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Ciber-aperiodico di Inforiduzione [aut. min. non conc.] EDITORIALE: Ancora questa, ed anche la prossima, edizione di Struscia riguarderanno in gran parte tutto ciò che non è attualità, bensì ragionamenti del Zuse vacanziero sull'estate che adesso ormai è agli sgoccioli. Perché anche un organo di informazione ha i suoi inserti di riflessione extracontestualosofica. Fate finta di leggere le pagine di critica letteraria de "La Stampa", quelle in cui non capite mai niente ma proprio per questo - il fascino del mistero - vi ci soffermate sopra, sicuri che ci fate un figurone se vi mostrate in pubblico mentre, totalmente inerti innanzi ai neanche più ricercati riferimenti culturali, ne assaporate appagati tutta l'inebriante inintellegibilità semantica. Struscia la Novizia: perché, nella maestosità degli sconfinati studi televisivi della celeberrima emittente Telenord/TN4 di Serra Riccò (GE), caotica metropoli a pochi centimetri da casa mia, ho avuto lo shock anafilattico di conoscere Aldo Biscardi ed assistere dal vivo mentre presentava e conduceva "Il derby del martedì". Il primo che si lamenta di Struscia, lo faccio sedere tra il pubblico e gli faccio sorbire un blocco (ne basta uno, oltre diventa tortura ed è vietata per legge) della trasmissione, con annesse le temibili espressioni biscardiote in grado di depauperare ulteriormente l'anemica architettura concettuale degli argomenti già di per sé più varicocelici dell'intero pensiero occidentale (that is, i commenti alle partite di calcio). E vediamo se, dopo, si lamenta ancora. Struscia la Novizia: perché, se alla fine della lettura, siete ancora sani, è soltanto colpa vostra. SCHUMMICHAEL: A Michael Schumacher, ancora convalescente dopo l'incidente che ha permesso a Salo di far fare bella figura ad Irvine, non è bastato zoppicare davanti alle telecamere. Ha anche dovuto rinunciare ai prossimi due Gran Premi, compreso quello di domenica prossima, a Monza. Ma i suoi fan hanno ancora dei dubbi sul fatto che il loro idolo possa essere umano. Il problema è che, mentre il ferrarista tedesco si è riposato (pagato per farlo), milioni di italiani gli si sono sostituiti (non retribuiti) al volante sulle strade di tutto il Paese. Con effetti mortali per centinaia di essi. Son più furbi i tedeschi o più scemi gli italiani? Andate piano, ragazzi, quando siete alla guida. Specie se siete raffreddati, o avete qualche malanno. Andate piano, se soffrite di qualche disturbo. Sì, andate piano, se siete ammalati; perché, lo dice la saggezza popolare: chi va piano, va sano. «Secondo una recente statistica, l'80% delle persone al volante si ritiene un conducente sopra la media» (Fortune di Linux) «Quando ho fatto montare sul cruscotto un orologio che va sempre un po' avanti per compensare gli effetti relativistici, allora, solo allora, ho capito che correvo troppo in automobile» (Zuse patente B) UNA MATERIA USTICA: Dopo una generazione di inquirenti, i figli dei periti sono finalmente riusciti a convincere del tutto i figli dei magistrati, i quali al giorno d'oggi si sono laureati in giurisprudenza ed hanno preso il posto dei loro padri: il DC-9 civile precipitato dai cieli di Ustica è stato abbattuto durante un conflitto aereo tra velivoli militari nemici. Si sa: in guerra ed in amore tutto è permesso, e non sono stati registrati amplessi sulle scatole nere... Gli ufficiali che al tempo della tragedia erano ai vertici della gerarchia dell'Aeronautica, però, negano fermamente che nelle vicinanze del DC-9 vi fossero caccia in azione. «Sì, sì, sono passato vent'anni, eppure ricordo esattamente quel giorno in ogni dettaglio: ricordo che mia moglie a mezzogiorno mi aveva preparato le melanzane alla parmigiana e la frittata di cipolle; ricordo perfettamente che avevo parcheggiato l'auto in fondo al viale, subito dopo il cassonetto dell'immondizia, dove avevo buttato un sacchetto che avevo annodato male ed usciva da un lato la confezione di biscotti con cui faccio colazione, e su cui si leggeva chiaramente la data di scadenza: il 30 giugno dell'anno successivo; rimembro che in quello stesso viale era posteggiata da due giorni una Cinquecento bianca con le ruote sterzate a destra, e che dopo non vidi mai più... Ricordo che quella mattina mi telefonò mia cugina, e mentre mi raccontava di come il suo gatto si faceva le unghie sui mobili udii mia sorella, venutaci a trovare per una settimana, lamentarsi del fatto che la sua vicina di casa, cantando a squarciagola la Traviata, aveva sbattuto un tappeto dalla finestra di sopra e le aveva impolverato le mutandine - a sinistra quelle bianche, a destra quelle colorate - stese ad asciugare sul davanzale...». «Sì, signor generale, ho capito: ma queste benedette tracce radar di altri velivoli, c'erano sì o no?». «Mah... e chi lo sa? Sa, la mia memoria non è più quella di una volta...». CIAO, NONNO, GUARDA COME MI DIVERTO...: Mentre si continua ad indagare per la morte del giovane parà siciliano avvenuta nella caserma della Folgore di Pisa, forse dovuta ad un atto di nonnismo (che, se tale ipotesi fosse vera, più che chiamarlo "nonno", lo chiamerei "figlio"... "figlio di ..."), il Governo attua i provvedimenti del caso: abolisce la Leva obbligatoria. O, meglio, la sospende. Potrà riesumarla in caso di guerra o di impellente necessità. La decisione, storica, comporterà una trasformazione graduale delle forze armate, che a regime diverranno composte unicamente di volontari e professionisti. È una bella ed una cattiva notizia contemporaneamente. È una bella notizia per tutti coloro che sono nati a partire dal 1986, i quali sicuramente non andranno a militare. È una cattiva notizia - anzi, perfida: una vera e propria mazzata, una facciata contro un agglomerato di ingiustizia - per gli sfigati nati prima, che con tutta probabilità dovranno farsi i loro bravi 10 mesi di ferma. Io, Andrea `Zuse' Balex, sono nato il 25 aprile del 1973. Io sono stato dichiarato abile. Io ho chiesto il ritardo per motivi di studio. Io devo ancora fare il servizio di leva. Io mi sono sfogato: «O babbo, ma nel 1972 la televisione già esisteva: perché tu e la mamma non ve la siete guardata per altri otto anni? Ma, ai vostri tempi, non ci si divertiva con poco? Era proprio il caso, quella sera, di preferirmi al telegiornale?». UNA COSA CHE NON HO MAI CAPITO...: Se a casa mia il bagno lo faccio nudo, perché al mare il bagno devo farlo vestito? (Soluzione: col mare inquinato che abbiamo, è meglio proteggersi almeno le parti intime...) WHAT'S YOUR JOB?: Vacanze, vacanze, ah, che belle, eh? Siamo a settembre, ma qualcuno se le sta ancora godendo... Dopo un anno di lavoro, fa sempre piacere prendersi una pausa. È una cosa che ho imparato fin dai tempi della scuola: avevo una compagna che si chiamava Laura Pausa, e tutti i maschi erano sempre lì a dire: «Mi faccio la Pausa», «Non vedo l'ora di farmi la Pausa...». Che poi, era di Bergamo. Così il nome diventava "laüra" (con la "u" stretta), cioè "lavora", mentre il cognome era sempre Pausa. Molto coerente, la ragazza, eh? Laura Pausa... Dopo molti anni che tutti la prendevano in giro, ha chiesto che le venisse cambiato il cognome. Ora si chiama Pausini, e ogni tanto va in giro a cantare, così, tanto per riempire gli stadi... Va be', l'è una bischerata... Lo so che nessuno di voi ci ha creduto... La Pausini non poteva certo essere mia compagna di scuola... io ho smesso di frequentare le lezioni in seconda elementare... Dicevo tutto questo perché stavo riflettendo sulla difficoltà di certe professioni. Voglio dire, non è sempre facile fare il proprio mestiere. Ad esempio, a Genova è successo (storia vera, non è inventata) che un ragazzo (guarda caso mio fratello) che consegnava le Pagine Gialle sia arrivato in un palazzo di due appartamenti. Al piano di sotto abita la famiglia Porcu. Al piano di sopra, invece, sta la famiglia Del Dio. Ora, ma ve lo immaginate quel povero parroco che con i suoi chierichetti va in giro a benedire le case, arriva in questo palazzo, e sul citofono gli hanno scritto: "Porcu" e "Del Dio"? È sconsolante... Poi i suoi chierichetti vanno a casa, raccontano tutto alle loro mamme, e per premio si beccano un ceffone: «Ah, è questo che ti insegna il parroco? Va bene, allora, da domani andrai a fare catechismo in carcere, con i compagni di cella di tuo padre!». Eh, al giorno d'oggi, certe professioni sono veramente troppo dure. Penso anche a tutti coloro che vigilano sulla nostra sicurezza, sulla nostra incolumità... Esercito, Poliziotti, Carabinieri... Prendete i Carabinieri, per esempio. Rischiano la vita ogni giorno per noi. Sventano rapine, furti, arrestano banditi, liberano i sequestrati... Dai, su, secondo me, sono pagati troppo poco, considerando la mole di barzellette che hanno sul loro conto... Poi, invece, c'è una professione che non è difficile da... professare, ma è un casino smettere. È l'affissore di manifesti, ovvero il tizio che, armato della sua Ape Piaggio, del secchiello con la colla, del bastone e, appunto, dei manifesti, va in giro in tutta la città ad appendere gigantografie delle arance di una nuova compagnia telefonica, oppure della Megan Gale che esce sensualmente dall'acqua. È lui che, quando affigge i manifesti, li mette spesso storti, cosicché sembra che la Megan si sia rifatta una sola tetta, perché l'altra è mezza coperta, o che le abbiano fatto uno sfregio in faccia, perché il mento della metà destra della faccia le combacia con il naso della metà sinistra... L'affissore di manifesti: è un mestiere che non dà problemi, anzi, te ne toglie qualcuno: puoi parcheggiare sempre sul marciapiede, in divieto di sosta, perché intanto stai lavorando! L'affissore di manifesti... Il difficile, in questa professione, è appunto smettere. Immaginatevelo: «Ero un affissore di manifesti. Ero il re dei muri di tutte le strade del mio paese. Poi, un bel giorno, ho deciso che era l'ora di smettere. Ma, ragazzi, credetemi, per me, non è stato affatto facile appendere il muro al chiodo!». NON SO NUOTARE, MA SAPESSI COME AFFOGO BENE...: C'è una categoria particolare di persone, che però in Italia costituisce ancora una buona percentuale. Sono coloro che non sanno nuotare. E quel poverino che non sa nuotare, un po' si sente preso in giro... Be', gente, mi rivolgo proprio a voi che non sapete nuotare: a parte il fatto che imparare, anche da adulti, non è difficile - anche perché conosco gente di quarant'anni che si comporta ancora come i bambini... -, quando vi fanno questi discorsi, non sentitevi presi in giro. Perché i veri presi in giro sono quelli che sanno nuotare bene. Che vuol dire: "nuotare a stile libero", se poi devi nuotare per forza in quel modo e non in altri? Perché è "libero", me lo spiegate? "Libero" vuol dire che, se voglio, posso anche nuotare a dorso... però, no, in quel caso si chiama "dorso". È tutta una complicazione... "Nuotare a farfalla"... Avete mai visto una farfalla nuotare? Capisco delfino, un po' meno rana, ma lo stile farfalla... È un po' come dire: «Guarda, quello cammina come un geranio». Non c'entra un fiordo... È una cosa normale, per molti, non saper nuotare, eppure la gente si stupisce sempre: «UUUHHH!! Vergogna! Non sai nuotare! Ma dai! Io ho imparato prima di saper camminare...». Sì, perché chi invece sa nuotare, o almeno rimanere a galla, gira il coltello nella piaga facendo sempre a gara a chi ha imparato prima. Imparare a nuotare è come imparare ad andare in bicicletta: è una gara a chi impara prima. E, ovviamente, c'è sempre quello che esagera un po': «Io ho imparato a tre anni e mezzo...». «Io a due anni e tre quarti già stavo a galla dove non toccavo...». «Io ho smesso di usare i braccioli prima di smettere di usare i pannolini...». «Io, invece, ancora dovevo venire alla luce... Pensa, mentre gli altri feti, nel pancino della mamma, davano i calci, io già facevo i tuffi carpiati nel liquido amniotico... mi esercitavo nel dorso e nei cento metri farfalla... eh, sì che avevo il fisico! Pensa che, prima di nascere, sono stato nove mesi in apnea!». Sapete, c'è un mio amico che crede nella reincarnazione. Non ha mai imparato a nuotare, ma, dovreste vederlo: come affoga bene lui... IL TELEFONINO, LA TUA VOCINA: C'è una barzelletta molto carina che fa così (è sui Carabinieri, ma spero non si offendano: in fondo, dopo tutte quelle che han detto su di loro a "La sai l'ultima?" in televisione, se il Zuse ne scrive una su Struscia, non dovrebbero scattare denunce...): «C'è la moglie di un Carabiniere che va a fare la spesa. Ad un certo punto, le squilla il cellulare; è il marito; lei risponde e dice: "Ue', Pasquale, ma che combinazione! Come facevi a sapere che mi trovato proprio dal macellaio?"». Tutto questo, perché ormai l'Italia è invasa dai cellulari. Praticamente, ogni persona in Italia ha un telefonino. Quello che era uno status-symbol, ormai è diventato un accessorio indispensabile e naturale, come l'orologio o i pantaloni. Anzi, più come i pantaloni. Che, al giorno d'oggi, se vai in giro senza cellulare, tutti ti additano come persona immorale: «Guarda quello, senza cellulare... Ma non si vergogna ad andare in giro così, senza essere reperibile? Non c'è più religione, dico io...». E infatti il telefonino ormai ce l'hanno anche i preti. Solo che, invece di avere il credito residuo, loro hanno il conteggio delle preghiere che mancano alla fine del rosario... Una volta, avere il cellulare significava essere benestanti. Oggi costa poco, ma ha un sacco di funzioni in più. E devi dargli da mangiare quando ha fame, anche se le batterie durano sempre di più. Lo devi mettere a dormire quando non vuoi che nessuno ti chiami, devi istruirlo con i numeri di telefono dei tuoi amici, devi fargli la guardia perché non te lo portino via... insomma, è un impegno. Avere il cellulare oggi significa avere un tamagotchi da accudire. Una volta c'era la Barbie, poi è arrivato il cellulare. Non so se hanno già pensato ad una Barbie con il telefonino, ma allora poi dovrebbero fare anche Ken sulla poltrona che di nascosto chiama il 144 con le mutande abbassate, o Big Jim che va alla Telecom a protestare per la bolletta troppo salata... be', chissà, potrebbero pure avere successo... Al giorno d'oggi, lo status-symbol non è più avere il telefonino. È averlo, e tenerlo spento; perché dicono che acceso fa male. Sì, al portafoglio... Al giorno d'oggi, il must è avere la suoneria più bella, il giochino più divertente, la calcolatrice, la rubrica, la custodia in tinta con il colore della tariffa, le immaginette per i gruppi chiamanti... Su Internet esistono appositi siti da cui puoi scaricarti la suoneria di Star Trek, di Barbie Girl degli Aqua, di Flat Beat di Mr Oizo... e poi, sul display, puoi scaricarti i loghi dei gestori della rete telefonica, o le immagini dei Simpson per la rubrica... Boh?!? Vi sembra normale tutto questo? A me no. Io sono stufo delle comitive di ragazzi che vanno in pizzeria, e la prima cosa che fanno è rovesciare sul tavolo tutti i cellulari del gruppo, per vedere chi ce l'ha più bello, più piccolo (sì, i maschi fanno a gara a chi ce l'ha più piccolo...), più potente, a chi squilla prima, chi ha la suoneria più fastidiosa, e cose di questo tipo. Non ne posso più di quelli che camminano per strada col telefonino alla cintura, e parlano usando l'auricolare: che tu vedi gente per la strada che parla alle piante, alle rondini, agli autobus fermi, ai cartelli stradali, poi ogni tanto scoppia a ridere, urla, scherza, si incazza, e tu non sai perché... Usano l'auricolare per tenere il cellulare lontano dalla testa, perché fa male, dicono, e poi se lo tengono appeso ai genitali, perché si vede che lì fa un gran bene... Capisco infilarselo nelle tasche dietro, se hai il VibraCall...: ci sono ragazze che lo usano come massaggiatore contro la cellulite, per non dire di peggio... Basta! Adesso stiamo davvero esagerando! Non se ne può più! Io voglio tornare indietro! Voglio i segnali di fumo! Voglio Orso Grigio "chiamare amici" con un fuoco di legna verde ed una coperta. Sì, voglio i segnali di fumo da una collina all'altra, e quando non c'è visibilità... pazienza! Vorrà dire che non c'è campo! Io voglio i segnali di fumo, ecologici e sicuri! Così non avremo più problemi di squilli indesiderati: a teatro, al cinema, chi vuoi che si porti la legna? Che poi sei al chiuso, e lì i segnali di fumo non prendono... Viva i segnali di fumo! Con una suoneria, unica, uguale per tutti. Sì, la sirena dei pompieri... CALDO (SENZA CGIOVANNI E CGIACOMO): Fa caldo, eh? (No, forse no. Ma siccome questa l'ho scritta ad agosto, fate finta di niente...) C'è un sole, che... ce ne fossero due, farebbe il doppio del caldo! Meno male che ce n'è uno solo, allora! In effetti, noi qui viviamo di aria condizionata, e stiamo bene. Almeno finché il condizionatore fa il suo lavoro e non si guasta... È un classico che il condizionatore si guasti ad agosto, no? Se si deve guastare, figurati se non va a rompersi nei giorni più caldi di agosto, è vero o no? Tu stai affogando nella pozzanghera del tuo sudore, cerchi tutti i tecnici riparatori sull'elenco del telefono, ma sistematicamente son tutti in ferie... Mai una volta che si guasti a febbraio, dico io... No, a febbraio si guasta il riscaldamento. Che invece funzionerebbe da dio se lo si usasse d'estate. Mi sa che nell'emisfero australe la qualità della vita è decisamente superiore... Ma va be', qui siamo sotto il sole, e comunque sia non tutti hanno il condizionatore. E non in tutta la casa, comunque. Ora, quando fa veramente caldo, cosa si può fare? Un mio amico ha messo ventilatori in ogni stanza dell'appartamento, quelli da soffitto, avete presente? Quelli che sembra che vi sia precipitato sul tetto un elicottero, girato a testa in giù. Ecco, quelli. Ne ha installato uno in camera, uno in cucina, uno perfino in bagno. Quando li accende tutti, un casino! Sembra uno di quei film sulla guerra del Vietnam; sembra di sentire una flotta di Apache che torna dal Kosovo: l'è tutto un giramento di pale, che neanche in casa di Vittorio Sgarbi, dico io... Tra l'altro, quei ventilatori lì da soffitto, son pericolosi, bisogna farci attenzione. Una volta ne hanno messo uno in camera da letto in casa di un pornostar molto dotato. E lui, come succede a tanti maschietti al mattino, si è svegliato... sì, insomma, con lo zin-zin in tiro, ci siamo capiti, no? Solo che questo pornoattore era solito dormire sulla schiena. Aveva caldo, ha acceso il ventilatore... zac, ha dovuto cambiar mestiere. Sai cosa fa adesso? Ha aperto un chiosco, e vende salsicce... Comunque sia, però dai, fa caldo, ma lo si sopporta. Va be', uno suda, ma basta bere, mangiare qualche gelato, stare all'ombra, in un luogo ventilato, e non è mica la fine del mondo, no? L'importante è arrivare a casa, sedersi a tavola, e trovare la tua cara mammina che ti ha preparato un bel piatto adatto a questo clima torrido: le lasagne al forno! Fumanti, appena sfornate! Temperatura sulla superficie: 150 gradi! Nel nucleo: 1500! C'è gente che esce di casa, al sole, per ripararsi dalle lasagne al forno! «Su, amore, non vorrai mica che ti dia il gelato fatto da chissà quale industria con chissà quali sostanze chimiche? Non è meglio se ti fa da mangiare la mamma, le cose genuine? Su, figliolo, mangia, che devi crescere!». Ma porca miseria! C'hai quarant'anni, l'unica cosa che ti può crescere ancora sono i capelli bianchi (e forse la prostata), fuori i termometri si sono messi l'olio solare protezione sessantadue, hai un caldo che ti sembra di essere abbracciato ad un crogiuolo di ghisa fusa, la tua fantasia più morbosa è di avere un rapporto sessuale con l'iceberg che ha affondato il Titanic, e tua madre cosa fa? Ti arriva davanti con un piatto di lasagne al plasma capaci di scottare anche l'Uomo Torcia del Fantastici Quattro! Poi si lamentano degli incendi estivi. Poi accusano i piromani di bruciare ettari di bosco. Ma per forza! Con tutto il calore che accumuli da bambino, poi da grande, o dai fuoco al mondo, o ti si innescano dentro le reazioni di fusione termonucleare... Ho visto degli adolescenti tramutarsi in super-novæ... Altro che Star Trek: la vera fantascienza sta in quello che ti prepara tua mamma d'estate! NELLA VECCHIA FATTORIA: «Non è caldo. Non è caldo. Fa freddo. Fa molto freddo. Fa freddissimo. Ho i brividi, per quanto fa freddo! C'è un'aria gelida che mi graffia, sì... sento le mie braccia avvolte dal ghiaccio...». Ce l'ho fatta? Sono riuscito a convincervi? Sì, perché c'è ancora qualcuno che crede che il caldo sia solo uno stato mentale. C'è gente che c'è crepata, con questo stato mentale...! Mentre scrivo, un'altra giornata di sole cocente. C'è un sol-leone, come dicono sconsolate le leonesse nella foresta quando hanno voglia di divertirsi... Va be', dai, fa caldo, ma l'ho già detto, si sopporta. La mia vicina di casa ha sopportato per anni suo marito, che vuoi che sia sopportare per un mese un po' di sole? Mi torna in mente quando, nell'era pre-aria condizionata, andavo in campagna con i miei. Dovete sapere che la casa in campagna era uno di quelle vecchie case coloniche, con i muri spessi come il tronco di un baobab millenario, ed era quindi freschissima anche nella più torrida settimana di agosto. Come tutte le vecchie case, però, era stata ristrutturata di recente, ed in particolare era stato rifatto il tetto ed il solaio. Erano stati rifatti bene, ovviamente, ma più sottili e meno isolanti di quelli originali. Così, accadeva che all'ultimo piano faceva sempre un caldo bestiale, mentre in cantina la temperatura era polare. Questa cosa aveva un pregio ed un difetto: · Il pregio era che io, che a quel tempo andavo a scuola, potevo studiare tutta la flora e la fauna di tutte le latitudini, dal vivo: sotto il tetto - al caldo - mia nonna aveva piantato una foresta pluviale, con le piante tropicali, e c'erano le scimmie, i coccodrilli ed anche quattro razze diverse di serpenti; c'era la savana, e sotto il lucernario anche un rettangolino di deserto con tanto di scorpioni e topi-ragno tipici del Nilo; poi, a scendere, si ritrovavano le piante e gli animali delle zone temperate, e in cantina un igloo proteggeva i pinguini dall'assalto degli orsi bianchi, costretti allora a nutrirsi dei licheni che crescevano sulle botti e che le renne non mangiavano perché preferivano inciuccarsi con il Chianti dell'anno prima... Era molto istruttivo, per me, poter osservare un mondo così vario tutto racchiuso nello stesso posto, anche se ogni tanto i caimani più affamati mi rosicchiavano le scarpe da tennis e mi toccava andare a giocare a pallone con i sandali... non vi dico il dolore quando calciavo male la palla... · In tutto questo c'era, però, un piccolo, lieve difetto. Come ho detto, l'ultimo piano della casa era molto caldo. La cantina era gelida. Ora, siccome l'aria calda tende a salire, e quella fredda tende a scendere, succedeva che, a metà altezza della casa, mancava l'aria: c'era il vuoto! Quando facevi le scale, dovevi farle velocemente, o altrimenti morivi asfissiato! Così, dopo aver rischiato diverse volte la vita, e dopo che mia zia mi aveva trovato boccheggiante nella depressione ipobarica tra il piano terra e il primo piano, decidemmo di cambiare posto. Però, non scorderò mai quella casa. Anche perché, oltre a noi, ci abitava un contadino che lavorava sempre sotto il sole. Sempre, sempre, sempre sotto il sole. Così, alla fine, era rimasto un po' suonato. Tanto che una volta, sotto il sole, fece un incidente col trattore. Lui aveva torto, eppure scese, sotto il sole, si avvicinò con fare minaccioso all'altra persona, e le lanciò uno degli insulti più agricoli che abbia mai sentito: «Lei è così stupido che è nato da un uovo!». Be', sapete qual è la morale di questa storia? La morale è questa: cercate di non prendervi mai un'insolazione, perché poi si diventa insolenti. RICORRENZE: Il 1º settembre si è festeggiato il compleanno di Sandra Mondaini, ma le procedure di accensione di tutte le candeline sulla torta sono iniziate nella seconda metà di agosto. Del 1985. Avanti Cristo. Auguri anche a Marco Baldini, d.j. classe 1959, che oggi, 3 settembre, compie gli anni. Caro Baldo, lo sai che adesso, chi eccede sopra i 40, oltre all'infarto, rischia pure la patente? Proverbio del giorno: «Can che abbaia, vince Sanremo». Proverbio della notte: «Tanto va la gatta al lardo, che il gatto in calore fa il maiale». Zuse, Struscia la Novizia, Asti «Non è difficile capire l'arte moderna. Se è appesa a un muro, è un quadro; se ci potete girare intorno, è una scultura» (Anonimo)