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EDITORIALE: Struscia la Novizia è praticamente al suo 365º complegiorno, che appunto ricorre il 15 di novembre. È stato un anno importante, intenso, in cui, grazie a Struscia, io stesso ho saputo crescere e maturare. Ho fatto numerose scoperte, di cui vado molto fiero. Ad esempio, ho verificato che alle volte la distinzione tra due cose anche molto diverse passa attraverso differenze estremamente sottili. Non a caso, quando sono felice, faccio: «Hip, hip, urrà!»; mentre, quando ho il singhiozzo, faccio soltanto: «Hip! Hip!». Sono diventato più consapevole di me stesso, tanto che oggi nuovi quesiti si affacciano al balcone della mia esistenza: ad esempio, ma a Vigevano... le leggi vigono ancora? Oppure, se incontro una bella ragazza con una quinta di reggiseno, come può reagire se le dico: «Sai, con te, io sento di ritornare alla mia infanzia... mi allatteresti?»? Sì, in questo lungo anno ho indossato un altro drappo di mondo, e nuove esperienze mi hanno insegnato che per esprimersi è sempre meglio usare la lingua originale (piuttosto che una lingua banale). Le più grandi scoperte, ci insegna la storia, si fanno sempre per caso: Colombo è arrivato in America per caso, pensando di aver invece raggiunto il Cipango ed il Catai (Giappone e Cina) descritti da Marco Polo; Roentgen, dopo aver sfiorato il Nobel - per caso - cercando di capire su quale vocale del suo cognome vada la dieresi, ha scoperto i Raggi X per caso, e così li ha chiamati, "X", proprio perché non sapeva da dove diamine venissero fuori; e via di questo passo... Così, anch'io, il Zuse, ho fatto la mia straordinaria scoperta per caso, quando, in una lontana mattina domenicale sorta assieme all'alba del 17 ottobre di quest'anno, involontariamente, la nebbia che il mio cervello respirava fin dalla sera prima si è per un istante dileguata, e nitida mi è apparsa l'immagine, sul televisore sintonizzato sulla Rai, di una fredda Rita Levi Montalcini che, in risposta alla domanda di uno studente, mi ha illuminato esclamando: «Il cuore è una pompa». Mio dio... Il cuore è una pompa... Cavolo, che scoperta! Il cuore è una pompa. ... Ma, allora, tra Monica Lewinsky e Bill Clinton era vero amore!!! È proprio vero: le più grandi scoperte si fanno sempre per caso. Signore, s'ignora e nessuno s'informa, ecco a voi Struscia la Novizia: se nessuno vuole la patata bollente, la prendo io. Specie se è intesa come metafora sessuale. DIVINE COMMEDIE: Per la serie «Verba volant, la volante mi fa il verbale», ecco cosa riportava www.repubblica.it il 4 novembre: «Un candidato al premio onestà 1999. Gaetano Butera, comandante dei vigili urbani di un piccolo paese alle porte di Caltanissetta, si è automultato per avere imboccato un divieto di accesso con la sua auto. Appena si è accorto dell'infrazione commessa, l'ufficiale ha tirato fuori il blocchetto delle contravvenzioni ed ha elevato a suo nome una multa di 60.600 lire». Capito? E poi dicono che, a sud di Roma, nessuno rispetta più il Codice della Strada... È ora di finirla con questo mito dei napoletani che viaggiano in quattro sul motorino senza casco... (per forza! Sai quanto pesano 4 caschi? Poi il motorino non ce la fa a partire o ad andare in salita... Facessero almeno i caschi formato famiglia...). È ora che i giornalisti la smettano di andare in Centro Italia a girare i loro servizi sul mancato rispetto delle norme del Codice della Strada (quando poi per le strade di Roma c'è Valerio Staffelli di Striscia che fa gli inseguimenti dei vari personaggi a bordo del suo scooter, e il casco ce l'ha sempre ben allacciato...). Ormai il cittadino medio è diventato educato, civile, conosce e rispetta le leggi che magari lui stesso fa rispettare agli altri. Così, adesso, parecchio tempo dopo (più di un anno, forse di due, magari di tre...) che i Carabinieri avevano aperto il loro sito Internet con un'area dedicata alle barzellette su loro stessi, ecco che finalmente abbiamo il vigile urbano che si dà la multa da solo quando commette un'infrazione. Mi immagino che presto avremo anche la guardia giurata che quando si vede allo specchio si chiede i documenti da sola; poi avremo il poliziotto della Narcotici che si farà analizzare lo spray nasale ogni volta che lo userà contro il raffreddore; e poi sarà la volta dell'agente della Buoncostume, che si arresterà da solo mentre si sorprenderà a farsi la doccia nudo... Non lo so... Non voglio buttarla sul teo-filosofico, però... A me sembra un po' come se ciascuno di noi, in questo modo, debba espiare le proprie colpe prima del previsto... Voglio dire: mi immagino di essere un po' un Dante Alighieri, a spasso in giro (anzi, nei gironi) per l'Inferno, un Dante/Satana che fa vedere il cibo agli ingordi, i quali però devono soffrire la fame perenne; oppure che mostra donne bellissime ai lussuriosi, destinati però a rimanere sempre insoddisfatti... Insomma, rifletteteci: l'Inferno, o, magari, soltanto il Purgatorio, potrebbe davvero essere, per un vigile (come nel nostro caso), il farsi le multe da solo. Così come lo scontare i propri peccati, potrebbe essere, per l'arbitro di calcio, il darsi da solo il cartellino rosso perché va in giro con le scarpe senza i tacchetti... Insomma, tutto 'sto discorso per arrivare a questo: non so se il Purgatorio è fatto su misura per ognuno di noi; ma, se il vigile Gaetano Butera, automultandosi in questo modo, andrà in Paradiso quando sarà la sua ora, una cosa è certa: per espiare le sue colpe e non andare all'Inferno, Bill Clinton dovrà prendersi una nuova stagista. Sì, sembra strano, ma è proprio così. Gli servirà una nuova stagista. Perché, se per Bill Clinton il Paradiso è una stagista, anche l'Inferno è una stagista. Con, però, l'apparecchio per i denti. («Ahi! Ahi! Cazzo, che male al medesimo!»). Due amiche: - Sai, ultimamente ho guadagnato un sacco di soldi! - Come? - Un'intuizione. Passavo attraverso i campi e ho visto alla mia destra un campo di mandarini e alla mia sinistra un campo di arance, così ho pensato di produrre mandaranci. È stato un successo popolare. - Che brava, complimenti! Sei mesi dopo si incontrano nuovamente, l'amica meno ricca dice all'altra: - Sai, ho guadagnato un sacco di soldi! - Come? - Passavo attraverso i campi e ho avuto anch'io un'intuizione: alla mia destra c'era un campo di pompelmi e alla mia sinistra un campo di pini. Un successo mondiale! (Da www.barzellette.it) «GOVERNO ALL'ITALIANA?» «NO, GRAZIE!»: In Australia si è tenuto un referendum per abolire la monarchia, che attualmente è presieduta dalla Regina d'Inghilterra Elisabetta II. Come a dire: nel paese dei canguri, vogliono fare il grande salto... Ebbene, poco più della maggioranza dei votanti ha risposto picche al passaggio alla Repubblica con Presidente eletto dal Parlamento. Gli australiani hanno scelto di mantenere in vigore la monarchia vecchio stile. Be', per forza, avevano proposto di passare ad un sistema di governo molto simile a quello italiano. Troppo simile. E, l'ultima australiana che è venuta in Italia, Megan Gale, deve aver raccontato un po' troppe cose del nostro paese... Gli australiani si sono ricreduti, ed hanno fatto subito marcia indietro. Non a caso, infatti, nell'ultimo spot Omnitel, la bella Megan (così "scosciata" sui cartelloni pubblicitari che, a Genova, ormai tutti la chiamano Belan Gale) gira tutta l'Italia, e ovunque sia, lei si accommiata con un «Bye», come a dire: «Te saludi! Addio!». Segno che evidentemente il nostro Paese non le è piaciuto troppo. E l'ha spifferato ai suoi connazionali, che son subito tornati alla mentalità monarchica... «Dio salvi la Regina. E la Regina ci salvi dal Governo all'italiana!». La Regina si è dimostrata molto felice per la preferenza che le hanno espresso, e, in segno di riconoscenza, si è recata in Australia per consegnare di persona alla nazionale locale il trofeo per aver vinto il Campionato del Mondo di Rugby. Poco prima del termine dei festeggiamenti, si è verificato un piccolo incidente diplomatico: un giocatore le ha lanciato una palla, e lei l'ha rinviata di testa; ma aveva la corona, e l'ha bucata. Si però è subito giustificata: «Mio figlio Carlo non ha mai avuto le palle. E voi, miei sudditi, siete un po' tutti come miei figli». Il pubblico, commosso, ha risposto con un affettuoso nitrito. BUFALE DI FINE SECOLO (XIX): Occhiello di un articolo sul quotidiano genovese "Il Secolo XIX" di domenica 7 novembre 1999, pag. 42: presentando lo scooter Eikon della Betamotor, il giornalista Emanuele Mattiello è riuscito a scrivere: «Un mezzo dalle dimensioni compatte adatto alla mobilità urbana di medio raggio. Due versioni da 125 e 150 cc. per uno scooter facile e pratico. Due prezzi: 6.340 mila e 6.600 mila franco fabbrica e iva compresa». (Più sotto, confermerà che i prezzi sono di lire 6.340.000 (125cc) e 6.600.000 (150cc).) Capito? Ora i prezzi non li danno più in milioni, li danno in migliaia di migliaia di lire... Così magari sembra che paghi meno... «Scusi, quanto costa quella Ferrari?». «La Testarossa? Oh, viene la modesta cifra di 450mila mila lire...». A dirlo, va be'... La matematica mi assicura che comunque fa 450 milioni di lire... Ma ti voglio vedere a fare un assegno! «450mila mila lire. A chi lo intesto?». Lo intesti ad una casa editrice di barzellette, dico io! PETTEGOLEZZI -- DAL BALLO ALLO SBALLO: - Psss! Ehi, lo sai che in televisione hanno detto che nelle discoteche si trovano un sacco di spacciatori e di pillole di Extasy? - Davvero? Ehi, ragga, stasera tutti in disco!!! F.S.: "FERROVIE DELLO STATO" O "FACCIAMO SCHIFO"?: Sottotitolo: -- L'Odissea del Zuse sulla strada ferrata --. «Ci facciamo in quattro per voi». È lo slogan delle Ferrovie dello Stato, come a dire: «Se qualcosa non funziona, siamo in tanti, così ci possiamo rimpallare meglio le responsabilità a vicenda». Il treno più veloce l'han chiamato Pendolino. Forse, l'han chiamato così perché ogni volta bisogna consultare quello di Maurizio Mosca per vedere se arriverà mai a destinazione... Ultimamente, dopo che a Roma Termini si era bloccato tutto per via della messa in servizio del nuovo sistema informatico (che avrebbe dovuto gestire tutto, in tutto e per tutto, ed ha fallito: è infatti riuscito a gestire i guasti alle linee, i ritardi dei convogli, ma non la rabbia dei passeggeri, né tantomeno l'ironica amplificazione del problema da parte dei giornalisti), dopo che è stato annunciato un aumento del prezzo dei biglietti (prezzo rimasto invariato da tempo, tanto tempo... dal treno precedente, almeno), si iniziano finalmente a scoprire anche i lati positivi del trasporto passeggeri su rotaia nel nostro Paese. Su parecchi treni a media e lunga percorrenza, soprattutto Intercity e Pendolini, è ad esempio entrato a regime il sistema di informazione a bordo a mezzo altoparlanti interni. Io stesso ho fatto il tragitto Genova-Milano e viceversa su un paio di Intercity: una voce cordiale saluta, ed annuncia la prossima fermata: «Si avvisano i Signori Passeggeri che tra pochi minuti arriveremo alla stazione di Voghera. Prossima fermata: Voghera». È già inquietante questo: perché, pur consci del fatto che tu sei su un treno delle FS Italiane e che - importante - tu SAI di esserci sopra, non ti specificano che quella NON sarà l'ultima fermata. Come minimo, ti dovrebbero garantire: «Tranquilli, che poi ripartiamo». E invece rimani lì, a friggere nell'olio bollente dei tuoi dubbi... Poi, taaac, il treno di ferma in mezzo alla campagna; sempre con studiata intonazione, annunciano: «Si avvisano i Signori Passeggeri che a causa di un guasto sulla linea questo convoglio sta effettuando una sosta straordinaria; ripartiremo non appena possibile». Ancora, sono troppo ottimisti: sottintendono che sia possibile ripartire, prima o poi. Ho visto gente che, sentendo annunci di questo tipo sui treni italiani, ha preso il cellulare ed ha telefonato alla famiglia: «Cara, sta tranquilla, il treno ha un problemino, arriverò a casa con un piccolo ritardo; in ogni caso, ti lascio qualche appunto per ogni evenienza: prendi una penna e scrivi: "A mia moglie lascio la casa al mare e metà del mio conto in banca, a mio figlio Giovanni lascio l'automobile e i miei fondi di risparmio, e a mia sorella Stefania lascio la conduzione dell'azienda e il mio gatto Fuffi..."». Insomma, il treno è fermo, sai che ce ne metterà di tempo per ripartire, ti metti comodo per schiacciare un pisolino (che poi, povero pisolino, chissà perché tutti lo schiacciano sempre!), e un attimo prima di addormentarti... BLIN-BLON! Già, perché, prima di ogni annuncio, c'è sempre il campanello che segnala che ci sarà un annuncio: BLIN-BLON! Gli altoparlanti magari sono a volume basso e non senti quello che l'annunciatore dice, magari gli storpiano la voce e ne comprendi una consonante su cinque, ma stai tranquillo che il blin-blon di preavviso è sempre da ictus coronarico. BLIN-BLON!!! Insomma, ti svegliano (come minimo): ti accorgi che il convoglio è ripartito, e cerchi di sentire l'annuncio: «Ci scusiamo per l'inconveniente. Il treno è appena ripartito». Questi ferrovieri! Sono pure vanitosi! Resta da vedere se far ripartire il treno sia un motivo di vanto, però... «Arriveremo alla stazione di Genova Porta Principe con circa 50 minuti di ritardo. Ricordiamo ai Signori Passeggeri che è possibile recarsi presso le biglietterie per ottenere in bonus delle FS il rimborso per il prezzo del supplemento rapido». Tu scendi dal treno, hai 50 minuti di vita in meno, e ti dicono: «Faccia cifra tonda, suvvia! Stia ancora 10 minuti in coda alle biglietterie: si fa rimborsare il supplemento rapido, e così il suo ritardo è stato di 1 ora spaccata, che è anche più facile da ricordare quando lo racconterà ai suoi nipoti, se mai loro prenderanno il treno ed arriveranno per tempo davanti al caminetto acceso la sera». Infine, appunto, il rimborso non te lo danno in lire. E neppure in euro. O in lingotti, neppure se sei a Torino Lingotto. Né in dobloni, o che altro... Te lo danno con dei bonus, dei crediti delle Ferrovie. Come quando giochi ai videogame da bar, e metti dentro un po' di spiccioli per avere altri "credits". Solo che in quel caso guadagni delle vite. Qui, invece, ce le perdi. I crediti delle FS, infatti, sono utilizzabili esclusivamente per ottenere uno sconto di pari quantità sul prezzo di un altro biglietto. Tu sei stato paziente, hai subito passivamente il ritardo del treno, consueto anche se mai ti ci sei abituato, e loro, per premiare la tua attesa, ti rimborsano in bonus. Cioè, ti dicono: «Guardi, lei è stato così bravo e paziente che le permettiamo di usufruire gratis (o con uno sconto) di un altro treno, e quindi di un altro ritardo». Le Ferrovie... be', qualcosa hanno ammodernato. Qualche servizio in più lo offrono. Non hanno ridotto i ritardi, in compenso sul treno ti avvisano che non puoi sperare di arrivare prima del ritardo previsto. Ora, io non voglio fare il saputello, ma qui la soluzione al problema è banale. Hanno speso decine, centinaia, migliaia di miliardi di lire. E il principale problema dei treni italiani - il ritardo - è rimasto immutato. Ma scusate, la soluzione c'è, e non è da dieci, cento, o mille miliardi. Molto meno! Se sai che ogni treno accumula sempre, ad esempio, un minuto di ritardo a chilometro, modifica 'sti benedetti orari, no? Se sai che un interregionale che fa 500 km arriva con 3 ore di ritardo - e, lo si sa, arriva SEMPRE con 3 ore di ritardo -, basta scrivere sull'orario dei treni che quello arriverà 3 ore dopo. E che ci vuole? (Che, fra l'altro, sarebbe finalmente anche la volta buona per comprare un orario dei treni: che ogni sei mesi vai in edicola, lo compri, lo paghi 5, 7, 10 mila lire, lo usi una volta perché l'italiano medio è sedentario e viaggia in automobile, poi lo butti perché è scaduto, lo devi ricomprare, e ci ritrovi sopra gli STESSI identici orari! Ma allora, perché l'orario dei treni scade, se le corse sono sempre le stesse?) BUFALA BILL: Stati Uniti. Condannata la Microsoft, nel primo grado di giudizio, per aver per anni monopolizzato il mercato del software negli USA (ed anche fuori). Bill Gates, 140 mila miliardi di lire il suo patrimonio personale (il resto è intestato a sua moglie per motivi fiscali), ha però annunciato che farà ricorso contro tale sentenza: «Accusano di monopolio la Microsoft? Ma se il Monopoli è l'unico gioco che ancora la Microsoft non ha prodotto in forma elettronica!». Il verbale del tribunale è stato manoscritto a matita, per evitare di utilizzare un computer con software Microsoft. Chi ha redatto tutte quelle pagine a mano, però, è stato ricoverato per affaticamento ad un arto superiore. A piedi, non in ambulanza, perché gli autoveicoli hanno dispositivi elettronici su cui potrebbero girare programmi Microsoft. Nell'ospedale nessuno ha potuto usare apparecchiature elettroniche, per evitare di incorrere nel possibile utilizzo di un software Microsoft, e quindi è stato monitorato a vista. Lo sfortunato paziente voleva avvisare casa, ma ha dovuto urlare dalla finestra e fare i segnali di fumo bruciando vecchie lenzuola infette, perché la società telefonica potrebbe utilizzare software Microsoft. I suoi parenti sono venuti a trovarlo, ma non gli hanno portato i vestiti di ricambio, perché le industrie tessili fanno largo uso dei software Microsoft. Ora sta morendo di fame, perché il suo medico, laureatosi in un'università che ha probabilmente utilizzato a lungo i software Microsoft, gli ha prescritto cibi che non provengano da nessuna industria alimentare che utilizzi al suo interno applicazioni della Microsoft... In realtà, è possibile che l'azienda di Redmond, che impiega in tutto il mondo qualcosa come 20.000 persone, punti a patteggiare la pena, per dare finalmente da mangiare a quel poveretto in ospedale, ma soprattutto per ridurre i danni economici che ne deriverebbero. Così, è possibile che il Tribunale torni sui suoi passi, e revochi le multe imponendo invece che la Microsoft non possa esportare i suoi software oltre Saturno. (Così, forse, almeno le sonde Pioneer e Voyager lanciate vent'anni fa si salverebbero dal monopolio...) NO VASCO, NO VASCO, IO NON CI CASCO: È legge. Dal prossimo febbraio del Duemila, tutti, indistintamente, dovranno indossare il casco per circolare in motorino. Anche per i maggiorenni a bordo di ciclomotori sarà quindi obbligatorio il casco omologato. Rimane un periodo di transizione di circa 3 mesi (90 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), nel quale spaccarsi la testa cadendo da un cinquantino sarà ancora considerato legale. Dopo, invece, ti faranno una multa alla memoria. Gli esperti consigliano tutti di dotarsi di un casco integrale, anche se il mezzo non ha una trazione analoga. I motociclisti già fanno sentire il loro lamento: «D'estate moriremo dal caldo!». Così, pare che verrà prevista una particolare deroga per le regioni più afose della penisola: siccome - per qualche avversa legge della fisica - quando si cade dal motorino si è soggetti ad una rotazione e spesso si batte la testa, sarà sufficiente imparare a guidare il ciclomotore al contrario, cioè a testa in giù, con i piedi sul manubrio e le mani sulla pedana o sui pedali; così, cadendo, si batteranno soltanto i piedi. Saranno obbligatori particolari scarponi anti-infortunistici, ma intanto non ci spettineremo più! MUSICA (1) -- A CHE ORA È LA FINE DEL MONDO?: Elio e le Storie Tese hanno da tempo pubblicato una canzone dedicata al Duemila che è alle porte. Claudio Baglioni, che lavora sempre per metafore (come faceva Gesù con le parabole... vuoi vedere che anche Baglioni... ha fatto l'antennista satellitare?), reclamizza il suo "Viaggiatore sulla coda del tempo", che è appunto una metafora dell'uomo che avanza sugli ultimi rimasugli di secolo. Antonello Venditti pubblica il nuovo album "Goodbye Novecento". Vasco Rossi esce domani, lunedì, in tutta Italia con il suo nuovo singolo "La fine del Millennio". E che è, è diventata una moda adesso? Arriva il Duemila, e ci faccio la canzone sopra? Be', forse i cantanti di oggi non hanno tutti i torti... Puoi fare una canzone sull'amore, ma se poi quello non arriva... Lucio Battisti, con la sua "7 e 40", cantava di un treno che partiva alle ore 7 e 40. Ma, al giorno d'oggi, dopo i casini che sono successi alla Stazione Termini, non si è più neanche sicuri di quello: io faccio una canzone sul treno che parte, ma poi quello non parte per un guasto, per uno sciopero... Ecco, vista la settimana entrante, ormai ha più senso fare una canzone sullo sciopero dei benzinai... (sul rincaro della super) «Mi ritorni in mente, un litro a mille e sei, ma ora il prezzo è ben di più-u-u-u...», oppure (sul fatto che molta gente scorderà di fare il pieno prima dello sciopero) «Eppur mi son scordato di te, come ho fatto non so! Posso far il pieno sol col caffè, ma lontan non andrò...». Ora, Jovanotti, una settimana fa circa, ha iniziato il suo nuovo tour "Lorenzo 99 - Capo Horn" partendo dal Palazzetto dello Sport di Forlì, dove ha tenuto un concerto innovativo: ha accompagnato infatti molte canzoni con l'emissione di odori, di aromi, che volevano aggiungere la percezione di un altro senso al panorama di sensazioni che i vari brani musicali potevano far provare al pubblico. Così è successo che, durante il concerto, si sia avvertito il profumo del borotalco, poi un aroma al limone, e così via, a seconda della canzone del momento. È un'idea carina, che nessuno aveva mai adottato prima. Scommetto che tra poco tutti i concerti spareranno odori a più non posso, così magari ci andranno anche i non udenti, che saranno comunque annusanti... per non parlare poi dei concerti benefici per chi soffre di aerofagia o meteorismo... Ebbene, a parte il fatto che ti voglio vedere Marco Masini a un suo concerto che canta "Vaffanculo": che odore gli metti? Per una canzone sullo sciopero dei benzinai è più facile: prima avvisi che è «Vietato fumare», poi spari sul pubblico direttamente la super, e l'odore te lo porti fino a casa... C'è gente che si porta a casa un autografo del cantante, altri che non ci riescono e come souvenir portano via direttamente le transenne... sai che figo portarsi a casa l'odore del concerto? Ma me lo spiegate, adesso, con tutte 'ste canzoni di cui si parlava prima, sulla fine del secolo e del millennio, che stanno uscendo adesso, che cacchio di aroma si potrà associare loro? "La fine del Millennio"... che odore le metto? "Goodbye Novecento"... Qual è la fragranza più adatta? Boh... io non sono un esperto, e quindi non faccio ipotesi. Però, se è vero che le idee migliori vengono al mattino, spero che nessuno si *sforzi* di pensare all'odore più appropriato in bagno... MUSICA (2) -- CAMBIA LA FORMA, MA NON LA SOSTANZA: Mantiene una buona posizione nelle classifiche l'album omonimo di Christina Aguilera, resa famosa al grande pubblico anche per l'assidua programmazione radiofonica del suo singolo "Genie in a bottle". Ora, mi spiegate che ci fa il genio nella bottiglia? Una volta stava nelle lampade, mentre nella bottiglia ci stava un messaggio di S.O.S. (v. "Message in a bottle" dei Police)... Dopo che il latte è passato dai cartoni alle bottiglie di plastica, dopo che il Tavernello è passato dalle bottiglie di vetro ai cartoni, adesso anche i geni sono passati dalle lampade alle bottiglie... Be', genio o non genio, anche lui deve pagare l'affitto o l'ICI, e magari una bottiglia già arredata costa meno di una lampada monolocale... Magari, tra dieci anni troveremo gente che sfrega la lavatrice per fare uscire il genio, così può infilarci dentro anche le lenzuola matrimoniali e fare un'unica centrifuga; oppure, magari, vedremo persone che sfregano le saracinesche dei garage, per far uscire il genio e poter parcheggiare la propria auto; oppure ci sarà la madre che entrerà in bagno, troverà il ragazzino che se lo starà... sfregando, e questi si giustificherà balbettando un: «Eh, sai, ma'... cercavo di fare uscire il genio...». LETTERE AL DIRETTORE: E-mail to: zuse@pluto.linux.it . Da Milano, Alessia Merz mi scrive: > Scusa, amore, non trovo più la mia carta d'identità... Puoi controllare > da te se è caduta sotto il letto? No, non era sotto il letto. L'avevi dimenticata sul comodino. Sotto il letto, però, ho trovato le manette che abbiamo usato la settimana scorsa. > P.S.: Ci possiamo vedere anche stasera? Se ti crea problemi, i > preservativi li compro io, che, con quello che costano e con tutti > quelli che facciamo andare, lo so che ti faccio spendere sempre un > sacco di soldi... Grazie del pensiero. Però, visto che ho ancora io le manette, stasera volevo provarle con Vicky... ehm, cioè, con Victoria Silvstedt... Ma... se vuoi partecipare... Il Direttore (per gli amici: Dir e:\tore). P.S.: Ok, nessuno di voi c'è cascato, eh? In realtà, Alessia Merz non mi ha mai scritto. Ma era fin troppo ovvio... Figuriamoci se è in grado di imparare ad usare la posta elettronica...! «Ciao! Pronto a tutti!» (Pamela Prati, al telefono con Roberto Ferrari su Radio Deejay) PICCOLO SPAZIO PUBBLICITÀ: [ Per inserire in questo spazio la vostra pubblicità, rivolgetevi a PubliZuse, concessionaria per queste pagine. ] AppenniniTour: la vostra agenzia di viaggi. E pure quella dei vostri parenti, quando verranno a cercarvi. Mancano una cinquantina di giorni al Capodanno del Duemila. Avete già prenotato? Vorreste passare un Capodanno eccezionale, ma non sapete dove? Vi state informando, ma è già troppo tardi e trovate tutto occupato? Niente paura. La AppenniniTour annuncia che sono disponibili, ancora per poche ore, trecentonovantamila posti nella ridente cittadina di Minsk. A poche centinaia di chilometri dal confine polacco, incorniciata dagli splendidi paesaggi delle immense distese dell'ex Unione Sovietica, sorge Minsk, ambita meta del turismo delle campagne limitrofe. Volete dare al vostro Capodanno del Duemila quel tocco di originalità che da tempo state cercando? Volete suscitare l'invidia di coloro che spenderanno una fortuna per essere lanciati in orbita su navette spaziali per festeggiare il Duemila in microgravità? Correte a prenotare il vostro fuoco d'artificio a Minsk. Sì, perché troverete il razzo giusto per ogni vostra esigenza. Fatevi legare al razzetto d'artificio che più vi piace: estremamente più economico, sarà esso stesso a portarvi nella litosfera, e potrete gustarvi lo spettacolo pirotecnico direttamente *da dentro* il medesimo. Più festeggiamento di così... Minsk. Affrettatevi a recarvi in un'agenzia AppenniniTour, e prenotate il vostro Capodanno del Duemila a Minsk. Perché Minsk è divertimento, arte, cultura, storia. Sì, proprio così, Minsk significa una vacanza poliedrica, interdisciplinare. Un po' come il nuovo esame di maturità. Ma senza il voto finale. Che qui è già tanto chiedere di venire rimandati. A casa. Minsk. Non perdetevi l'occasione di visitare l'unica città che vanta una sfrenata concorrenza con le isole di Pasqua. Già, perché, proprio come sulle più note isole di Pasqua, anche qui ci sono un sacco di Teste. Sì, sono le famose Teste di Minsk... AppenniniTour. Ve ne faremo fare, di strada... AppenniniTour. Una garanzia. Spesso, con "Avviso di" davanti. AppenniniTour. ... E ricordate sempre di apporre il cartellino "Vuoto a rendere" su tutti i vostri vestiti. Caso mai qualcosa dovesse salvarsi... PILLOLE DI GRAMMATICA: Per la serie "Il Dipartimento Scuola Educazione ha cambiato indirizzo", ecco un frammento sperimentale di divulgazione linguistica su Struscia la Novizia. Titolo: "I prefissi di negazione". In italiano, ereditati dal latino tanto per dare una possibile giustificazione alla persistenza del suo insegnamento nei licei, esistono alcune particelle che, apposte davanti ad un verbo o un aggettivo, ne invertono il significato. Una di queste è il prefisso "a". Ad esempio, "asettico" è l'opposto di "settico"; oppure, "anormale" è il contrario di "normale". Per qualcuno, inoltre, "ano" è il contrario di "no", cioè "sì". Ma solitamente si tratta di devianze che non è detto debbano piacere per forza... Eccezione alla regola è "stronzo". "A stronzo", infatti, non è una negazione, ma un rafforzativo. Un altro prefisso dall'identico comportamento è la particella "de". "Depressurizzare" ha significato opposto a "pressurizzare"; analogamente, "denutrito" vuol dire "non nutrito". O, ancora, "demanio" significa "sputo". Quest'ultimo, in realtà, è un'eccezione irregolare, ma si può riportare facilmente alla regola consueta: l'italiano è la lingua parlata in Italia, la cui capitale è Roma; ora, a Roma "demanio" lo si può arrivare a pronunciare "demagno", da cui l'opposto di "magno"; quindi, se non magno, sputo. (Facile, no?) RICORRENZE: Proverbio della settimana: «Chi ben comincia, è a metà dell'opera; ma il biglietto del teatro lo paga intero». Il 4 novembre ha compiuto gli anni Platinette, l'unico D.J. che non può fare lo scratch con i dischi perché gli cadrebbe la parrucca. Sulle sopracciglia finte. Facendogli crollare il fondotinta. È tutto un pericoloso equilibrio a rischio di slavina cosmetica. Be'... ma anche la Torre di Pisa è in pericoloso equilibrio a rischio di crollo. Eppure entrambi ancora reggono. Sarà perché pende la Torre di Pisa, e pende pure Platinette... Domenica 7 novembre si è festeggiato il 27º compleanno di Miriana Trevisan. Per l'occasione, mi è stato richiesto di partecipare alla festa, rendendo più piccante la serata facendo il ragazzo-torta. E così ho fatto. Mi sono vestito da Saint-Honorè, e ad un certo punto della serata la mia pancia è esplosa ed è uscito uno spogliarellista. Miriana è entrata nel mondo dello spettacolo grazie a "Non è la Rai", dove era insieme ad un sacco di ragazze; poi è diventata velina di Striscia, dove era insieme ad una sola ragazza (Laura Freddi) ed al Gabibbo; ed infine è divenuta valletta di "La ruota della fortuna", dov'è insieme a nessuna ragazza ed a Mike Bongiorno. Com'è dura la vita! Non sempre, crescendo, le compagnie migliorano. Il 14 novembre ha aggiunto un'altra candelina alla sua torta anche il Principe Carlo, erede al Trono d'Inghilterra, famoso per aver tradito sua moglie Diana, che era una bella donna, con Camilla, che sarà anche bella, ma non si sa ancora di quale specie. Stesso giorno, 32 primavere (anche se siamo in autunno) per il leader degli 883, Max Pezzali. Mentre nei concerti di tutti gli altri gruppi, le ragazzine di strappano i capelli, in quelli degli 883 devono averli strappati direttamente al cantante. È ancora da verificare l'usanza parallela: quella delle mutande. Il 15 novembre compie il suo primo anno di vita Struscia la Novizia, il cui numero zero ricorre esattamente un anno prima. Molti astrologi, futurologi, sensitivi, parapsicologi, oracoli e profeti hanno previsto per il Duemila la fine del mondo, ma nessuno di essi ha saputo prevedere un fatto anteriore e ben più drammatico: la nascita di Struscia. E poi si lamentano se la gente li chiama ciarlatani... Sono le stesse persone che, pur annunciando la fine del mondo nel Duemila, non ne approfittano per chiedere grossi prestiti e mutui a tutti gli istituti di credito: potrebbero spassarsela con un sacco di soldi, che intanto poi il mondo finisce e non li dovrebbero restituire... E invece no. Ma ci credono almeno loro in quello che dicono? Zuse, Struscia la Novizia, Genova Un uomo sta tornando a casa la sera quando gli viene in mente che è il compleanno della sua bambina e non le ha ancora comprato niente. Allora si ferma in un negozio di giocattoli e chiede: - Quanto viene quella Barbie in vetrina? - Quale? Abbiamo Barbie va in palestra che viene 39.900, Barbie al ballo di gala a 39.900 lire, Barbie fa shopping 39.900, Barbie in spiaggia 39.900, Barbie in discoteca 39.900, e..... Barbie Divorziata a 750.000 lire. - Ma come, perché questa viene 750 mila e tutte le altre 39.900? - Beh, sa, Barbie Divorziata viene con la macchina di Ken, la casa di Ken, i mobili di Ken, la barca di Ken, il cane di Ken, il gatto di Ken... (Da www.barzellette.it)