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(Come dire che, se vanno in vacanza i giornalisti, non succede più nulla.) Allora, devo tergiversare, nell'attesa di trovare un vocabolario per scoprire cosa significhi. Struscia la Novizia: perché parlare di argomenti generici vi permette di leggerla anche tra un mese senza che i suoi contenuti si deteriorino. Ovvero perché, senza l'attualità, è una Struscia a lunga conservazione. Struscia la Novizia: perché sono finite le ultime vacanze del Novecento, ma le spese che avete sostenuto si protrarranno in comode rate anche nel prossimo millennio. È proprio vero: a distanza di tempo, restano solo i ricordi migliori. 10 DECIBEL = 1 BEL: Parliamo di musica. Perché è una delle cose più belle che esistano. Ci sono delle canzoni che sono capaci di trasmettere emozioni particolari, uniche. E tuttavia mi è capitato di trovare alcune peculiarità, alcune caratteristiche, che non riesco bene a spiegarmi. Ma questo mi è successo anche con Irene Pivetti, voglio dire... La musica è una delle invenzioni, o scoperte, più affascinanti dell'uomo, però al suo interno ci sono anche un sacco di aspetti irrazionali, misteriosi, direi "strani". Proprio come i voti alla Pivetti. Ad esempio: · Io non so chi ha dato i nomi alle note, ma noi abbiamo: do, re, mi, fa, sol, la, si. Quando tu hai uno spartito davanti, puoi solfeggiarlo, cioè leggerne le note. A me è capitato di leggere: «Si la do, si mi fa, mi fa sol, si la do, si mi fa». 'azz, ho subito beccato la colonna sonora di un film porno... · Nei paesi anglosassoni è anche peggio, perché le note le hanno chiamate con le prime sette lettere dell'alfabeto: do = C, re = D, e così via fino a sol = G, poi la = A e si = B. Così, a mi che sun de Zena, Italia, è capitato in mano uno spartito così: C, A, C, C, A, F, A, B, E, F, F, A. Che, letto da me inesperto musichiere, diventa "cacca fa beffa". Boh... io sono convinto che [sniff sniff] quella roba lì faccia un'altra cosa... Ma si vede che nei paesi anglosassoni non puzza, e quindi le rimane tempo per fare dell'altro... Chissà, magari quelle finte che vendono nei negozi a carnevale sono proprio tutte made in USA... · Le note si distinguono anche a seconda della durata nel tempo: c'è la croma, la semibiscroma, la biscroma... a Firenze abbiamo la bischerata, che in genere dura tutta la notte. A un mio amico la Croma è durata tre anni, poi ha disdetto l'assicurazione furto&incendio e gliel'hanno subito fregata... (l'abbiamo subito consolato: «Be', dai, guarda il lato positivo: non te l'hanno incendiata»). · Poi, mi sono sempre chiesto: ma tutti quei modi di suonare, chi se li inventa? "Allegretto andante", "brioso con forza", "intenso veloce", "grintoso ma non troppo", "ventilato, con possibili rinforzi da occidente", "temporalesco, con rovesci in serata"... Non sono stili musicali, sono previsioni del tempo... Secondo me, li scrive un meteorologo... · Ma c'è una cosa che più di tutte non capisco. Praticamente tutti gli spartiti vengono scritti con le chiavi di violino. Rifletteteci: un sacco di spartiti vengono scritti con le chiavi di violino. Ora, due domande: 1. Come cacchio si fa a scrivere con una chiave? 2. Ma soprattutto, alle sogliole del Duemila, li vogliamo comprare dei violini con la serratura a combinazione elettronica? [ E che palle, sempre con questa chiave di violino, che poi te la perdi, non sai più dove te la sei messa... Che poi, ha anche una forma strana... se te la tieni in tasca e ci vai in giro fingendo di avere un'erezione, la gente poi ti parla dietro...: «Guarda quello come è ridotto...: quando gli si rizza, gli si storce tutto...». ] UNITÀ DI (S)MISURA: Questa mattina, mentre facevo benzina al distributore, mi sono messo a parlare con il benzinaio. Ora, di cosa parli col benzinaio? Parli del tempo, di donne, di programmi televisivi, di chi ha vinto l'ultimo Gran Premio di Formula Uno, dell'ultima multa... Io, invece, con il benzinaio, guarda un po', parlavo proprio di benzina. Che è un po' come, dal parrucchiere, parlare di acconciature. Non lo fa mai nessuno... E io, invece, parlavo proprio del prezzo della benzina. Chi di voi che ha osato fare il pieno quando la benzina ha sforato le 2.000 lire al litro è sopravvissuto all'infarto che lo ha colto quando ha dovuto pagare il rifornimento? C'è gente che è stata ricoverata in ospedale, ma che non voleva salire sull'ambulanza per paura di dover pagare il carburante consumato fino al pronto soccorso... Be', io stavo dicendo al benzinaio di un mio amico ingegnere, di palesi origini genovesi, che mi aveva spiegato: «Guarda che noi paghiamo la benzina in lire al litro, e non è giusto, perché d'estate, con il caldo, la benzina stessa si dilata, e quindi, a parità di litri di rifornimento, immettiamo meno carburante nel serbatoio, ma lo paghiamo tanto uguale». Ho detto questo al benzinaio, e lui mi ha guardato dritto. Sì, mi ha proprio guardato dritto. Considerando che è strabico, e che guarda sempre tutti di storto, non era certo un buon segno... Insomma, me ne sono andato senza avere risposta, ma tutto questo mi ha fatto riflettere. Pensate a quanto sarebbe bello se, invece delle lire, fosse la definizione di litro a variare, a seconda dei casi. Immaginate un mondo in cui la benzina costi 2.000 lire al litro sempre, per fare cifra tonda, ma il litro non sia più una quantità fissa. Si potrebbe andare dal distributore, chiedere un litro di benzina, pagarlo 2.000 lire ed ottenerne l'equivalente di una damigiana. O, quando ci va qualcuno che vi sta antipatico, sarebbe stupendo vederlo pagare 200.000 lire per 100 litri e vederlo andare via con un bicchiere di super... Già, credo che sarebbe davvero un mondo migliore, se le unità di misura fossero "elastiche". Sarebbe un idillio per gli obesi, che potrebbero andare in giro dicendo: «Peso solo 55 chili», o per i troppo magri, che potrebbero vantare un fisico di un quintale. Gli anziani potrebbero spacciarsi per ventenni, mentre i ragazzini potrebbero dire: «Mamma, ho quarant'anni, non puoi dirmi che non posso uscire!». Si potrebbe andare in un concessionario Ferrari, e comprare una Testarossa pagandola un milione di lire. O regalare alla propria ragazza un diamante finto, dicendo che vale cinque miliardi. Ma forse, la cosa migliore sarebbe, per chi ci tiene - in QUEL senso - a fare bella figura con la propria lei: «Sai, cara, ce l'ho lungo quaranta centimetri...". E lei: "Umpf! Caro, lo sai che io mi diverto solo con i centometristi...». MI CHIAMANO "ZANZIBAR", PERCHÈ CON TUTTO IL SANGUE CHE MI BEVONO ORMAI SONO DIVENTATO IL BAR DELLE ZANZARE: Io adoro l'estate. Ed adoro gli animali. Non dobbiamo abbandonare gli animali, quando andiamo in vacanza. Gli animali vanno protetti, dobbiamo prenderci cura di loro, accudirli anche mentre siamo in villeggiatura... Il primo che mi viene a fare questo discorso, lo chiudo in camera mia con un migliaio di zanzare della Transilvania, quelle che quando succhiano il sangue ti chiedono a quale indirizzo ti dovranno spedire le analisi... Per conto mio, il conte Dracula non era un vampiro: era una zanzara. E di quelle anoressiche, pure. Perché tempo fa, mentre mi mettevo a letto, sono stato assalito da una mandria di zanzare. Ora, non so se ne conoscete qualcuna, ma ci sono certe persone che le zanzare non pungono mai. Non so se è perché hanno il sangue di un gusto strano, o perché non si lavano... Io, per disgrazia, ho il sangue che evidentemente fa una gola spaventosa a quegli insetti; e, sempre per disgrazia, quella sera mi ero pure fatto la doccia... E, per le zanzare, è un po' come iscriversi all'AVIS. Mi hanno preso di mira con la rincorsa, e mi hanno mezzo mangiato vivo... Quando finalmente ne ho sentita qualcuna che faceva il ruttino, ho detto: «Vai, che forse sono sazie...». E infatti, dopo un po', hanno smesso di pungermi. Ma non si sono mica messe da una parte a digerire in silenzio, no no... Si sono messe a fare le evoluzioni tra il lampadario e il letto, che sembrava che in camera avessi le Frecce Tricolore in parata! Una delle cose più odiose al mondo, almeno per me, è il ronzio delle zanzare. Perché, che ti pungano o meno, se tu riesci ad addormentarti, le hai fregate. Quando però si mettono a fare i voli radenti a un centimetro dal tuo timpano, scambiando il tuo padiglione auricolare per una cabina del Cermis, e non ti fanno dormire, allora sono veramente odiose. Non le sopporto, non ce la faccio proprio. E pensare che le avevo provate un po' tutte... la nonna consigliava di strofinarsi il corpo con il basilico: io l'ho fatto, ed è subito arrivata una comitiva di zanzare di Rapallo: «Mea, questa sera ci facciamo il sangue al pesto...». Ho provato rimedi classici, come la zanzariera sulla finestra, ma le zanzare si son fatte furbe e sono entrate dalla porta. Ho chiuso a chiave, ma quando sentivo bussare, aprivo: erano le zanzare, che hanno anche imparato l'educazione pur di rovinarmi la vita... Un mio amico, allora, mi ha consigliato la soluzione tecnologica: quelle lampade viola che attirano gli insetti e poi li fulminano; ma c'erano così tante zanzare che il contatore della luce s'è messo a girare più veloce delle mie balle, ed alla prima bolletta dell'ENEL ho deciso che era meglio se il sangue continuavano a succhiarmelo le zanzare. Mi sono cosparso di tutte le creme anti-zanzare possibili, ma è servito solo parzialmente: le zanzare hanno smesso di pungere, sì, ma non me: hanno smesso di pungere il produttore di tutte quelle creme, che ha fatto i soldi ed è andato a vivere su uno yacht ormeggiato in Groenlandia. Ragazzi, ero davvero disperato. Poi, però, ho avuto un'illuminazione. Ho letto che nel nostro paese ormai sono arrivate queste fantomatiche zanzare-tigre a farla da padrona... Zanzare-tigre... non ci crederete, ma da quando pago un domatore del circo per fare la guardia, le zanzare non mi hanno più dato fastidio. Ora, finalmente, vivo più tranquillo e rilassato. Anche se, però, un inconveniente ancora rimane: con un domatore sul vostro comodino che ogni quattro secondi urla alle zanzare-tigre e tira una frustata, voi riuscireste a dormire? SCIOPERI & VACANZE: Viaggi. Sì, viaggi. Viaggi, perché in estate ci si sposta, ci si mette in marcia, si raggiunge il proprio luogo di villeggiatura... E si va a fare quello che si poteva fare anche a casa, ma pagando di meno: dormire. No, be', dai, scherzo. Sì, ci sono i pigroni che in vacanza ci vanno per russare senza disturbare i vicini, ma poi ci sono anche quelli che in vacanza ci vanno per divertirsi, per fare qualcosa di diverso. Di rilassante, come può essere una gita in barca (ammesso che il mare sia calmo), o di eccitante, come può essere il bungee-jumping (ammesso che l'elastico sia ancora in garanzia). Qualcuno poi si inventa la vacanza erotica, va via sette giorni con la sua ragazza, poi torna e a tutti gli amici racconta: «Sai, abbiamo passato una settimana di fuoco!». Sì, per forza, sei andato in un bosco in Sardegna in mezzo agli incendi...! Ora, non so se avete notato: d'estate, appunto quando tutti si mettono in viaggio, succede sempre il finimondo per quanto riguarda i trasporti. In città compare sempre questo benedetto ozono, per via della calura stagnante, e molti sindaci ordinano la circolazione a targhe alterne. Certo, le città sono semideserte, ma comunque è un macello, perché se tu hai una targa dispari, e sai che oggi possono circolare solo le dispari, ti rode tenere la tua automobile ferma in garage, e così esci lo stesso e ti metti a girare come una trottola... «C'ho la targa dispari e tu no...! C'ho la targa dispari e tu no...!». I più furbi sono quelli che mettono davanti, ad esempio, una targa dispari, e dietro una targa pari. «Così - dicono - possono circolare sempre». In realtà poi i vigili li fermano lo stesso, ma siccome una sola delle due targhe ha in quel giorno il divieto di circolazione, gli fanno la metà della multa... Il vero tormento, però, sono gli scioperi. A luglio già ne abbiamo avuto un assaggio, con i piloti della compagnia aerea Meridiana, che si sono astenuti in massa dal volo dandosi malati. Vi ricordate? Era stata addirittura aperta un'inchiesta su 23 piloti, a cui poi se ne sono aggiunti altri, per interruzione di pubblico servizio e successivamente, essendosi dati per malati, per truffa. E, chissà perché, per scioperare scelgono sempre il periodo estivo i macchinisti, gli autoferrotramvieri, i tassisti... gli unici che si astengono sono i gondolieri, a Venezia, perché hanno visto la pubblicità in televisione e sperano sempre di poter portare in giro Megan Gale... Insomma, pensavo: i trasporti che fanno sciopero nella stagione in cui la gente viaggia di più... voglio dire, è proprio nel periodo in cui non dovrebbero, no? È un po' come se i cioccolatai facessero sciopero a Pasqua... è come se i sacerdoti facessero sciopero la domenica... è come se l'ENEL scioperasse di notte... o, ecco, è come se le fabbriche di preservativi facessero sciopero a San Valentino. Non è forse vero? Gliel'ho detto a un mio amico, e lui mi fa: «Be', ma allora, dov'è il problema? Basta avvertire la gente: "Comprate le uova di cioccolato senza aspettare Pasqua", o "Andate a messa di sabato pomeriggio"... Basta dire: "Accendete la luce di giorno", ma soprattutto: "Ragazze, se volete darmela, non aspettate San Valentino..."!». L'INQUINAMENTO FA BENE: Anche oggi un'altra bella giornata. Proprio una bella giornata, serena, limpida... Una giornata di quelle che se guardi l'orizzonte vedi le Alpi, e sulle Alpi c'è lo studio di un ottico, e nello studio dell'ottico c'è il tabellone per controllare la vista, l'atmosfera è così tersa che voi riuscite a vedere le Alpi, lo studio dell'ottico, ed a leggere perfino l'ultima riga del tabellone, quella più piccola in basso. Con la finestra chiusa. È una giornata davvero bella, dai... Di quelle che vien voglia di prendere la bicicletta, mettersi su quel completino attillato da ciclista più stretto di tre taglie, che vi mette in risalto i muscoli ma vi fa anche perdere la possibilità di avere poi dei figli, e tuffarsi in quella natura che in città si chiama raramente "parco", più spesso "aiola", e quasi sempre "cacca del cane"... Ma vuoi mettere, uscire di casa, improvvisarsi per una volta sportivi... Ci sono quelli che, alla domenica, prendono la loro bicicletta da corsa, si radunano in gruppo, e si piazzano impavidi in mezzo alla strada. E, se state attenti, noterete una differenza fondamentale tra il ciclista professionista e quello urbano, della domenica. Ci avete mai fatto caso? Sarebbe ideale andare in fila indiana, perché il primo taglia l'aria (che è pure inquinata, e quindi si affetta proprio...) a tutti gli amici che seguono. In realtà la formazione classica del ciclista urbano è la pedalata affiancata, in due o anche di più se la larghezza della strada lo consente. Cosicché succede che tu arrivi dietro in macchina, devi rallentare, suoni il clacson, loro si girano, si scansano lentamente ma ti inveiscono alle spalle. Li riconosci dai ciclisti professionisti perché hanno il bicipite sinistro più sviluppato, a forza di sollevare il braccio per mandare l'automobilista affan....! Ora, me la spiegate una cosa? 'Sti tizi si mettono affiancati per parlare del più e del meno, ok? Son tutti amici, e si discute delle solite cose tra amici. Ora, questi, siccome non sono allenati, come han fatto cento metri hanno già il fiatone. E così li vedi che pedalano soffiando come locomotive. E non rimane loro il minimo fiato per parlare. Ma allora, CHE CAVOLO RESTATE AFFIANCATI? Non potete sfiancarvi in fila indiana, che almeno io passo senza che mi si consumi il clacson? Senza contare gli eroi che, sfidando i gas di scarico e le marmitte paralitiche, si lanciano sui marciapiedi a fare jogging mentre i camion, in salita, vaporizzano tutto il serbatoio in una nube diesel che al prossimo temporale farà piovere direttamente gasolio... Che male mi fanno? Be', nessuno. Ma poi, quelli, a forza di correre, si stancano, e così a un certo punto decidono di fermarsi e di tornare a casa in autobus. Avete idea di quanto una persona possa puzzare di sudore? No? Be', basta che saliate su uno di quegli autobus... Dico questo, perché ho sempre un po' deriso queste persone... Dai, su, ammettiamolo: chiunque di noi ha sempre preso un po' in giro chi pratica questi sport nel bel mezzo dell'inquinamento urbano... Poi, cavolo, tutt'a un tratto ci ho ripensato. E fareste bene a rifletterci su anche voi. Pensateci: gli uomini di trecento anni fa vivevano nella natura più completa, non c'era il minimo inquinamento, e la loro vita media era di 30 anni. Adesso, gli uomini vivono nelle città, respirano smog da quando nascono, e la loro vita media è più che raddoppiata. Sono arrivato ad una conclusione incredibile: l'inquinamento fa bene. Inquiniamoci, signori, perché l'inquinamento ci allunga la vita. VACANZE SVACCATE: Le vacanze, in Italia, non vogliono mica dire festa, divertimento, relax. Non solo quello, almeno. C'è il traffico sulle autostrade, dove chiunque guidi più lento di noi è di intralcio e gli si dà dell'imbecille, e chiunque guidi più veloce è un pericolo e gli si dà del pazzo scatenato. C'è lo stress della pancetta (per gli uomini), o della cellulite (per le donne): uno va in palestra tutto l'inverno per fare bella figura in costume da bagno, e poi arriva il proprietario della palestra con il trentacinque metri che gli avete permesso di comprare con i vostri soldi, e fa più bella figura di voi... Tra l'altro, come inciso, avete mai riflettuto su come funzionino certe cose in Italia? È un meccanismo stupendo, secondo me: quando sei al lavoro, ti fai un mazzo tanto, bene o male vieni pagato, e ti lamenti continuamente. Poi esci, vai in palestra, ti fai tre mazzi tanti, sei tu che paghi per faticare, e non ti lamenti mai. È fantastico: lo proponiamo alla prossima assemblea della Confindustria? Basta che il lavoratore, per lavorare e faticare, paghi, invece di essere pagato, ed ecco che smetterà di lamentarsi. Altro che sindacati. Palestre, ci vogliono! E poi, le vacanze, per i giovani, vogliono dire soprattutto una cosa: che si tromba! O, almeno, che lo si deve raccontare quanto si rientra. Sì, perché vai in ferie in un qualunque posto, stai una settimana o due, torni, e la prima cosa che gli amici ti chiedono è: «Allora, quante te ne sei portate a letto?». È così, noi maschietti, soprattutto nelle vacanze, diamo a quella cosa lì molta importanza... E poi succede che senti certi discorsi... L'altro giorno io stesso ho sentito due ragazzi che parlavano proprio di come avevano concluso un sabato sera al mare. Il primo ha chiesto: «Allora, come è andata con quella tipa?». E l'altro: «Oh, guarda, quella ragazza è... è indescrivibile, è fantastica... io l'adoro, con lei io mi sento in paradiso... Pensa, con lei, è perfino meglio del sesso!». RADI, PAGLIACCIO, RADI!: Eh, signore e signorine all'ascolto... Non sapete, non potete sapere, i problemi che abbiamo noi maschi... No, no, cosa avete capito? Sono andato al mare per la prima volta quest'estate dopo quasi un anno. Non avevo ancora preso sole, e così mi sono scottato per bene. Anche sulla faccia. Ora, per noi maschietti, esiste una casistica piuttosto complessa per chi si scotta in viso: 1. C'è quello che si fa regolarmente la barba... - ho detto la barba, non la Barbara... -, dicevo, c'è quello che si fa regolarmente la barba, e quindi non ha problemi. Si scotta l'intera faccia, e buona notte. 2. C'è colui che ha la barba lunga, e così se la tiene, e fa solo bene perché, se dopo prova a radersi, poi andrà in giro con mezzo viso abbronzato e mezzo bianco, e la gente lo scambierà per un personaggio uscito dal negativo di una pellicola cinematografica... 3. Infine, ci sono io. Quello che generalmente si rade, ma la prima volta che va al mare ha la barba di cinque giorni. Il pelo è ancora corto, e quindi si scotta per bene guance, mento, mascella... Poi torna a casa, e decide che ha la barba lunga e che è giunto il momento di radersi... Gente, scagliatevi con i genitali contro un meteorite basaltico che ha preso fuoco al contatto con l'atmosfera, incollate col mastice i vostri molari ad un trapano a colonna con percussore pneumatico, strappatevi i peli del naso con le chele di un'aragosta adulta mentre vi guardate in televisione Maria Teresa Ruta che vi spiega come riuscirci senza fare schifo all'aragosta (animale notoriamente schizzinoso), e sentirete meno dolore di me quando con la lametta ho tentato di radermi sulla pelle ustionata. Ho tirato un urlo così forte, ma così forte, che gli abitanti di Lonate Pozzolo, sotto Malpensa Duemila, hanno deciso che non si lamenteranno più per il casino che fanno i Boeing quando gli decollano sul tetto di casa, scoperchiandolo. «Meglio i Boeing che ci fanno volare via le tegole - hanno detto - piuttosto che sentire ancora un latrato del genere...». E notate che io sto a Genova... Le mie tonsille, invece, le hanno ritrovate in Islanda, e sono pure stato costretto a pagare il dazio sull'importazione di organi per ritornarne in possesso. Gli abitanti del posto sono tuttora convinti che siano uscite da un geiser... Tra l'altro, proprio in proposito del radersi, esistono almeno due diverse scuole di pensiero. Ci sono quelli che usano il rasoio elettrico, e quelli che vanno di lametta. Ora, il rasoio elettrico ha il difetto che taglia meno in profondità che non la lametta, però è senz'altro più sicuro. Io, da perfezionista, vado di lametta. L'ultima volta l'ho usata, però, ho capito quanto davvero possa essere pericolosa: ero in bagno, nudo e crudo davanti allo specchio; mentre ero lì che mi studiavo la geometria delle basette, mi è scappata di mano la lametta, e mi è caduta per terra, sfiorandomi l'"attrezzatura" lì sotto... Oh, ragazzi, che paura! Per un pelo... non ho perso il vizio! PENSIONE DI ANZIANITÀ O PENSIONE DI VILLEGGIATURA?: Sono monotono, ma - visto che le ho fatte - parlo ancora di vacanze. Già, perché in vacanza, ad agosto, ci vanno un po' tutti. Quelli che se lo possono permettere, vanno nei grandi alberghi; quelli che possono spendere un po' di meno, invece, vanno nelle pensioni. Ora, a parte il fatto che, se uno va in un ristorante, sa che lì troverà ristoro. Se va in un campeggio, sa che lì si potrà accampare. Giusto? Ma se uno va in una pensione, che fa? Ci va a pensare? No, va be', scemenze a parte, mi sono chiesto come mai un posto dove puoi dormire e mangiare venga chiamato "pensione". "Pensione"... Dove puoi dormire e mangiare... Come a dire che i pensionati non facciano altro... E no, non mi va bene! Allora, pretendo anche, quando vado in una pensione, di poter almeno scatarrare per terra e giocare a ramino... Ora, se fossi stato io a dare i nomi alle cose, un luogo dove puoi mangiare e dormire a volontà, mica l'avrei chiamato "pensione". L'avrei chiamato "parlamento". «Dove vai quest'estate?» «Mah, sai, ho prenotato una stanza in un parlamento in Versilia... Dormire non è che si dorma molto, ma mangiare, uh!, sapessi come si mangia bene!». In effetti, se la "pensione" ha quel nome, probabilmente un motivo c'è. Io ci ho un po' riflettuto, e devo dire che sono parecchi i punti in comune che ho trovato tra pensione di anzianità e pensione di villeggiatura: 1. Innanzitutto, in entrambi i casi ti allontani dal tuo posto di lavoro. 2. In entrambi i casi non c'è mai posto: è sempre tutto esaurito, e quando ci vuoi andare, devi prenotare mesi e mesi prima. E poi sperare che non cambi qualcosa all'ultimo momento. 3. In entrambi i casi, quando finalmente ci sei andato, speri di rimanere tranquillo. E invece succede sempre che fai più di ciò che facevi prima di andarci, e con più fatica. 4. Ma soprattutto, in entrambi i casi, quando finalmente riesci ad andare in pensione, scopri che dura troppo poco. [ Mi immagino in questo momento tutti i pensionati all'ascolto che si stanno toccando... Allora aveva ragione mia mamma: «Non ti toccare, che diventi cieco!». Ecco perché tutti gli anziani hanno problemi alla vista e vanno in giro con gli occhiali... Come gli parli di pensione, si toccano subito! ] RICORRENZE: Il 16 agosto ha festeggiato il proprio compleanno la cantante Madonna. La carriera dell'artista ha attraversato numerosi cambiamenti di look e di stile, passando dal malizioso abito bianco di "Like a virgin" al trend punk di "Cercasi Susan disperatamente" e "Material girl", evolvendo e maturando attraverso fasi intermedie sexy e innocenti, religiose (come quando ha dato il nome a sua figlia) e trasgressive (come quando ha dato il cognome a sua figlia), fino al techno di "Ray of light" e poi al ricercato e melodico "Beautiful stranger". Ma tutto questo è niente: dovreste vedere quando deve scegliere la cravatta per il suo fidanzato... Il 29 dello stesso mese mi ha invitato al suo ventisettesimo compleanno Cameron Diaz. No, va be', non è vero... È il 30 che ha compiuto gli anni. La bionda e bella attrice, nota per il film "Tutti pazzi per Mary", è dotata di un sorriso dolcissimo grazie soprattutto ad una bocca molto larga: riesce a mangiare un'anatra all'arancia - intera - quando è nel pieno della sua apertura alare (compreso tutto l'albero di arance). Proprio per questo venne scelta come coprotagonista nel film "The mask". In effetti, inizialmente, la maschera volevano farla indossare a lei. Inutile aggiungere che io mi presentai ai provini, vestito da maschera. Non ci crederete, ma mi assunsero subito, anche se non come intendevo io: passai i sei mesi successivi a strappare biglietti in tutti i cinema dove quel film veniva proiettato. 40, invece, sono gli anni per Pino Insegno, un quarto della Premiata Ditta. Ovvero, la Premiata Ditta ha 160 anni. Insegno è sposato con la velina e conduttrice Roberta Lanfranchi, ma neanche lei - sua moglie - sa che cacchio producano in questa Premiata Ditta. Premiata Ditta da 160 anni, ma Premiata Ditta di che? Di Pane? Ortaggi? Cioccolatini? Vestiti? Specchiere? Tulipani? Saldatrici ad arco? Voi direte: «Sì, va be', adesso ci dici che già 160 anni fa esisteva la tecnologia per realizzare una saldatrice ad arco». E allora? Che c'è di strano? Gli Indiani d'America, l'arco, lo usavano già da molti secoli prima... Oggi, infine, compie 50 anni Richard Gere, uno degli attori più desiderati di Hollywood. In testa alle classifiche degli uomini più sexy, però, rimane l'ancor più anziano Sean Connery. Come cambiano i costumi sessuali delle popolazioni occidentali... Insomma, al giorno d'oggi, per piacere veramente alle donne, bisogna arrivare ad avere un'età in cui per far loro un cunnilingus ti devi prima togliere la dentiera. Proverbio della settimana: «Cielo a pecorelle, un tifone ha spazzato il gregge». Zuse, Struscia la Novizia, Monferrato [ Messaggio Promozionale: ] Questo numero vi è stato offerto da: BanglaDash, il detersivo dei poveri. BanglaDash, per lavare in acqua sia calda che fredda, ma sempre putrida. BanglaDash, anche come bagnoschiuma: non lava via l'abbronzatura, perché non lava via neppure lo sporco. BanglaDash, perché "più nero non si può".