unica colpa di essere saliti, all'alba del 4 gennaio, su un treno senza riscaldamento, partito da Frosinone e diretto a Roma. Come a dire: «Prezzo popolare, treno polare». Capito che furbe 'ste Ferrovie? Invece che far arrivare puntuali i treni, e visto che i ritardi non solo non si riducono ma anzi aumentano sempre più, che cosa ti inventano? Staccano il riscaldamento: così loro risparmiano sull'elettricità, ed i viaggiatori si ibernano, così non si accorgono del tempo che passa e non si annoiano aspettando di non arrivare mai... Dei sette vagoni presenti su quel convoglio di ghiaccio, uno solo era riscaldato. «Per i passeggeri - han scritto i giornalisti - un viaggio da brividi e la febbre in arrivo». Be', meno male che almeno la febbre arriva. Perché del treno non si può mica sperare altrettanto... Insomma, sembra davvero il caso di ricordarsi della vecchia ma sempre utile saggezza popolare: in fondo, è proprio vero: chi va piano, va sano, perché non va a male. SSSSHHHH!!! Guerra al rumore a Malpensa. Il Tribunale Civile di Roma ha accolto il ricorso presentato da una trentina di famiglie che abitano nei centri vicini allo scalo milanese, contro l'inquinamento acustico. Dopo un primo giudizio contrario alle ragioni degli abitanti, il Tribunale ha emesso un decreto d'urgenza che mette a rischio i piani del traffico aereo e le rotte di atterraggio e di decollo. Ecco. Solo una piccola considerazione. Gli abitanti incazzati sono quelli di Malpensa, Milano. Il Tribunale che dà loro ragione è quello Civile di Roma. Mi immagino che questa ingiunzione del Tribunale arrivi in Lombardia celermente, ovvero con la posta aerea... Mi immagino la radio di bordo con la voce del comandante dell'aereo: «Questo è l'aereo che porta il decreto che impone di far passare gli aerei da un'altra parte». «Roger. Qui è la torre di controllo. Permesso di atterraggio accordato sulla pista due». «Ma se atterro, violo il decreto». «Allora non atterri». «Ma se non atterro non porto il decreto, quindi posso atterrare». «Allora atterri». «Ma se atterro, violo il decreto che me lo vieta». ... Se passate nei pressi di Malpensa, ancora oggi potrete vedere un aeroplano che gira avanti e indietro sull'aeroporto, indeciso sul dafarsi... Se poi pensiamo alle centinaia di migliaia di persone che abitano intorno alla Malpensa... Che fra l'altro, la chiamano "Malpensa Duemila": siamo entrati nel Duemila adesso, dovrebbe festeggiare almeno l'onomastico, visto che c'ha il Duemila nel nome, no? Per i cinesi il Duemila è l'anno del dragone, per noi italiani è l'anno della Malpensa... ed è in effetti un po' la stessa cosa, anzi, noi siamo più avanti, visto che il drago è un creatura alata che sputa fuoco, mentre i Boeing sono aggeggi volanti che sputano fuoco, gas inquinanti, rumore, ... Be', dicevo, consideriamo gli abitanti dei dintorni. Sono molti di più di trenta, no? Insomma, se il Tribunale Civile si mette a dare ragione a tutti, ciò costituirà un precedente dalle conseguenze allucinanti! Voglio dire, se in trenta famiglie si fanno valere per il solo casino generato dagli aerei in decollo, altre trenta potranno lamentarsi dell'inquinamento atmosferico, altre trenta del vento generato che fa cadere le foglie nel vialetto e poi bisogna ramazzare, altre trenta delle ali troppo grandi che d'estate ti fanno ombra mentre in giardino tu prendi il sole, altre trenta della carlinga in metallo che quando l'aereo ti passa sopra non riesci a veder sotto la minigonna delle hostess... Be', non so cosa si possa fare per l'inquinamento atmosferico, ma per le foglie che cadono e le minigonne delle hostess, la soluzione ci sarebbe anche: vestiamo le hostess con delle foglie di fico. Se cadono quelle, saranno contenti tutti, sia quelli che dovranno ramazzarle, sia quelli che guardavano sotto la carlinga... (Cacchio, e se poi il Tribunale dà ascolto anche alle lamentele di trenta famiglie di hostess?) «DICA TRENTA TRE». «TRE. TRE. TRE. TRE. TRE. TRE. TRE. ... ...»: Sul numero del 4 gennaio 2000 di "PNAS", la rivista dell'Accademia delle Scienze USA, un gruppo di ricercatori di due università americane ha pubblicato un articolo che getta nuova luce sui meccanismi, finora poco chiari, che stanno alla base dell'infezione della poliomelite, una patologia che, fino alla scoperta dei vaccini antipolio di Salk e Sabin, ha mietuto milioni e milioni di vittime. Prima considerazione: chi di voi ha un amico o conosce qualcuno che negli ultimi dieci anni si è ammalato di poliomelite? Chi fra voi ce l'ha? Scusatemi tanto, ma perché questi si sono messi a studiare una malattia per cui già da un sacco di anni esiste un vaccino? È un po' come se un medico, dopo trent'anni di professione, si mettesse a ristudiare l'anatomia umana. È un po' come mettersi a leggere e provare le ricette di un libro di cucina dopo vent'anni che uno esercita la professione di cuoco. È un po' come aprire una scatola di Lego, montare i vari pezzi e solo alla fine guardare le istruzioni; oppure, è come comprare un puzzle da mille pezzi, metterlo insieme e, solo quando si è finito, guardare l'immagine originale che doveva apparire. Insomma, che senso ha? Uno può obiettare: «Be', però, magari i risultati di questa ricerca possono essere applicati anche allo studio di altre malattie». Sarà. Chissà. Può anche darsi... Io so solo che, se da Milano devo andare a Roma, non vado a imboccare una mulattiera sulle Ande... Per la ricerca, sono stati messi a confronto i ceppi virali di raffreddore (rhinovirus) e poliomelite (poliovirus), che appartengono entrambi alla famiglia dei picornaviridae, della quale si conoscono oltre duecento sierotipi diversi largamente diffusi sia negli animali che nell'uomo. Per forza 'ste infezioni c'hanno 'sti nomi scientifici così assurdi... Prova te a dare duecento nomi normali diversi a dei cosini che sono quasi tutti uguali tra loro... se li chiami Giovanni, Filippo, Gertrude, Patrizia, ... quando sei arrivato a cinquanta, i nomi convenzionali li hai esauriti tutti. Che poi... "la famiglia dei picornaviridae"... uno che non è abituato alle provette si immagina una famiglia vera: mamma virus: «Su, bambini, venite a tavola, che i filetti di DNA sono pronti!»; papà virus: «Cara, scusa, mi potresti togliere questa macchia di citoplasma dalla cravatta? Sai, oggi ho un meeting importante con dei globuli di un metabolismo esterno...»; virus figlio: «Mamma, mamma, il gatto mi ha graffiato tutta la membrana!»; virus figlia: «Papà, stasera posso uscire con il virus del tifo? Sai, mi porta allo stadio...». «Va bene, figlia mia, però, per qualsiasi evenienza, portati dietro il telefono della cellula». «Il cosa?». «Sì, il cellulare». La "famiglia delle picornaviridae", questa che sembra una famiglia media di virus, è in realtà una delle più antiche: il primo caso documentato di poliomelite, pensate, proviene addirittura da una stele egiziana del 1400 avanti Cristo. È tutto vero. Pensateci bene: il primo caso documentato risale a 3400 anni fa. Ora, presumo che la stele su cui è indicato il caso di malattia sia stata scritta da un medico dell'epoca (che poi era un alchimista, uno stregone, ma comunque faceva le veci del medico). Con la calligrafia tipica del medico, quindi. Gente, ma ci rendiamo conto? Gli esperti grafologi hanno impiegato secoli per decifrare i geroglifici egizi. Io, invece, quando vado in farmacia a mostrare la ricetta del mio medico, la decifrano subito. Se gli archeologi, per decifrare quelle iscrizioni, avessero usato un farmacista, avrebbero fatto molto prima! (E, magari, per tradurre il greco antico in latino, non gli sarebbe servita neanche la Stele di Rosetta...) DELLA SERIE: VOCI ESCLUSE DAL FESTIVAL DI SANREMO: [ Notizie di casa mia... ] Pochi giorni fa, a Genova, è accaduto un che di curioso. Una rapina è stata sventata dallo strillo di paura della commessa di un esercizio commerciale. Che poi sarebbe un normale negozio. Chissà perché lo chiamano "esercizio commerciale"... Insomma, se parlo di "esercizio ginnico", intendo ad esempio un tuffo carpiato con avvitamento; se parlo di "esercizio matematico", intendo ad es. un'equazione da risolvere; se parlo di "esercizio commerciale", io mi immagino il problema di un esame scritto ad Economia e Commercio... Che ne so, mi suona come un «Indichi il candidato come scorporare l'IVA sul totale delle fatture passive soggette ad ammortamento triennale in caso di cespiti acquistati in un Paese membro della Comunità Europea e non rientranti in nessuna delle categorie di cui all'Art. 253 comma 2 sottoparagrafi III e IV del Codice Civile»... [Non andate a cercare quell'articolo, mi sono inventato tutta la frase... anzi, non andate a cercare neanche un significato a quello che ho scritto tra virgolette...] Se mi chiami "esercizio commerciale" un negozio, io lo intendo come il fatto che tenere aperto un negozio, al giorno d'oggi, è un vero e proprio "esercizio" al pari del rimanere in equilibrio a testa in giù sulle proprie mani sul trampolino prima del tuffo, o del cercare di trovare quella x che risolve quella equazione matematica... No, il negozio è qualcosa di più di un semplice "esercizio commerciale". Non è solo un freddo calcolo matematico, è anche una grande occasione di contatto con la gente, di situazioni intense, di forti emozioni. Come, ad esempio, quando si viene rapinati. Ed è appunto quello che è successo qualche giorno nella nostra città. Sono le 16:20 del pomeriggio, in Corso Torino. Nel negozio "Intimo uomo donna", dove a quell'ora si trova solo la commessa in questione, un tizio entra, chiede di vedere un paio di calze, e mentre la ragazza è voltata, estrae una siringa e, essendo in un negozio di intimo, intima (ah! ah! ah!) alla giovane di consegnargli i soldi. La commessa, però, si spaventa e si mette improvvisamente ad urlare, con una tale potenza che il rapinatore, rimasto spiazzato, decide di darsi alla fuga sicuro che qualcuno, fuori, abbia sentito quell'incredibile grido. Nel raccontare questo, ci viene da sorridere; però, in effetti, pensiamoci: tutti noi installiamo antifurti ovunque: in casa, sulla nostra auto, ... e tutti funzionano con lo stesso meccanismo base: far suonare una sirena per far desistere i malviventi. La commessa in questione ha utilizzato la stessa tecnica, ma senza avere un antifurto. Anzi, se solo a questa ragazza si fossero anche messe a lampeggiare le orecchie, sarebbe stata davvero l'antifurto perfetto. A costo zero. Visto che il fatto è successo a Genova, sono sicuro che presto tutti i negozianti vorranno una commessa del genere. In ogni caso, lo sfortunato rapinatore, dopo quell'urlo così violento, è uscito dal negozio, e se ne sono subito perse le tracce. O, almeno, questa è la versione ufficiale. Io so che è stato fermato un individuo, di cui sono ancora in corso accertamenti, che potrebbe corrispondere alla descrizione che la ragazza ha lasciato alle Forze dell'Ordine. Sapete come l'hanno beccato? Quando sul posto è arrivata una volante, i poliziotti hanno fermato tutti i passanti dei paraggi, ed a tutti hanno fatto la stessa domanda: «È stato lei a rapinare quel negozio di intimo poco fa?». Quasi tutti hanno risposto «No» e sono stati lasciati liberi di andarsene; uno solo ha risposto «Come dice, scusi? Può parlare più forte?». Taaac. Preso! SARANNO FAMOSE. MA SOLTANTO UNA SU CINQUE: Crolla il mito della top model. Per le ragazze italiane, diventare come Claudia Schiffer non è più un sogno da realizzare. Considerando infatti che la popolazione italiana sta invecchiando, al massimo aspirano a diventare come la nonna di Claudia Schiffer. Secondo un sondaggio realizzato da TeleMonteCarlo, infatti, soltanto una ragazza su cinque, alla domanda: «Ti piacerebbe diventare una modella?», ha risposto: «Sì»; le altre quattro preferiscono un lavoro serio. Ad esempio, fare il manager di modelle, che guadagna bene anche lui senza necessariamente restare 365 giorni all'anno a dieta ferrea. Al 70% delle intervistate, delle passerelle e della moda non importa nulla. L'11% si è dichiarato indeciso o comunque poco convinto. Solamente il 19% conserva il sogno di poter sfilare un giorno per un famoso stilista. E - dico io - fin qui, andrebbe anche bene. Le ragazze italiane sono diventate serie, e si preoccupano coscenziosamente del loro futuro. La sorpresa, però, arriva proprio dai genitori delle stesse ragazze. Alla domanda: «Se proponessero a suo figlio o a sua figlia di intraprendere la carriera di modello/a, lei come reagirebbe?», ben il 27%, ovvero più un quarto di mamme e papà, ha risposto che sarebbe felicissimo, e ben il 21%, ovvero più di quinto, ha rivelato che «sarebbe un ottimo modo per guadagnare». Capito i genitori di oggi? Si sono fatti furbi anche loro. Prima le ragazze, per fare le modelle, scappavano di casa, così i genitori non le vedevano più e, quando la ragazza faceva carriera, non si beccavano mai un quattrino. Così han detto: «Ma sì, dai, assecondiamole, che intanto alla fine fanno come vogliono in tutti i modi; ma così almeno non scappano di casa e ci portano un ben gruzzoletto in famiglia...». ZUSE'S CONSIDERATIONS ABOUT LIFE: Sono così abituato a scaricare da Internet, che, quando sono le ragazze a scaricarmi, ormai non ci faccio più caso... ZUSE'S RULES OF LIFE: Mai andare per funghi con un amico dermatologo. Sissignore: mai e poi mai andare per funghi con un dermatologo. Perché poi finisce che gli chiedi se lui preferisce la cappella sui funghi, o i funghi sulla cappella. FACEVA ORECCHIE DA MERCANTE, LO CLONARONO IN UN PESCIVENDOLO: Londra. Un team di scienziati americani e giapponesi è riuscito a clonare 6 vitelli con cellule dell'orecchio di un toro nero di 17 anni. Il toro era stato rapito nell'aprile di tre anni fa e recluso in una grotta del Gennargentu; i rapitori avevano fatto recapitare a casa del toro il suo orecchio, per dimostrare tutta la loro crudeltà, ma la mucca, moglie del toro ma soprattutto gran vacca, gli aveva già fatto le corna con il bue vicino di stalla, gran bel pezzo di manzo ed anche famoso attore (ogni anno, infatti, a Natale, recitava nei presepi più importanti), ed aveva dato l'orecchio ai dottori affinché le clonassero il marito toro solamente per non far sentire la mancanza del padre ai loro vitellini... Favolette a parte, i torelli clonati, nati tra il dicembre '98 e il febbraio '99, sono stati "fabbricati" utilizzando pelle coltivata in laboratorio per 3 mesi dal dott. Xiangzhong Yang, dell'Università del Connecticut (U.S.A.), e da scienziati dell'Istituto Prefetturale di Sviluppo del Bestiame da Allevamento di Kagoshima (Giappone). Che poi... "Xiangzhong Yang" sembra più l'onomatopea fumettistica di un rumore giapponese, come «Gulp!» (stupore), «Wrooom!» (auto che accelera), «Dlin-Dlon!» (campanello di porta che suona), «Slam!» (porta che sbatte), «Xiangzhong Yang!» (porta giapponese a soffietto in cui tutti i soffietti sbattono contemporaneamente). E per forza i giapponesi sbattono la porta a soffietto...: sono nell'Allevamento di "Kagoshima", sai che puzza respirano... Si tratta, comunque, dei primi animali da allevamento ad essere clonati con cellule "in coltura" per un tempo prolungato. Incredibile. La straordinarietà dell'esperimento è un'ulteriore conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, del fatto che le cellule del nostro corpo contengono, nel DNA di ciascuna, tutta l'informazione per replicare il corpo stesso nella sua interezza. Un po' come dire di fare attenzione: ti scaccoli? Qualcuno potrebbe raccogliere la caccola e clonarti. Magari alterato geneticamente, senza naso, così smetteresti di spargere caccole ovunque. Tiri uno sputacchio per terra? Qualcuno potrebbe raccoglierlo e clonarti. Magari senza bocca, così non avresti più quello schifoso vizio. Ti cadono i capelli? Qualcuno potrebbe raccoglierli e clonarti. Magari già pelato, così non li lasceresti sempre dappertutto. Boh, a me sembra un modo un po' inquietante di migliorare il mondo... Sì, secondo me è un modo molto inquietante di migliorare il mondo... Ma devo stare attento: potrebbero raccogliere un mio frammento qualunque, e clonarmi; e magari mi clonano convinto che la clonazione correttiva sia un modo nient'affatto inquietante per migliorare il mondo... Che ne dite, vi piacerebbe un Zuse transgenico? Un po' come la lattuga o il mais... Io, boh, su questa parola, "transgenico", ci ho riflettuto un attimo, se ne è già discusso più volte, ma ancora non ho mica ben chiaro che cosa significhi... Insomma, "fotogenico" vuol dire adatto alle foto; "telegenico" vuol dire adatto alla televisione; ma allora, "transgenico", vuol dire adatto a cosa? (Ah, ecco! Ora che van tanto di moda i cibi transgenici, anche alla radio o in TV, per esempio, un bel conduttore transgenico piacerebbe parecchio... ecco perché Platinette ha tanto successo!!) Comunque sia, mi raccomando, d'ora in avanti, con questa storia della clonazione dalle cellule dell'orecchio, fate attenzione quando passate da Londra. Io avevo un mio amico che voleva far le cose sempre a modo suo, e non dava mai ascolto agli altri. Faceva orecchie da mercante... e così, l'hanno clonato in un pescivendolo! LETTERE AL DIRETTORE: Empty spaces, what are we living for? Abandoned places, I guess we know the score... Neanche una letterina destinata a Babbo Natale e recapitatami per errore. E-mail a zuse@pluto.linux.it . Il Direttore (per gli amici: Dir e:\tore). RICORRENZE: Il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, ha compiuto 62 anni Adriano Celentano. Ma il "molleggiato" non accenna ad invecchiare. È ancora molleggiato nonostante l'artrosi. No, non è lui che invecchia. È il mondo che ringiovanisce. Proverbio di fine festività natalizie: «La Befana vien di notte, perché di giorno è frigida». Zuse, Struscia la Novizia, Genova «Previsioni del tempo. Moglie nuvolosa o molto nuvolosa. Pazienza del marito in diminuzione. Bimbo prevalentemente umido.» (Gian Salvatore Cauli)