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Ma, ancor più, mi sorprendo quando mi rispondo: dipende se c'è l'ora legale o meno. Cacchio, è vero! Ancora una volta l'abbiamo abbandonata. Ancora una volta, in tutti i Paesi della Comunità Europea, la ritroveremo. Cambio di stagione anche negli armadi del tempo. Via l'ora legale, torna quella solare. Come dire, metto via gli abiti estivi e tiro fuori i cappotti. Mi immagino già la gente che metterà gli orologi sotto naftalina... Va be', i più normali di noi, questa notte si alzeranno, alle 3, come hanno mostrato loro i giornali, e rimetteranno indietro le lancette dell'orologio alle 2. Tutti a dire: «Oh, che bello! Dormiamo un'ora di più!». Balle, dico io: se ti alzi alle 3 per regolare la pendola del salotto un'ora indietro, ti voglio vedere poi se non ci metti un'ora a riprendere sonno, dopo che per sbaglio hai caricato anche il cucù e ti ha sparato un «CUCÙ!» da 170 decibel nei timpani... Come minimo vaghi fino alla cucina, per sniffarti un campo intero di camomilla per rilassarti un attimo, e devi stare attento a schivare i lampadari perché coi capelli dritti che ti ritrovi in testa rischi pure di tirarli giù... C'è gente che ha tanto i capelli dritti che, ad ogni cambio di ora, riga il soffitto e poi deve ridare il bianco... Bah... e la chiamano ora solare! Ti alzi alle 3 di notte per farti violentare dal tuo cucù, e la chiamano ora "solare"! Dov'è il sole alle 3 di notte? Scusate un po', ma se l'ora estiva si chiama legale, non sarebbe più giusto chiamarla "illegale", l'ora invernale? Via l'ora legale, ritorna l'ora illegale. Così i mandanti delle stragi, domani mattina, potranno fare il kulo ai terroristi che piazzeranno le loro bombe e i detonatori ad orologeria faranno deflagrare gli ordigni con un'ora di anticipo... Va be', a parte i casi limite, comunque, io la chiamerei davvero "ora illegale". Se non altro è più corretto. Perché è da veri criminali farci alzare tutti alle 3 del mattino! Non ditemi che la faccio più grossa di quello che è, perché questa storia dell'ora legale mi ha sempre deluso e turbato un po'... Una volta avevo un'amica molto carina, era simpatica e sempre allegra, le piaceva scherzare e fare cose un po' pazze... in pratica, era una ragazza solare. Poi, una domenica di fine primavera, la incontrai per strada: era diventata molto seria, impassibile, ligia di fronte ad ogni prescrizione che le veniva imposta. Non ci crederete! Era diventata una ragazza legale! È una storia triste, ma ha avuto un risvolto positivo: ora ci sono un sacco di straniere immigrate irregolarmente in Italia, che spesso "fanno la vita" sui marciapiedi delle nostre città, e che finalmente possono aspirare anch'esse a diventare "ragazze legali" nel nostro Paese. E così, mentre si concedono ai loro clienti, aspettano con ansia che le lancette del loro orologio raggiungano l'ora fatidica, e le trasformino, come per magia, da ragazze solari a ragazze legali. Ecco perché, se le andate a cercare per i viali la sera, vi si accosteranno e vi diranno: «Toglietemi tutto, ma non il mio Breil!». Guai a rimanere schiavi delle convenzioni. Bisogna vincere il conformismo, senza piegarsi alle mode ed alle tendenze del medio, occorre avere sempre il coraggio delle proprie opinioni. Quindi, non spaventatevi quando scoprirete di essere diventati gli ultimi lettori di Struscia la Novizia. Abbiate la forza di continuare. Non demordete mai. Vi distrarrà da tutte le vostre altre sfighe. Struscia la Novizia: qui il giornalismo si ferma, e comincio io. SONDAGGI & SONDINE: Non è bello quel che è bello, ma è bello quel che piace. Questo, almeno, sembra indicare una recente statistica condotta a livello europeo, che ha evidenziato una caratteristica particolare degli uomini italiani: sono agli ultimi posti per quel che riguarda la spesa annuale per i propri prodotti di bellezza: deodoranti, shampoo, bagnischiuma, profumi, dopobarba, ... Per forza, con tutto quello che gli fan spendere le mogli e le fidanzate! Secondo il sondaggio, risulterebbe quindi che il maschio italiano punta poco sulla bellezza esteriore, dando quindi più importanza a ciò che ha dentro. Be', se vuol sedurre con ciò che ha dentro di sé... non oso pensare davvero che tipo di donna può farsi sedurre da un pancreas, o da cinque metri di budelle, o un paio di polmoni... «Lui la vide... lei si voltò, alzò lo sguardo timidamente verso di lui... mentre si avvicinavano, lentamente, lei con una mano si aggiustò i capelli, mentre lui, rapito dai gesti di lei, così semplici e tuttavia così sensuali, li imitò, e si pettinò la flora batterica. Lei si accorse di avere una farfalla posata sulla spalla, e, con la delicatezza di un petalo che trattiene il fiato per non fare rumore, gentilmente la riconsegnò al cielo in cui ambiva volare. Lui realizzò di avere un calcolo biliare, e, quasi a dimostrarle che la sicurezza che ostentava non voleva significare violenza, mise l'indice dietro l'ultima falange del pollice e diede una composta micellata alla cistifellea. Anche l'espianto di un organo poteva essere sexy. Lei intuì le intenzioni di lui, e compiaciuta sorrise. Lui comprese l'assenso di lei, e rispose: gli sorrise tutto l'intestino...». Dai, su, va bene essere belli dentro. Acqua Minerale Rocchetta docet. Ma qui sembra che le donne italiane guardino "E.R. Medici in Prima Linea" perché attratte più da una sanguinolenta frattura scomposta del pérone che dall'aitante medico curante George "figaccion" Clooney, dai... Ad ogni modo, c'è una veloce riflessione personale che voglio fare: il sondaggio parla di prodotti di "bellezza" maschile nominando deodoranti, bagnischiuma, dopobarba... Cioè, gli italiani sono tra quelli che, in Europa, usano meno saponi e shampoo. Ovvero, prodotti che, più che per abbellire, direi che servono principalmente per lavarsi e per tenersi puliti... Non è che non ci teniamo ad apparire belli, in realtà non ci laviamo proprio! (Eh... Meno male che via e-mail non si possono trasmettere gli odori... Avessero intervistato anche me quando hanno fatto questo sondaggio... Be', non che voglia dire che... sì, insomma... ad esempio, stamattina stavo per farmi la doccia - sì, stavo per farmi la doccia... evidentemente siamo sessualmente compatibili -, ma poi mi veniva tardi e così sono uscito senza lavarmi troppo, al contrario di come faccio abitualmente. Tutti i sabati. Divisibili per 5. Di tutti i mesi. Pari. Di tutti gli anni, dispari. Di tutti i secoli, di fine millennio... Praticamente, stamattina ho perso l'unica occasione della mia vita di farmi la doccia!) SOGNANDO (LE STRADE DEL)LA CALIFORNIA: Traffico. Traffico. E ancora traffico. Cribbio! Lo so che tutti coloro che mi leggono aspettano di sentirsi raccontare di cieli aperti, ampi spazi, verdi praterie, libertà di movimento fino all'orizzonte, senza niente e nessuno che ti sia di ostacolo per procedere e andare avanti... Lo so che tutti voi aspettate che io vi parli delle vastità della natura, di terre senza confini, per poter respirare aria pura invece dello smog quotidiano... Ma io vivo a Genova, mi muovo a Genova, faccio la coda a Genova... E subisco il traffico di Genova. Non è la prima volta che faccio la coda, in città; mi è già successo, e già ve l'ho raccontato. Solo che, ieri, è stato qualcosa di diverso, di insolito. Quando sei in coda, stai lì, non fai niente... sei in coda! E allora, l'unica cosa che puoi fare è imitare lo specchietto retrovisore: sì, riflettere... Così, a forza di pensare, sono giunto ad una conclusione importante: il traffico è un amplificatore del ritardo. Sissignore, non so se Einstein ha dovuto fare la coda in automobile per formulare la teoria della Relatività, ma una cosa è certa: il traffico è un dilatatore del tempo. Chi guida un'auto nel traffico, in un certo senso guida una macchina del tempo. Se esci di casa, per esempio, alle 7:00, arrivi al lavoro dopo mezz'ora; se esci alle 7:10, arrivi in ufficio dopo tre quarti d'ora; se esci alle 7:15, arrivi dopo un'ora e venti. Ritarda di 10 minuti, ed avrai ritardato di 45. Ritarda di 15 minuti, e ritarderai di 80. Il traffico amplifica il tuo ritardo. Ci sono ragazze che sono uscite di casa con un giorno di ritardo sul ciclo, e sono arrivate al lavoro al settimo mese di gravidanza! Poi, insomma... La coda non si muoveva... a forza di pensare, mi sono addormentato al volante. Mi sono addormentato. Ed ho sognato. Un sogno bello, stupendo, di quelli che quando ti svegli ti dispiace davvero sia stato soltanto un banale sogno. Nel mio sogno, io ero in macchina, e guidavo, e non c'era coda, perché non c'erano semafori, né stop, e la strada era larga, larghissima, enorme. C'erano un sacco di corsie parallele. Tante, almeno una ventina. E non erano corsie normali, no. Avevano una caratteristica: ad ogni corsia corrispondeva esattamente una velocità di marcia, sempre e solo quella. Se volevi andare a 30 km/h, usavi la 3ª corsia. Se volevi andare a 70 km/h, ti mettevi più a sinistra, sulla 7ª corsia. Se volevi viaggiare a 140 km/h, potevi farlo, ma solo, ancora più a sinistra, sulla 14ª corsia. Fantastico, stupendo! Perché tutti viaggiavano come volevano, e nessuno dava fastidio agli altri. Che, se c'è una cosa che fa impazzire più della coda, quando guidi, è avere uno che sta davanti a te e viaggia ad una velocità leggermente inferiore alla tua. Tu non vuoi andare a mille km/h, ma alla velocità che ti piace. E non puoi, perché davanti hai un tizio che va appena più adagio. È una cosa che fa venire i nervi così a fior di pelle che qualcuno li mette direttamente fuori dal finestrino, e li usa come antenna per l'autoradio... Nel mio sogno, no. Tutti rispettavano la corsia per la propria velocità. Se si voleva andare a 90 km/h, si doveva stare sulla corsia dei 90 km/h. E lo stesso, a tutte le altre velocità. Poi, sempre mentre sognavo di viaggiare, ho sognato che incontravo una pattuglia della PolStrada, che fermava tutti quelli che viaggiavano sulle corsie da quella dei 140 km/h in su, per elevare contravvenzioni per eccesso di velocità, giustamente, a tutti coloro che stavano appunto su tali corsie. Ero in regola, e sono passato. Poi ho incontrato una pattuglia di Vigili Urbani, che fermavano tutti coloro che si trovavano sulle corsie da quella dei 30 km/h in giù, per fare la multa per velocità troppo bassa, ovvero per ostacolo al traffico. Anche qui, ero in regola, e sono passato. Infine ho incontrato una pattuglia di Carabinieri; non avevano capito come funzionava il traffico nel mio sogno, e così erano gli unici che ancora usavano l'autovelox per fare le multe... All'improvviso, mi sono svegliato. Era un Carabiniere che mi bussava al finestrino perché dormivo in macchina in mezzo alla strada. Io, vedendolo e ricordandomi del sogno appena svanito, mi sono messo a ridere come uno scemo. «Che fa, mi prende in giro?», e mi ha fatto un multa. Ehi! Dico io, ma è mai possibile? Nessuno si è mai beccato un verbale per aver raccontato una barzelletta sui Carabinieri... Io ne sogno una, e loro mi fanno subito la multa! Ma si può essere più sfigati? ... E CAPPUCCETTO ROTTO DISSE ALL'ALLUPATA: «MA CHE BELLE UOVA CHE HAI...» «PER FECONDARTI MEGLIO...»: Washington. Da "Washing" e "ton". Ossia, in inglese, "lavando una tonnellata". Non si sa di cosa, ma con la notizia che sto per darvi, forse si potrà anche intuire. Perché come cosa non mi sembra granché pulita... Sto parlando della notizia che hanno riportato i giornali di domenica scorsa: a Washington c'è tale Ron Harris, 66 anni, fotografo di moda da 40. Tra l'altro, spero che non abbia fotografato sempre le stesse modelle, perché dopo 40 anni sarebbero un po', come dire... stropicciate! Be', il signor Ron Harris (e il suo deve essere un nome d'arte... Ron sta, lo sappiamo tutti, per Rosalino Cellamare, e quindi la persona in questione si chiamerebbe Rosalino Cellamare Harris...) deve essere un vero esperto di bellezza, con tutte le belle ragazze che ha immortalato nella sua vita. Sfruttando appunto questa sua particolare cultura, ha aperto un sito su Internet che ha fatto e farà discutere a lungo: si tratta di un catalogo elettronico con cui vende ovuli di bellissime modelle, e che si possono far fecondare da semi di altrettanto bei modelli (tutti della sua scuderia, ovviamente). Il motivo: ottenere dei figli bellissimi. La gente è indignata, e gli scienziati si affrettano a specificare che: «Non è affatto detto che da genitori belli nascano figli belli. E lo stesso dicasi per i "brutti"...». Oddio, non ci voleva molto a capirlo, con gli esempi che abbiamo in Italia: Asia Argento, molto carina, visto il padre che tiene, è già uscita fin troppo bene... Ad ogni modo, in America la legge non vieta di mettere ovuli sul mercato. Siamo noi italiani che siamo indietro con la nostra mentalità... pensiamo sempre che le donne belle siano tutte delle oche... o magari delle galline... e così abbiamo sempre in testa la classica casalinga che va al mercato: «Rosalino, per favore, mi dia sei ovuli. E che siano freschi, mi raccomando!». «Aò, certo, signora, glieli incarto ancora surgelati: più freschi di così...». Il prezzo è da capogiro: fino a 270 milioni di lire. Come a dire che la bruttezza è gratis... Ma ve lo immaginate cosa accadrà tra trent'anni se questo tipo qui avrà successo? Faranno i concorsi di bellezza, e le ragazze, invece che avere un comunissimo numero di sequenza sui loro costumi da bagno, avranno un'etichetta che indica il prezzo: «Signore e signori, Miss Italia 2027 è la 480 milioni di lire, Maria Rossi!». Girerai per strada, e incontrerai una bella donna: «[Fischio] Ehi, pupa, sei stupenda! Scommetto che i tuoi ti hanno pagata almeno 350 milioni, eh? Ma per me, vali molto di più! Dimostri almeno mezzo miliardo!». Parlerai con gli amici: «Sai, Giulia mi sembra sempre più carina, ultimamente...». «Per forza, è andata dal chirurgo plastico per rifarsi il naso; e poi ci è tornata, per rifarsi il seno, e poi ancora, per rifarsi le labbra, e infine un'altra volta, per un lifting al viso...». «Ah, ho capito tutto: è una ricaricabile...». «... E IO TI ASSOLVO, NEL NOME DEL PADRE, DE'R FIO, DELLA F.I.A., E DELLA LEGGE ITALIANA!»: [ Spero che quella doppia curva francese che in italiano si pronuncia "scicàn" si scriva "chicane"... altrimenti, sapete cosa intenderò tra qualche riga. ] Lo scorso week-end è stato monopolizzato, oltre che dalle notizie per il maltempo in Liguria (vere solo in parte... suvvia, la Liguria esiste ancora, quindi il tempo non era poi così brutto!), da due importanti fatti di cronaca giudiziaria: l'assoluzione della Ferrari e di Andreotti. La prima corre da almeno cinquant'anni, il secondo è seduto su una poltrona importante da altrettanto tempo. Entrambi sono simboli di un'Italia che cambia: cinquant'anni fa c'era la Ferrari; cinquant'anni c'era Andreotti. Oggi c'è sempre la Ferrari; oggi c'è sempre Andreotti. Così simili, ma così diversi: una con il cavallino rampante, l'altro con la spina dorsale curva... molto curva... quasi una chicane... Ora, il caso Ferrari è così fatto: la FIA (de 'na mignotta!) si è riunita a Parigi con i vertici dell'automobilismo sportivo e, in particolare, della scuderia Ferrari, che aveva fatto ricorso contro la sentenza dei giudici sportivi che, in Malesia, avevano annullato la vittoria delle rosse di Maranello riscontrando una dimensione irregolare di due deflettori laterali, che sporgevano di alcuni millimetri oltre il consentito. Alla fine, la squalifica è stata revocata. La gente si è chiesta a lungo cosa abbia fatto cambiare idea ai giudici. Qualcuno ipotizzava che Jean Todt, trovandosi in Francia, fosse eccezionalmente riuscito ad esprimersi, nella sua lingua, costruendo convincenti architetture dialettiche. In realtà, io ho parlato con un addetto ai lavori, e quando mi ha spiegato che la commissione sportiva si riuniva in una sala dotata di videoregistratore e TV, ho capito tutto. I giudici di gara volevano rivedere la registrazione del Gran Premio della Malesia, ma Jean Todt gli ha messo dentro l'ultima videocassetta a luci rosse di Rocco Siffredi: quando i vertici della FIA hanno visto di quanto sporgeva il... "pistone" a Rocco, Jean Todt deve aver detto loro: «Volete squalificare noi perché sporgiamo di qualche millimetro. Ma cos'è qualche millimetro in confronto a quello?». Così, hanno dato ragione alla Ferrari. Non solo! È stata apportata una modifica ai regolamenti: al pilota vincitore che sul podio verrà baciato da splendide ragazze potrà allungarsi la visiera del cappellino di 25 cm oltre la misura regolamentare. Caso Andreotti: il senatore a vita è stato assolto, dopo una lunga trafila giudiziaria durata ben 7 anni, dall'accusa di collusione mafiosa. Secondo i giudici di Palermo, Giulio Andreotti non ha quindi baciato Totò Riina. Sollievo per tutti gli italiani, che hanno rischiato di essere stati governati per anni da un mafioso gay. Non che nessuno abbia niente contro i mafiosi, intendiamoci... Scherzi a parte (i mafiosi hanno il senso dell'onore, spero che i gay abbiano il senso dell'humor -- tra parentesi, perché i mafiosi dicono al giudice «Vostro Onore» quando sono loro gli "uomini d'onore"? L'ho già chiesto, ma nessuno mi ha saputo rispondere... nessuno niente sa, ah!), il più volte Presidente del Consiglio è stato assolto, in pratica, per insufficienza di prove. Be', c'è da capirli, 'sti magistrati. Clinton è stato inchiodato dalla Lewinsky perché per anni lei ha tenuto su un suo vestito una macchia di sperma presidenziale; ma trovare oggi tracce della saliva di Riina sulle labbra di Andreotti è chiedere un po' troppo alla scientifica, no? Come finisce, allora, il secondo processo al settantenne senatore? Centinaia di migliaia di pagine di verbale, centinaia di sedute in tribunale, venticinque pentiti accusatori (oggi indicati come "collaboratori di giustizia", che in realtà si sono rivelati "ostacolatori di giustizia"), ore, giorni, settimane, mesi, anni di processo... E poi, niente. Puff. Il tutto muore nel nulla. Giustamente, se Andreotti è innocente. Ma al prezzo di molti miliardi di lire, gettati letteralmente al vento. Ma porca miseria! Quanto costa un rullino? Gliela fo io la foto! Quanto costa uno stramaledetto rullino da 24? Gli faccio un intero album di foto di nozze tra Andreotti e Riina, con bacio e pure con la lingua, mi faccio pagare 50 mila lire per mezza giornata di lavoro, ed è finita. C'hai le prove, lo inchiodi dopo tre ore di processo, e risparmi tutti quei miliardi! Datemi la macchina fotografica! Voglio una macchina fotografica! Un rullino, e una macchina fotografica!! Datemi una Polaroid, un autovelox, un R-X portatile, ma fatemi scattare questa cacchio di fotooooo!!! (Passano pochi giorni, e viene assolto anche Silvio Berlusconi: per forza Bettino Craxi ha ragione a voler tornare in Italia solo da uomo libero! Qui assolvono tutti, volete non assolvere lui??) CIMITERI: ALLARME AFFOLLAMENTO: [ Dark News ] Il titolo riportato dalle agenzie, infatti, è «Cimiteri: scatta l'allarme affollamento». Ma si intende di persone vive, o...? In vista del 2 novembre, scatta infatti l'allarme affollamento nei cimiteri italiani. Sono circa 100 milioni le tombe sparse per il Paese, e trovare posto è sempre più difficile. Be', dico io, è un po' come per il Capodanno del Duemila: basta prenotare con sufficiente anticipo, no? Ad ogni modo... A lanciare l'SOS è il Sefit, l'associazione che riunisce le imprese di servizi funerari (le uniche che, quando vogliono, possono fare tutti gli scioperi che vogliono, che intanto, dei loro clienti, chi è che si può lamentare?). Secondo il Sefit, appunto, nelle grandi città la situazione potrebbe presto finire fuori controllo. Ogni anno, i morti sono 560mila. Capito bene? Ogni anno, sono 560mila le persone che lasciano questo mondo. Be', considerando che le uniche due cose certe sono la morte e le tasse, e che in Italia siamo i più spremuti dalle tasse, e che nell'aldilà non pare si paghino, per conto mio 560mila persone sono ancora poche! Ecco, infatti, che il Governo ha già preso le sue precauzioni: ha deciso di tagliare le tasse sui carburanti, e la benzina ci verrà a costare 30 lire al litro in meno. Evidentemente, con questa iniziativa, il Governo vuole porre un freno: come dire «Aspettate ancora un attimo a trapassare, che vi riduciamo le tasse in questo mondo...». Be', potrebbe essere davvero una soluzione contro l'affollamento dei cimiteri. Ma non hanno considerato una cosa: che anche i carri funebri vanno a benzina. E, se possono risparmiare, magari con quei soldi si inventeranno qualche offerta promozionale per farsi pubblicità e non perdere i propri clienti: il 3 x 2, seppellisci 3 e paghi 2; oppure, il sistema soddisfatti o rimborsati, che intanto nessuno può avvalersi del diritto di recesso, visto che ha già sfruttato il diritto di decesso... Mmm, mi sa che l'idea del Governo non è stata poi così buona... Che poi, ci avete mai pensato? L'unica cosa certa, ripeto, sono la morte e le tasse. Ma le tasse di questa vita o di quell'altra? Mi spiego: noi, in questo mondo, paghiamo le tasse per avere in cambio dei servizi, giusto? Spesso, poi, questo non avviene, ma siamo in un mondo reale, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Il principio è quello che io pago una tassa per avere in cambio un miglioramento della mia qualità della vita: strade, istruzione, sanità, comodità di tutti i giorni, ... Ora, quando noi si passerà dall'altra parte... no, non come Platinette... intendo dire quando arriverà la nostra ora e noi - fatemi un attimo sfiorare gli attributi qui sotto - si passerà all'altromondo, avremo come strade le vie del cielo (le più belle), avremo imparato tanto (forse sapremo tutto), godremo sempre di perfetta salute, potremo sdraiarci beati sulla nostra nuvoletta perfettamente ergonomica... Volete dirmi che tutti questi servizi non li dovremo pagare con le tasse dell'aldilà? Volete forse dirmi che, laddove anche il Fisco è Perfetto, non dovremo sborsare la nostra divina pecunia? Boh... Pensiamoci due volte, prima di rivolgerci al nostro becchino di fiducia. Perché forse, nonostante tutto, neanche in questo mondo si sta tanto male... (se non altro, qui abbiamo il Fisco Imperfetto... le tasse possiamo evaderle!). LETTERE AL DIRETTORE: E-mail to: zuse@pluto.linux.it . Neanche un messaggio automatico di ritorno da parte di un mail server per segnalare il fallito inoltro di una mia e-mail... ... No, non è vero. Claudio Fabbro, dalla sua "Casa dell'aforisma e del petteguless", scrivemi: > Il fatto che lei con assurda pervicacia insista a voler storpiare > gli altrui nomi per il suo ludico ed impudico sollazzo personale > e degli astanti non diminuisce la gia bassa sfiducia che nutro > nelle Sue capacita' della zona che, pur piccola, il Suo cervello ha > deputato alla gestione della memoria. > Suggerendole l'installazione di qualche ulteriore hd e l'acquisto di > un coprocessore filosofico di adeguata capacita', si accorgera' che > lei stravede per le gnocche al punto di storpiarne tutti i nomi (si > lo so, il deflusso di sangue improvviso ed abbondante mentre si pensa > a quelle eteree fa soffrire il cervello che, giustamente, durante quei > deflussi non serve). Esatto. Hai capito perfettamente il mio problema. Che talvolta è però ancora più marcato. L'erezione, che appunto comporta l'irrorazione sanguigna dei tessuti dell'attrezzatura lì sotto, date le mie dimensioni, comporta un tale afflusso di sangue a discapito del cervello che, ogni tanto, non vengo, perché svengo... Riesco a fare sesso solo con una trasfusione! Scherzi a parte (in realtà di trasfusioni ce ne vogliono almeno tre), sì, mi capita di sbagliarne i nomi, perché, più che a chiamarle, penso a chiavar... ehm, s'è capito. Dove ho toppato la top, stavolta? > Ho sopportato paziente il busillis sulla signorina Gale (non so se e' > signorina, ma e' tanto bona), Piccola parentesi: Megan Gale (l'è giust?), tappezzata ovunque, di nuovo!, in tutta Italia, scosciata, è rientrata a tutto campo con il terzo spot della Omnitel. Dice "Bye" da tutte le città italiane... Scusa, ma per dire "Bye" un SMS ti costa meno. Comunque, rimane il fatto che, dopo Ford (Harrison) che fa pubblicità alla Fiat, ora c'è un altro ossimoro: la tariffa si chiama Omnitel Italy, e come testimonial c'è un'australiana. Nel nostro Paese, funziona sempre tutto al contrario. Allora mi chiedo come mai, visto che non trombo dal Giubileo dell'Anno Mille, non mi abbiano ancora contattato per girare uno spot sui preservativi... > ma dopo i troppi errori che Ella La Gale? > ancora insiste a commettere mi compiaccio di farLe notare che anche > colei che Ella erroneamente chiama Merz in realta' si chiama Mertz, > e cio' non solo perche' ha un culo cosi' bello da poterci > apparecchiare sopra la tavola, Io, invece, lo userei come green e ci giocherei a golf. Solo che la mazza e le palle ce le metterei io. E non sarebbe una palla quella che entrerebbe in buca... > ma ha pure della mani cosi' deliziose che glielo darei senza > chiedere alcuna garanzia. La Merz ha il viso e gli occhi più belli della televisione italiana, e tu le guardi il culo, le mani, e il cognome? :-) Eppure, quella volta che lei, una mattina, si è dimenticata la borsetta sul mio comodino, le ho guardato la carta d'identità, e c'era proprio scritto "Merz"... > Con l'occasione voglia accettare i miei saluti e mi saluti pure Sua > sorella e la sua donna. Anzi mi mandi i loro indirizzi che provvedo > di persona > Claudio Sorry, ho un fratello, Dario, di 1 metro e 86 cm, per un quintale circa. Quanto alla donna, hai messo il "sua" minuscolo, quindi ti riferivi alla donna di mio fratello... Greetings. Il Direttore (per gli amici: Dir e:\tore). METEOCLIMA: Il cielo si raccoglie a pronunciare la sua sentenza, ricolma di lacrime di pioggia che, fredde e tutte uguali, ordinate si proiettano dall'alto per scalfire l'alito vitale, lavando via i colori dalle città, ed anche dai capi meno delicati ed a meno di trenta gradi. Al Sud ha fatto caldo come in estate. Ma non era il tempo vero. Era solo una sua scadente controfigura. Il tempo peggiorerà col tempo. Pioverà che Dio la manda. E anche Allah e Manitù. I tombini delle provinciali sono sazi e stanno già facendo il ruttino. Prepariamoci al diluvio universale. In fondo, abbiamo deriso per anni chi sceglieva le diete macrobiotiche a base di alghe. Tra poco, capiremo che loro in realtà sono stati i più saggi, perché ci si sono già abituati. RICORRENZE: Proverbio della settimana: «Donna baffuta, è la mi' zia». Proverbio della settimana prima: «Donna nana, l'alito le puzza di piedi». Proverbio per la ricorrenza del 2 novembre: «La speranza è sempre l'ultima a morire. Poverina, quanto deve agonizzare!». Il 27 ottobre ha festeggiato il compleanno Fedefica... ehm, Federica Panicucci. Divenuta famosa per i suoi biondi capelli lunghissimi, ad un certo punto se li è tagliati. Ooohh, finalmente ha smesso di lamentarsi! Perché glieli tiravo sempre quando facevamo l'amore... Il 30 ottobre ha compiuto gli anni anche Diego Armando Maradona. Piccolo inconveniente durante il rituale spegnimento delle candeline sulla torta: Maradona non ha capito bene come funzioni la tradizione, e per spegnerle, invece che soffiarci sopra, le ha sniffate tutte. Zuse, Struscia la Novizia, Genova Legionari: - Perché ti sei arruolato? - Perché sono scapolo e mi piace la guerra; e tu? - Perché sono sposato e mi piace la pace. (Mailing-list "Buongiorno!")